Omero Minore
Le formule
Le formule sono una caratteristica importante dell’epos. La formula consiste nella ripetizione di un nesso verbale nella sede del verso o proprio di un verso intero. Esistono tre gradi di formularità:
il grado basso che consiste nella ripetizione del semplice epiteto(l’aggettivo che qualifica un personaggio o un aspetto della realtà) il grado medio consiste nella ripetizione di un verso intero e viene adottato principalmente per delle evocazioni ma anche per introdurre il discorso. Il grado massimo consiste infine nelle cosiddette scene tipiche come ad esempio i duelli. Ricapitolando le formule vengono adottate o per qualificare un personaggio o per un evocazione o per descrivere scene che sono tipiche dell’epica come appunto i duelli.
Fortuna dei poemi omerici
I poemi omerici ebbero un notevole successo anche in altre letterature. I romani apprezzarono molto omero proprio in conseguenza del pregio che avevano i poemi in ambito greco.
Una ripresa di Omero si ebbe in seguito solo con l’umanesimo e con la ripresa degli studi greci.
Questione omerica
I poemi omerici sono delle opere molto complesse e non si possono attribuire ad un solo individuo. Infatti sono molte le spie che indicano che i poemi non appartengono ne alla stessa epoca e ne allo stesso autore. Ad esempio le istituzioni civili e militari non appartengono ad una sola epoca e il tempo necessario alla composizione delle opere supera ampiamente l’arco di vita di un solo individuo. Nacquero cosi due ipotesi principali riguardo questo problema la prima di Xenone ed Ellanico (korizontes) che affermavano che i due poemi fossero da attribuire a due autori diversi, la seconda invece diceva che Pisistrato tiranno ateniese aveva fatto unire in un unico corpus i canti epici di omero tramandati sino ad allora oralmente con lo scopo di creare un edizione nazionale.
I poemi omerici sono molto importanti in quanto racchiudono l’intera cultura di un epoca,Infatti vennero definiti libri di cultura.
Nel 1744 G.B. Vico affermò che la composizione e la trasmissione dei poemi erano state orali e che omero non era altro che il simbolo della cultura greca. Nel 1795 Wolf sostenne che i poemi erano stati composti e tramandati oralmente finché non furono poi raccolti nella redazione pisistratea. Le principali correnti critiche riguardo la questione omerica furono tre:
1. la critica analitica che tentò di risalire analiticamente a tutti gli autori che avevano partecipato alla composizione dell’opera. La critica analitica basò la sua ricerca sulle incongruenze narrative, quella più evidente e il caso di un guerriero che muore e in seguito resuscita. Venne elaborata la teoria della compilazione secondo la quale vari redattori avrebbero ripreso e integrato materiale preesistente.
2. la critica unitaria attribuiva l’opera ad un unico autore, omero. Per sostenere la loro ipotesi cercarono tutti i nessi presenti nella narrazione e i richiami da una sezione all’altra del poema.
3. la teoria oralistica vedeva il poema epico concepito ed elaborato in assenza di scrittura, secondo la quale si basava sull’uso delle formule che facilitavano la memorizzazione.
Ciclo epico
Il ciclo epico comprende altre opere attribuite ad omero oltre all’ Iliade e all’odissea. Il ciclo epico comprende più cicli, ovvero: il ciclo troiano(poemi incentrati sulla guerra di troia),il ciclo tebano(poemi incentrati sul mito di edipo e dei sui figli Eteocle e Polinice),la saga degli argonauti(giasone e la conquista del vello d’oro)ecc. I frammenti del ciclo epico sono molto importanti in quanto mostrano l’ampiezza del patrimonio mitico della grecia arcaica.
Il ciclo troiano
Tutti i poemi di questo ciclo ruotano intorno ai due poemi maggiori (l’iliade e l’odissea). Contenuti dei poemi giunti dalla biblioteca di Fozio patriarca di Costantinopoli. Il ciclo troiano e composta da: I canti ciprii( erodoto ne contesta l’attribuzione ad omero e secondo la leggenda il poema fu attribuito a stasino di Cipro in seguito alle nozze con la figlia di omero. Il poema è composto da 11 libri nei quali si narra l’antefatto alla guerra di troia,infatti il poema giunge fino ai primi anni di guerra e si chiude con la spartizione del bottino, quando briseide venne data ad achille e Criseide ad Agamennone.
L’ etiopide (fu attribuito a Arctino di mileto)
Questo poema e il continuo dell’iliade e narra le vicende di achille il quale prima uccideva la regina delle amazzoni (pentesilea) ma poi si innamorava della guerriera morente e per questo venne criticato da tersite. Achille uccise prima tersite e poi Memnone per vendicare antiloco. Il poema si conclude con la morte di achille e la contesa tra odisseo e aiace per le sue armi introducendo cosi la piccola Iliade. La piccola Iliade fu attribuita secondo alcuni a lesche di lesbo. Questo poema in 4 libri rappresenta un problema in quanto si sovrappone in parte con la distruzione di ilio. Gli avvenimenti significativi del poema sono lo scontro tra odisseo e aiace per le armi di achille vinto dal primo il suicidio di aiace la spedizione notturna di Odisseo e Diomede a troia per rubare il palladio e infine l’incontro tra odisseo e elena. La distruzione di Ilio e attribuita ad Arctino di Mileto. Questo poema completa il racconto fino alla distruzione di troia si apre con lo stratagemma del cavallo e l’inganno di sinone,e seguito dall’uccisione di priamo e dall’incontro tra elena e menelao e il ratto di cassandra da parte di Aiace. Si concludeva con l’inizio del viaggio di ritorno degli achei reso disastroso dall’ira di atena contro aiace che aveva rubato il palladio.
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