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Socrate - Filosofia politica

Appunto sul pensiero politico di Socrate


Inviato da: morgana91 il 31-03-2008| Appunti inviati (1)|Livello: Primino

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Politica in Socrate
la filosofia di Socrate è una filosofia politica. il senso della filosofia in quanto “politica” è la definizione del bene.
La definizione del bene non equivale alla descrizione di cose buone. La descrizione ha come oggetto cose, azioni o situazioni empiriche(riguardanti l' esperienza), essa ha come proprio oggetto il concetto [es. il rettangolo è una definizione, il tavolo un oggetto].
Le definizioni possono essere pertinenti, ma sono sempre relative a circostanze, non devono semplicemente essere corrette o pertinenti, devono essere vere, cioè devono contenere predicazioni universali e necessarie. La definizione trascura l'aspetto empirico e cerca invece di cogliere l'aspetto essenziale,cioè l'essenza.
La filosofia ha la definizione dell' essenza della “natura umana”; Socrate apre il problema filosofico della “natura umana”, problema che sarà poi cruciale in Platone e Aristotele. Sappiamo già che l'essenza della “natura umana” è secondo Socrate la disposizione interiore(daimon) verso il bene(eudaimonia).
Il compito del filosofo è sapere cosa è il bene ma io, Socrate, ”so di non sapere” questa proposizione di partenza, ironia maieutica, così la chiamerà Socrate “so di non sapere” traduce l'iscrizione delle antiche acropoli “conosci te stesso”. Il bene è tale in quanto universale e necessario,e in quanto tale è la suprema legge della città. dunque il bene o è comune o non è il bene ma posso conoscere il bene(dimensione universale)solo attraverso la conoscenza di me stesso(dimensione individuale). Per tale ragione,la filosofia non avrà mai fine e il filosofo sarà sempre costretto al lavoro maieutico(sapere di non sapere),individuare l'errore,il limite.
Poiché la filosofia è sempre provvisoria e il suo scopo ottimale è dato dalla possibilità che il bene comune diventi legge (nomos),la filosofia non cessa mai il suo corso:ciò che la alimenta è la virtù (aretè) come conoscenza e come azione.
In Anassagora era già esplicita questa difficoltà:la filosofia sa che la natura è governata da una mente (nous) universale,ma la conoscenza degli uomini matura solo a poco a poco.
Socrate commenta in questo modo Anassagora e cioè che la conoscenza costruita attraverso lo smascheramento del falso (maieutica) e la definizione del vero (concetto) orienta la natura umana (paideia),sia l'individuo che la città verso la propria essenza necessaria (virtù,nomos,eudaimonia).

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