Friedrich Wilhelm Nietzsche
Filosofia e malattia: La malattia è stata per molto tempo considerata come un qualcosa che ha influenzato negativamente il suo pensiero, tuttavia, gli studiosi moderni hanno rivalutato l'aspetto della malattia, scorgendo in essa una condizione creativa e non una menomazione.
Nazificazione e denazificazione: Secondo i critici moderni risulta eccessiva la pretesa di attribuire a Nietzsche la paternità dell’ideologia nazionalsocialista. Nei suoi scritti si trovano spunti antidemocratici e antiegualitari. Le interpretazioni nazifasciste sono state contestate nel dopoguerra attraverso un processo di denaficazione.
Caratteristiche della scrittura di Nietzsche: Egli nei primi scritti predilige la forma del saggio e del trattato, e sceglie fra le altre la forma breve dell’aforisma. Il libro “Così parlò Zarathustra”, è scritto in in versetti, simboli, allegorie e parabole ispirandosi al Vangelo. Negli scritti più tardi prevalgono l’esposizione autobiografica e l’invettiva polemica, tali opere hanno un tono personale e maggiormente coinvolegente coinvolgente rispetto alle precedenti.
Tragedia e filosofia: Nel libro “La nascita della tragedia”, Nietzsche riprende dalla tragedia Greca la distinzione tra l'elemento apollineo e quello dionisiaco:
* L’apollineo si riferisce alle forme limpide e armoniche della scultura e della poesia epica.
* Il dionisiaco si esprime nell’esaltazione creatrice della musica.
Nietzsche dirà che la Tragedia Greca vive il momento di massimo splendore quando questi due elementi sono tra loro in uno stato di perfetto equilibrio, ocme nell’età della tragedia attica, dovee si armonizzano tra di loro, dando origine a capolavori sublimi.
Successivamente l’apollineo prevale sul dionisiaco fin quasi a soffocarlo e questo processo per Nietzsche avvia la decadenza della tragedia Greca che si concretizza con Euripide.
La vita è dolore: La vita è una lotta, una distruzione, non ha uno scopo e neanche un ordine. Gli atteggiamenti possibili sono:
1) Fuga e rinuncia (atteggiamento che Nietzsche rifiuta, e che invece porta avanit Schopenhauer in quello che è definito nichilismo passivo)
2) Accettazione della vita ed esaltazione della vita e superamento dell’uomo. (Atteggiamento che predilige e porta alla teroia del Superuomo)
Nietzsche si considerava come un discepolo del dio greco Dioniso, che simboleggia il “si” totale al mondom il "si" totale alla vita. Solo l'arte riesce a comprendere realmente il mondo e la vita dell'uomo: la storia, in eccesso, indebolisce le potenzialità creatrici dell’uomo, tuttavia la storia non è solo un danno, ma è anche utile se è al servizio della vita. Egli analizza vari tipi di storia:
* La storia monumentale che è propria di colui guarda al passato per cercarvi dei modelli e maestri che non vede nel presente, ma che al tempo stesso crea un mito del passato e né cancella alcuni aspetti.
* La storia antiquaria che è propria di colui che guarda al passato con fedeltà e amore, ma puù di contro togliere ogni forza innovatrice al soggetto che si ripiega nel "vecchio".
* La storia critica che è propria di colui che guarda al passato come a un peso da cui è necessario liberarsi per vivere meglio e perciò compete a chi soffre e sente la necessità di rompere con il passato, allo scopo di rifarsi daccapo.
Il periodo illuministico: Dio è:
1) Simbolo di ogni prospettiva al di fuori del mondo empirico
2) Personificazione delle certezze ultime dell’umanità, ossia di tutte le credenze metafisiche e religiose elaborate per dare un senso e un ordine rassicurante alla vita.
Dio e l’oltremondo hanno storicamente rappresentato, per gli uomini, una fuga della vita e un rifiuto del mondo, in favore di un’immagine di un cosmo ordinato e benefico che per Nietzsche altro non è che una costruzione della mente umana fatta per tollerare la durezza dell’esistenza: le scienze metafisiche e le religioni sono delle bugie create dagli uomini per sopravvivenza.
In Nietzsche l'ateismo è la realtà stessa.
In
Così parlò Zarathustra egli racconta di un "uomo folle" che annuncia al mondo la morte di Dio. Tale racconto simboleggia:
* L’uomo folle = il filosofo profeta;
* le risa ironiche della gente che vede l'uomo folle e si burla di lui = l’ateismo ottimistico e superficiale dei filosofi dell’Ottocento, insensibili alla portata e agli effetti della morte di Dio;
* la difficoltà di bere il mare = allusione al carattere difficile e sovrumano dell’uccisione di Dio;
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