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<title>Skuola.net</title>
<link>http://skuola.tiscali.it</link>
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<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 05:30:04 +0100</pubDate>
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<title>Laura Scimone, la nuova Ugly Betty italiana</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/laura_scimone.jpg" alt="" /></div>Riflettori puntati su Laura Scimone! Anche se, in realtà, è una webcam a riprendere le performance che l’hanno resa ormai nota ai frequentatori dei social network e non solo. Per chi non ne fosse ancora al corrente lei è una ragazza palermitana di 21 anni che ha dato mostra di sé e di quello che “non sa fare”. <br />
<center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kODpRRmfYMc"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/kODpRRmfYMc" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center>
<strong>COSA NON SI FA PER L’AMICIZIA</strong> - Con un video in cui si è presentata e ha invitato tutti a darle la loro amicizia ha subito attirato l’attenzione dei molti che l’hanno individuata come una tipa strana da tenere sott’occhio e lei non ha deluso. Nei successivi video caricati in rete ha sorpreso e stuzzicato la curiosità di una marea di utenti. I suoi profili su Facebook e MySpace hanno visto una sorprendente crescita di fan e richieste di amicizia. Come ha fatto ad ottenere tanta popolarità? In realtà ce lo chiediamo ancora; nei video si vede semplicemente una ragazza, non proprio avvenente, ballare in modo sgraziato e goffo e cantare senza apparenti doti vocali e con una dizione non proprio corretta. Il più delle volte i suoi spettacoli sono ambientati nella sua camera e finora si è prestata al rifacimento di Pop Porno de Il Genio, Poker face di Lady Gaga, Buon Compleanno della Carrà, ma il top, secondo molti, l’ha raggiunto nel tributo ad un suo mito, Michael Jackson.<br />
<br />
<strong>MA E’ UNO SCHERZO?</strong> - A vederla, dopo una primo momento di incredulità e disorientamento, viene da chiedersi: ma chi è davvero Laura Scimone? O meglio, <strong>ma c’è o ci fa?</strong> Di versioni ed opinioni ne vengono avanzate tante: da chi la ritiene una ragazza ingenua e sopra le righe a chi sostiene che sia una persona con seri problemi psichici; altri invece ipotizzano che si tratti della trovata di una attrice teatrale in cerca di occupazione, ma qualcuno intravede dietro questa apparente pagliacciata una accorta e studiata operazione di marketing che a breve verrà svelata. In ogni caso la rete non si è lasciata sfuggire l’occasione e, spietata come solo lei sa fare, ha sfornato una serie di irriverenti commenti su questo personaggio. <br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/laura_scimone_video.jpg" alt="" /></div><strong>LAURA SCIMONE FANS CLUB</strong> - Se si digita il suo nome su Facebook vengono fuori subito centinaia di gruppi dedicati a lei. Tra i numerosi fan che la stimano per la sua simpatia ci sono quelli che tifano perché vada all’Isola dei Famosi, che chiedono di farla entrare nella casa del Grande Fratello, che la vorrebbero vedere al Chiambretti Night o che la propongono per la prossima edizione di Sanremo o di Amici. Si dice che anche la Ventura la vorrebbe ospite di “Quelli che…”, ma abbiamo trovato anche un gruppo che la suggerisce come Ministro dell’Istruzione al posto della Gelmini. E ancora, chi inneggia a “Laura Scimone for president” o chi semplicemente si offre per “aiutarla”. <br />
<br />
<strong>CHI NE AVREBBE FANNO A MENO</strong> - Seppur tanti la amano, per lo meno per le risate e il buon umore che suscita, sono altrettanti quelli che ne sottolineano il suo essere eccentrica e forse anche un po’ svampita e senza pietà chiedono di esorcizzarla, di farle cambiare spacciatore, la individuano come il disastro annunciato dai maya per il 2012, solo con un po’ di anticipo e, ancora, inesorabili sono anche i commenti sul suo look tanto da proporlo quale costume per Halloween, o le affermazioni come “Nemmeno Chuck Norris sopravvivrebbe ai video di Laura Scimone!”<br />
<br />
<strong>FAR RIDERE PER PIACERE</strong> - Sebbene per il momento il dubbio che la ragazza ci stia prendendo in giro c’è, un punto su cui si dovrebbe riflettere è il trend che da un po’ di tempo a questa parte, sia che si tratti di internet o di TV, porta una gran parte delle persone all’essere attratta da “fenomeni da baraccone” veri o fasulli che siano. Si può pensare ad alcuni personaggi ridicolizzati al “C’è posta per te” che attirano così tanti ascolti o al recente rumore creato attorno alla, presunta o reale, goffaggine della cantante Arisa durante la scorsa edizione di Sanremo. Ed è sicuramente vero che non è necessario essere belli e perfetti per avere successo, ovviamente quello che conta è dimostrare di avere delle qualità indipendentemente dal proprio aspetto fisico. Ma se è triste pensare che molti accettino di mostrarsi ridicoli, più o meno inconsapevolmente, pur di apparire o far parlare di sé, ancora più triste è pensare che quelli che lo permettono siamo proprio noi stessi quando scegliamo di dare loro attenzione. <br />
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<span style="font-size:130%">Voi cosa ne pensate di coloro che, in televisione o su internet, fanno mostra di sé rischiando di essere derisi, pur di avere il proprio momento di notorietà? Diteci tutto quello che pensate lasciandoci un commento. </span><br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 23:02:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19566]]></link>
</item>
<item>
<title>Basta occupazioni!</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/okkupazione.jpg" alt="" /></div>
Basta con le occupazioni: i presidi si schierano contro &quot;<em>la liturgia delle occupazioni come rito obbligato dell’autunno e l’appropriazione della scuola da parte di alcuni, sottraendone la fruizione ad altri</em>&quot;. Questo è uno dei contenuti salienti dell'<strong>Appello per la Scuola</strong> lanciato ieri dai presidi della Provincia di Roma e che dalla prossima settimana circolerà in tutte le scuole d'Italia (clicca qui per il <a href="http://www.anprm.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=266&amp;Itemid=1">testo completo</a>). <br />
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<div style="text-align:center"><span style="font-size:130%"><strong><a href="downloads/radio/Radiocity_19_11_09_Skuola_net.mp3"><img src="icone/sound.png" alt="" />Ascolta l'intervento di Skuola.net su Radio1</a></strong></span></div>
<br />
<strong>SCUOLA DI DEMOCRAZIA</strong> - Invece i Dirigenti Scolastici si schierano a favore di una scuola &quot;<em>che abbia come fine la crescita di studenti istruiti, formati nella personalità e cittadini di una comunità libera e consapevole</em>&quot; e in cui gli alunni siano coinvolti nel processo decisionale attraverso un dibattito democratico &quot;<em>su problemi concreti: stato dei locali scolastici, dotazioni finanziarie, recupero degli studenti in difficoltà, servizi di supporto assicurati da specialisti</em>&quot;. Insomma una scuola nella quale, come una famiglia, studenti, prof e dirigenti si siedono intorno ad un tavolo per discutere e decidere insieme sui problemi, senza farsi la guerra. <br />
<br />
<strong>STUDENTI, COSA FARE?</strong> - E' la domanda che ci facciamo oggi, in un periodo, quello autunnale, tipico di occupazioni, autogestioni e manifestazioni. Skuola.net come sempre è al vostro fianco per risolvere i problemi quotidiani dello studente, dai compiti alla difesa dei diritti: cercheremo di capire insieme la strada per migliorare la scuola. <br />
<br />
<strong>MANIFESTARE E' UN DIRITTO </strong> - Esprimere pubblicamente e pacificamente le proprie idee è un diritto costituzionale riconosciuto a tutti i cittadini. Quindi se nella scuola ci sono problemi, è un vostro diritto scendere in piazza per farli presenti e magari proporre delle soluzioni. Ma con serietà: se la manifestazione diventa la scusa per fare vacanza, automaticamente la protesta stessa perderà di valore. <strong>Consigliamo di partecipare solo dopo aver compreso le vere motivazioni e soprattutto se si condividono</strong>. <br />
<br />
<strong>OCCUPARE NON LO E'</strong>- L'occupazione, al contrario, è un reato. Si tratta di &quot;<em>Interruzione di Pubblico Servizio</em>&quot;, ed è abbastanza grave perché impedisce agli studenti di usufruire di un servizio che invece spetta di diritto. Si passa automaticamente dalla parte del torto. Senza contare che spesso l'occupazione danneggia gli stessi studenti. <br />
<br />
<strong>PROBLEMI DELLA SCUOLA </strong>- <strong>In finale, i problemi gravi della scuola di oggi sono legati alla mancanza di fondi: il nostro paese sta risparmiando  sulla scuola da anni (quindi sia destra che sinistra tanto per capirci)</strong>.  Così abbiamo meno professori del necessario, classi più numerose, meno ore di lezione, laboratori obsoleti, scuole che cadono a pezzi, qualità dell'insegnamento che si sta via via degradando e via dicendo. Così le scuole statali, che in teoria dovrebbero essere gratis fino all'età dell'obbligo, chiedono alle famiglie contributi per sopravvivere e garantire i servizi minimi. Contributi che in teoria sono volontari, ma che gli istituti in molti casi sono costretti a far passare come obbligatori (<a href="http://skuola.tiscali.it/news/tasse-scolastiche.html">clicca qui</a> per saperne di più).  <br />
<br />
<strong>OCCUPARE, NO GRAZIE</strong> - Di fronte a questi problemi, l'occupazione produce due effetti negativi. Il primo è quello di <strong>bloccare la didattica</strong>, quindi di ridurre la qualità della preparazione degli studenti tanto più si dura la protesta. Personalmente ho perso un mese di scuola causa occupazione quando frequentavo il quinto, e vi assicuro che non è stato bello affrontar l'esame con pezzi di programma non svolti! Il secondo è i famosi &quot;esterni&quot; in genere partecipano alle occupazioni solo per <strong>devastare</strong>: tanto i danni li pagano gli studenti &quot;interni&quot;. Sì perché gli studenti della scuole occupate spesso tornano in classe in una struttura che sta peggio di prima. <br />
<br />
<strong>DEMOCRAZIA A SCUOLA</strong> - La scuola italiana avrà tanti difetti, ma in Europa siamo i soli ad avere forme di rappresentanza studentesca così forte. Attraverso i nostri rappresentanti possiamo intervenire nelle decisioni che riguardano la classe e l'intera scuola. Grazie alle assemblee mensili, abbiamo poi la possibilità di dialogare con loro e far presenti i problemi reali. Il tutto all'interno delle ore di lezione, senza dover perdere tempo. Insomma, abbiamo in mano tutti gli strumenti per far valere i nostri diritti nella realtà scolastica nella quale viviamo. Usiamoli! <br />
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<span style="font-size:130%">E tu cosa ne pensi dell'Occupazione? Dì la tua <a href="http://skuola.tiscali.it/news/no-occupazioni.html#comments">commentando l'articolo</a>! </span><br />
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<center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7IsE7gQXIAQ"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/7IsE7gQXIAQ" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center>]]></description>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:47:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19568]]></link>
</item>
<item>
<title>Voto in condotta: difendetevi dagli abusi!</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/condotta.jpg" alt="" /></div>E' giusto valutare anche il comportamento degli studenti e punirli se non rispettano le regole. Ma a volte sono gli stessi insegnanti ad ignorare le regole. Capitano così episodi come quelli segnalati sul nostro <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/diritti-studenti/6-in-condotta-a-tutti-i-maski-aiutatemi-36606.html">forum</a> sul <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/diritti-studenti/">forum</a>: un grido di aiuto di fronte al quale non potevamo essere indifferenti. <br />
<br />
<strong>VOTO IN CONDOTTA, ECCO COS'E'</strong> - E' una valutazione che viene espressa dal Consiglio di classe in occasione degli scrutini, intermedio e finale, e che “<em>si riferisce al comportamento dello studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa</em>”, quindi fate bene attenzione al rispetto reciproco nei confronti sia di compagni che di professori e badate al vostro comportamento anche durante le gite scolastiche, le assemblee o in qualsiasi altra attività organizzata dalla scuola. <br />
<br />
<strong>SEGNALAZIONE DAL FORUM</strong> - Anche se la normativa pone delle regole abbastanza chiare, può capitare che il voto in condotta venga assegnato in modo non proprio corretto. È il caso di <span style="text-decoration:underline">cata97</span> che nella sezione del nostro Forum dedicata a <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/diritti-studenti/">Riforme, leggi e diritti degli studenti</a>, ha posto il seguente problema: &quot;<em>Da me a scuola è successo che hanno allagato il bagno dei maschi due volte nello stesso giorno e, siccome sono passate due settimane dall’accaduto e non si sa ancora niente, allora le prof ci hanno dato una nota sul registro e il 6 in condotta per i maschi! L'hanno scorso quando le femmine disegnavano cose &quot;oscene&quot; con la colla sullo specchio del bagno delle femmine le conseguenze le abbiamo pagate anche noi maschi! […] Hanno il diritto di dare a tutti i maschi 6 in condotta?&quot;</em> La risposta del nostro Blue Angel è stata categorica: No! E ora vi spieghiamo perché. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/studenti_aula.jpg" alt="" /></div><strong>NIENTE 6 IN CONDOTTA COLLETTIVI!</strong> - In base ad un decreto del 2007 (DPR n. 235/07, articolo 4, comma 3) <strong>“La responsabilità disciplinare è personale.</strong> Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni.” Inoltre, in base al decreto ministeriale che il 16 gennaio scorso ha introdotto il voto in condotta, <strong>la valutazione non si può riferire ad un singolo episodio</strong>, ma si tratta di un giudizio che deve tener conto del comportamento complessivo tenuto dal singolo studente e della sua eventuale crescita e maturazione successiva. Dunque, un singolo episodio, come quello accaduto nel bagno della scuola del nostro utente cata97, non può automaticamente determinare un 6 in condotta indiscriminato per un gruppo di studenti. Devono innanzitutto essere individuati chiaramente i responsabili e poi ne deve seguire una valutazione che tenga conto del loro comportamento complessivo durante l’arco dell’anno scolastico. <br />
<br />
<strong>PERO' VOI FATE I BRAVI...</strong> - Vi rammentiamo di fare comunque molta attenzione al vostro comportamento, perché, come bene saprete, da quest’anno, <strong>basterà il 5 in condotta per essere automaticamente bocciati o non essere ammessi all’esame conclusivo. Dal 6 in su, invece, il voto in condotta farà media con tutte le altre materie</strong>. E siccome, come lo stesso cata97 ammette “Comunque questi casini da noi a scuola succedono perché siamo poco seri, la maggior parte vengono a scuola per pettinare le bambole”, il nostro consiglio è quello di stare alla larga dai problemi – insomma, per lo meno non andateveli a cercare! – dimostrando di essere in grado di assumervi le vostre responsabilità e dando prova della vostra maturità . <br />
<br />
<strong>DIRITTI DEGLI STUDENTI</strong> - Se avete un dubbio e pensate di aver subito un'ingiustizia a scuola, niente paura. Skuola.net è al vostro fianco. Sul forum esiste una dedicata ai Diritti degli studenti.  <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/diritti-studenti/">Cliccando qui </a> potete segnalare l'episodio, un esperto vi consiglierà.<br />
<br />
<span style="font-size:130%">A voi è mai successo di aver subito ingiustamente una valutazione negativa del comportamento? Raccontateci la vostra esperienza lasciando un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/voto-condotta-abuso.html#comments">commento </a>!</span><br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 23:22:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19565]]></link>
</item>
<item>
<title>Occupazione sventata grazie a Facebook</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/occupazione-scuola.jpg" alt="" /></div>
Stavolta Facebook non è stato d'aiuto ai ragazzi, anzi. Gli studenti del liceo scientifico Morgagni di Roma, infatti, nei giorni scorsi si erano dati appuntamento proprio sul social network per tentare l'occupazione della loro scuola. Ma qualche professore ha intercettato la comunicazione e avvertito la preside. Così lunedì scorso, quando sono arrivati davanti al loro liceo, attorno alle 7, gli alunni hanno trovato tutto sbarrato. <br />
<br />
<strong>OCCUPAZIONE AL CONTRARIO </strong>- Dentro all'istituto c'erano già il dirigente, Maria Luisa Michesi, e diversi professori chiamati a rapporto dalla preside, che già dalle 5.30 Presidiavano la struttura. Una vera e propria contro occupazione: i docenti hanno &quot;sbarrato porte e finestre con i lucchetti per evitare l'invasione dei ragazzi&quot;, racconta un insegnante di educazione fisica alla dire. <br />
<br />
<strong>FACEBOOK TRADITORE</strong> - &quot;Da sabato circolava questa voce di una possibile occupazione- continua- qualcuno si è accorto che i ragazzi su Facebook si erano dati appuntamento prestissimo e ha avvertito la preside che ci ha chiesto di venire qui per evitare l'occupazione&quot;. <br />
<br />
<strong>MESSAGGINI SPIA</strong> - Inoltre la preside tecnologica è passata al contrattacco: con i nuovi sistemi di comunicazione via sms delle assenze ha mandato ai genitori un messaggino per avvertire che i ragazzi stavano tentando di occupare. Così, dalle 8, è cominciata, racconta un docente &quot;la sfilata di mamme e papà che sono venuti a riprendersi i figli&quot;.<br />
<br />
<strong>MORALE N.1: NON TI FIDAR DI FACEBOOK</strong> - Questa vicenda ci offre due interessanti spunti di riflessione. Il primo è che non ti puoi fidare mai di un Social Network. Le informazioni che inserisci possono facilmente sfuggire dal tuo controllo e arrivare nelle mani di soggetti che non vorresti. Quindi su Facebook bisogna evitare di inserire informazioni e foto troppo personali, perché possono essere usate contro di te. Anche configurando correttamente i livelli di privacy, qualcosa può sempre scappare come in questo caso. I prof ora sanno esattamente da chi è partita l'idea dell'occupazione. <br />
<br />
<strong>MORALE N.2: OCCUPARE NON AIUTA</strong> - Il secondo spunto è quello legato allo strumento dell'occupazione. Si tratta infatti di un reato grave, interruzione di pubblico servizio nella fattispecie, perché impedisce il regolare svolgimento di un servizio pubblico. Le manifestazioni, invece,  sono un diritto costituzionale che ogni studente in quanto cittadino può esercitare. Inoltre nessuna occupazione ha migliorato la situazione della scuola, anzi: spesso si aggregano soggetti che hanno voglia solo di &quot;far macello&quot;. Il risultato: lezioni interrotte e scuola a pezzi. Insomma tutto il contrario di quello che l'occupazione vorrebbe ottenere, ovvero un miglioramento della condizione degli studenti.<br />
<br />
<span style="font-size:130%">E tu cosa ne pensi di questa vicenda? Dì la tua <a href="http://skuola.tiscali.it/news/occupazione-sventata-facebook.html#comments">commentando</a> la news!</span><br />
<br />
<em>Daniele Grassucci</em>]]></description>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19563]]></link>
</item>
<item>
<title>Studenti in piazza invadono l'Europa</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/corteo_studenti.jpg" alt="" /></div>Si è svolta oggi, 17 novembre, la <a href="http://skuola.tiscali.it/news/scipero-novembre-diciassette.html">giornata internazionale per la mobilitazione studentesca</a>: in tutti i Paesi sono stati organizzate manifestazioni in favore del diritto allo studio e, in Italia, i circa 50 cortei organizzati hanno visto gli studenti protestare contro i tagli messi in atto dalla riforma Gelmini e contro la progressiva privatizzazione della scuola pubblica. <br />
<strong>MILANO </strong>- Gli organizzatori delle <a href="http://skuola.tiscali.it/news/scipero-novembre-diciassette.html">manifestazioni </a>hanno dichiarato che la partecipazione ai cortei è stata ampia e le assenze nelle scuole hanno sfiorato il 70%, tuttavia ci sono stati anche momenti di tensione. A <strong>Milano</strong> la protesta degli studenti è stata infervorata anche dalla recente chiusura delle scuole civiche serali (l’ultima è stata quella di sabato scorso del liceo Gandhi) e in piazza Mercanti, un corteo non autorizzato si è scontrato con polizia e carabinieri: cassonetti ribaltati e quattro studenti portati in Questura per accertamenti. <br />
<br />
<strong>ROMA </strong>- A <strong>Roma</strong> i manifestanti hanno protestato contro la “Repubblica delle banane” con iniziative particolari: presso la città universitaria della Sapienza l’Unione degli Studenti ha “fatto merenda”, la “bananata”, così l’hanno chiamata, mentre i ragazzi dell’Accademia nazionale di danza hanno improvvisato delle coreografie per chiedere al Ministro dell’Istruzione più fondi da destinare alla scuola. Ma un altro sit-in si è svolto anche sulla scalinata del Miur. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/gelmini_riforma.jpg" alt="" /></div><strong>NELLE ALTRE CITTA’</strong> - Occupazioni si sono verificate in molte altre città come, ad esempio, <strong>Torino</strong>, dove gli studenti si sono insediati nel Rettorato dell’Università o a <strong>Palermo</strong> dove ad essere occupata è stata la succursale del magistrale Regina Margherita dove, per tutto il giorno verranno realizzati spettacoli, concerti e dibattiti sull’attuale sistema d’istruzione. A <strong>Napoli</strong> invece palloncini carichi d’acqua sono stati lanciati contro il portone d’ingresso chiuso della sede della Provincia. <br />
<strong>LA GELMINI NON SI PREOCCUPA</strong> - Il Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, non sembra essersi lasciata intimorire dalle proteste e ha commentato così i numerosi slogan contro le sue riforme: <strong>“I centri sociali non rappresentano gli studenti italiani”</strong> e ha aggiunto “Gli studenti italiani hanno capito che bisogna avere il coraggio di guardare al futuro, di cambiare la nostra scuola, di fare scelte coraggiose. <strong>Riproporre vecchi slogan, come se fossimo ancora negli anni ‘70 certamente non contribuisce a rendere la nostra scuola più moderna</strong>. I manifestanti, per lo più legati al mondo dei centri sociali, non rappresentano certo i milioni di ragazzi che studiano e si impegnano e che sperano di trovare nelle scuola un’istituzione che li prepari a un vero lavoro”. <br />
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<span style="font-size:130%">Voi avete partecipato alle manifestazioni di oggi? Scrivetecelo lasciando un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/mobilitazione-studenti.html#comments">commento</a>. </span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 16:01:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19562]]></link>
</item>
<item>
<title>Studio nel sonno: realtà o leggenda metropolitana?</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/studiare_sonno.jpg" alt="" /></div>
Pensate un po’ a quanto sarebbe bello posare la testa sul nostro soffice cuscino, chiudere gli occhi e addormentarsi con la lezione che continua a ripetersi dalle nostre cuffiette; svegliarsi poi la mattina e, senza fatica, fare un figurone all’interrogazione. Un sogno, eh? Sì, proprio un sogno che molti studenti fanno, ma che, purtroppo non ha alcun fondamento concreto. <br />
<br />
<strong>VI PIACEREBBE, EH?!</strong> - La fantomatica tecnica di imparare mentre si dorme non è, però, semplicemente una leggenda metropolitana diffusasi tra gli studenti di ogni generazione, è un fenomeno che ha attirato l’attenzione anche di vari scienziati che hanno tentato di dimostrarne un fondamento, ma con pochi successi, la maggior parte anche discutibili. A questa tecnica è stato dato il nome di <strong>Ipnopedia</strong> (o anche <strong>sleep-learning</strong> e uno dei primi studiosi ad occuparsene fu, nel 1942, il prof. Lawrence Leshan che sottopose ad un esperimento dei volontari accomunati dal fatto di avere il vizio di mangiarsi le unghie. Durante il sonno fece sentire loro ripetutamente la frase “le mie unghie sono amare” attraverso un fonografo. Circa il 40% dei volontari effettivamente smise di torturare le proprie unghie, ma non grazie all’ipnopedia. <br />
<br />
<div class="colleft"><img src="news_foto/dormire.jpg" alt="" /></div><strong>MA EMMONS E SIMON DICONO CHE NON SI PUO’</strong> - Nel 1956, infatti, l’esperimento fu ripetuto da William Emmons e Charles Simon, che questa volta utilizzarono l’elettroencefalogramma per verificare che davvero i volontari stessero dormendo mentre venivano sottoposti agli stimoli uditivi. E questa volta nessun “miracolo” si verificò, portando a pensare, al contrario, che molti dei volontari del professor Leshan avessero fatto i “furbetti” facendo finta di dormire profondamente. Di studi sullo sleep-learning ne vennero fatti altri, ma finora nessuno ha dato i risultati sperati. <br />
<strong>TESTIMONIANZE DAL FORUM </strong>- Anche sul nostro forum ci si è chiesti se è possibile <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/studiare-nel-sonno-35182.html#bottom">studiare nel sonno</a>. È stato <span style="text-decoration:underline">mark930</span> a porre per primo la domanda: <em>“secondo voi funziona studiare mentre si dorme ascoltando la lezione da un lettore mp3 con le cuffie e magari con una leggera musica di sottofondo?</em>. E tranne <span style="text-decoration:underline">sweetangelz</span> che conferma <em>“un po’ di tempo fa funzionava, ma ora no... il motivo e che sono innamorata e mi distraggo facilmente”</em>, nessun altro sembra dare prova che la tecnica sia affidabile (per lo meno senza che l’amore arrivi a vanificarne gli effetti!;)).<br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/dormire_ipod.jpg" alt="" /></div><strong>APRIRE I LIBRI E’ L’UNICA SOLUZIONE</strong> - A parte poi <span style="text-decoration:underline">crmn96</span> che il problema non se lo vuole nemmeno porre visto che dice: <em>“Almeno quando dormo NIENTE COMPITI!”</em>, la maggior parte degli utenti di Skuola.net rimane scettico e ripiega piuttosto sulla funzione benefica che il sonno ha nel processo di assimilazione di tutte le informazioni che sono state immagazzinate durante il giorno, cioè quando si era svegli. Ed è proprio questo che, in realtà, molti studi confermano: <strong>dormire è un’attività utile per l’apprendimento, non perché si imparano cose nuove, ma semplicemente perché durante il sonno il nostro cervello ha la possibilità di elaborare le informazioni della giornata</strong>, fissarle nella memoria e, quindi, permetterci di ricordare quanto abbiamo faticosamente studiato su libri e appunti. L’unica tecnica veramente efficace per imparare, quindi, per il momento sembra ancora essere quella basata su sottolineatura, lettura e ripetizione. D’altronde, anche lo stesso <span style="text-decoration:underline">mark930</span> che ha iniziato la discussione se ne è potuto rendere conto confidandoci <em>“comunque non funziona, ho provato, ho messo le cuffie e la mattina dopo non ricordavo niente.</em>
<br />
<span style="font-size:130%">Se, però, anche voi siete stati attratti dalla possibilità di imparare dormendo e avete sperimentato questa tecnica, raccontateci la vostra esperienza! Lasciateci il vostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/studiare-dormire.html#comments">commento </a>o dite la vostra sul <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/studiare-nel-sonno-35182.html#bottom">Forum</a>.</span><br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19554]]></link>
</item>
<item>
<title>17 novembre: gli studenti tornano in piazza</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/1_manifestazione_studenti.jpg" alt="" /></div>
Domani 17 novembre gli studenti di tutta Italia scenderanno di nuovo per le strade a far sentire le proprie ragioni, le proprie idee e proposte per un sistema scolastico migliore. Sono i ragazzi dell’Unione degli Studenti ad organizzare il tutto e a partecipare alla manifestazione saranno in tanti. <br />
<br />
<strong>DOMANI SI MANIFESTA</strong> - Per domani 17 novembre decine di cortei sono già in programma nelle principali città italiane ed oltre a queste manifestazioni sono previsti anche concerti e attività autogestite di didattica alternativa al fine di protestare contro i tagli del Governo che, secondo l’Uds, stanno portando ad una progressiva privatizzazione della scuola. È la difesa della scuola pubblica, dunque, il nodo principale delle proteste di domani; si scende in piazza perché in molti sentono che sia necessario tutelare e migliorare la scuola. <br />
<br />
<strong>OBIETTIVI </strong>- Gli obiettivi che domani verranno sostenuti da studenti di scuole medie, superiori e da universitari, sono i seguenti: <br />
<br />
<strong>Investimenti nell’edilizia scolastica</strong>: per scuole sicure, strutture all’avanguardia e palestre, laboratori ed attrezzature che aiutino gli studenti ad imparare. <br />
<br />
<strong>Legge nazionale per il diritto allo studio</strong>: si chiede una legge che definisca, a livello nazionale, i principi e le garanzie minime per quanto riguarda borse di studio, trasporti, libri di testo, mense e attività culturali. <br />
<br />
<strong>Democraticità</strong>: si chiede che venga valorizzata la rappresentanza studentesca in modo che gli studenti possano avere peso nelle scelte dell’istituto. <br />
<br />
<strong>Didattica innovativa</strong>: revisione dei metodi e dei contenuti didattici per lezioni che siano più vicine alle esigenze e agli interressi degli studenti. <br />
<br />
<div class="colleft"><img src="news_foto/megafono.jpg" alt="" /></div><strong>17/11: IL GIORNO X</strong> - Perché proprio il 17? È una data simbolica. Nel corso della storia in questo giorno si sono svolte vicende drammatiche che hanno toccato da vicino molti studenti: nel 1939 , ad esempio, centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati ed uccisi; nel 1974 degli studenti greci vennero massacrati per aver manifestato in difesa dei principi di pace, giustizia e libertà. Questi ed altri eventi hanno segnato il 17 novembre nella storia, tanto che viene oggi considerata la data della memoria e la giornata dedicata alla mobilitazione studentesca. Gli italiani, quindi, non sono i soli. <br />
<strong>ANCHE A BRUXELLES</strong> - A Bruxelles, infatti, domani si svolgerà un’assemblea studentesca internazionale per discutere sulle prospettive future del movimento studentesco e a cui parteciperanno, naturalmente, anche dei rappresentanti italiani. <br />
Perciò, se siete d’accordo con le proposte che l’Uds ha avanzato, allora cliccate  <a href='http://www.unionedeglistudenti.net/sito/index.php?/latest/17-novembre-sciopero-generale-studentesco.html' target='_blank' >qui</a> e vedete se anche nella vostra città è stata organizzata una manifestazione e per qualsiasi altra informazione consultate il sito  <a href='http://www.unionedeglistudenti.net/sito/' target='_blank' >unione degli studenti.net</a>. <br />
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<span style="font-size:130%">Cosa ne pensate di questa manifestazione? Ditecelo lasciando un commento. </span> <br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 00:50:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19552]]></link>
</item>
<item>
<title>I migliori regali amorosi</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/cuoreamore.jpg" alt="" /></div>
 Donare gratuitamente senza riceve nulla in cambio potrebbe sembrare un qualcosa fine a se stesso, ma in realtà le cose non stanno così. Spesso un grazie o una parola gentile sono meglio di mille regali. Nel regalare avviene una vera e propria comunicazione tra individui: un regalo può simboleggiare amicizia, pentimento, ritorno, ma anche amore, e allora non rimane che chiederci &quot;cosa vorremmo ricevere dalla persona che amiamo?&quot;<br />
<br />
<strong>QUALE REGALO TI PIACEREBBE RICEVERE? </strong>- Si dice che un regalo acquista maggior valore quando è gradito, utile e rispecchia il nostro gusto personale, ma l'importanza del dono non sta nell'oggetto in sé, ma nel gesto stesso del &quot;regalare&quot;. Spesso i doni più graditi sono quelli immateriali, come delle attenzioni o dei gesti affettuosi questo è quello che emerge anche dal Sondaggio &quot;Qual'è la cosa ke vi piacerebbe di più ricevere da 1 ragazzo/a?&quot;, aperto nella sezione <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/amore-co/">Amore&amp;co</a> del <a href="http://skuola.tiscali.it/forum">Forum</a>. Secondo i votanti al primo posto si collocano le coccole, seguite poi dal &quot;ti amo&quot;, pochissimi sono quelli che hanno votato per qualcosa di materiale come una rosa o un regalo di vario genere. <br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/bacio_di_hayez.jpg" alt="" /></div><strong>COCCOLE, FANNO BENE ALLA MENTE E AL CORPO -</strong> Chi ha votato le &quot;coccole&quot;, ci ha visto lungo: secondo uno studio americano, infatti, le coccole aiutano lo sviluppo cerebrale fin dall'infanzia: sembrerebbe che i bambini cresciuti con baci e carezze siano i più felici e i più intelligenti. Anche negli adulti, però, questi gesti affettuosi hanno il loro peso e sono essenziali per ricevere e comunicare affetto al proprio partner. L'abbraccio simboleggia una vera e propria accettazione dell'altro, in quest'atto avviene l'incontro tra due persone che abbracciandosi si fondono in un'unica cosa, un'unica forma in cui i due corpi si racchiudono e in cui ci si sente protetti o protettori!<br />
<strong><br />
IMPORTANZA DI UN &quot;TI AMO&quot; -</strong> Nulla è più bello dell'essere ricambiati in amore, quando sei innamorato un &quot;ti amo&quot; detto dalla persona giusta può davvero migliorarti la vita...E non solo metaforicamente, dopo le coccole, anche sul tema dell'amore la ricerca non poteva rimanere indietro: secondo dei ricercatori svizzeri e tedeschi, recitare versi d'amore fa bene al cuore e aiuta anche a combattere lo stress quotidiano. Sembrerebbe, infatti, che la metrica delle poesie regola sia il respiro che il battito cardiaco.<br />
<strong><br />
REGALO MATERIALE -</strong> La minoranza di utenti che ha votato per il regalo materiale ha scelto una rosa, o un intero mazzo di rose! Da sempre la rosa è simbolo intramontabile di amore, purezza e passione. Tuttavia anche gli amanti delle rose non mettono da parte i sentimentalismi: non si accontentano del silenzioso simbolo floreale, ma le rose devono essere accompagnate da un &quot;ti amo&quot; scritto (una lettera) o dichiarato!<br />
<br />
<div style="text-align:center"><img src="news_foto/rose.jpg" alt="" /></div>
<span style="font-size:130%"><strong>E tu che regalo vorresti ricevere? Di la tua nel<a href="http://skuola.tiscali.it/forum/amore-co/qual-e-la-cosa-ke-vi-piacerebbe-di-piu-ricevere-da-1-ragazzo-a-31343.html"> Forum</a></strong></span><br />
<br />
<em>Francesca Dominici</em>]]></description>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 22:30:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19546]]></link>
</item>
<item>
<title>Influenza A: più saponi meno gite</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/influenza_suina.jpg" alt="" /></div>Le scuole cambiano meta… quella delle gite si intende! È a causa dell’influenza A che molte scuole hanno deciso di ridurre le uscite didattiche di gruppo o cambiarne semplicemente la rotta. Intanto però, passi avanti vengono fatti per quanto riguarda l’igiene: nei bagni arriva il sapone. <br />
<strong>NELLE AULE SI CAMBIA ARIA</strong> - Per fugare la possibilità di contagio (e scacciare anche la paura che sta influenzando gli italiani più di quanto non faccia la febbre stessa), nelle nostre scuole viene adottata ogni sorta di iniziativa utile a tenere i virus alla larga da studenti, insegnanti e personale non docente. Si va dall’<strong>apertura delle finestre ad ogni cambio dell’ora</strong> come nel liceo Aristofane di Roma, a momenti di <strong>informazione specifica curata dagli insegnanti di scienze</strong> nel liceo Visconti della Capitale. <br />
<br />
<strong>BRRR, GITE DA BRIVIDO</strong> - Ma il provvedimento che forse colpisce di più il cuore degli studenti è quello che riguarda le gite scolastiche. Sempre a Roma, al liceo Newton, sono stati fermati, per il momento, i viaggi di istruzione e molte altre scuole potrebbero optare per questa stessa decisione. <strong>Le partenze sono state rimandate a febbraio e gli studenti si dirigeranno esclusivamente verso i paesi freddi</strong> dove il virus influenzale dovrebbe avere una più difficile diffusione. Tuttavia questo non è l’unico motivo, in quanto mete come Berlino o le città polacche, indubbiamente interessanti dal punto di vista culturale, sono anche quelle meno affollate dalle scolaresche tra cui si teme il contagio. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/lavarsi_mani.jpg" alt="" /></div><strong>SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI IL SAPONE!</strong> - Intanto le scuole sembrano anche attrezzarsi seriamente per dare la possibilità ai ragazzi di mettere in pratica le regole di igiene suggerite da <a href="http://skuola.tiscali.it/news/influenza-a-h1n1x.html">Topo Gigio</a>. Ad Anzio, ad esempio, il sindaco ha annunciato che presto nelle scuole della cittadina laziale verranno distribuiti ben 4.500 flaconi di sapone e a Roma si sta discutendo sull’esigenza di varare un intervento simile. E le testimonianze di questo cambiamento positivo ci vengono anche dai vostri commenti: <span style="text-decoration:underline">Miyuki</span>, dopo aver lamentato una “storica” mancanza di dispenser per il sapone nei bagni del suo istituto, con sua stessa sorpresa ci ha informato <em>”ragazzi ci credete che 2 giorni dopo aver detto che nella mia scuola non c'era il sapone... vado in bagno e trovo i dispenser nuovi nuovi!”</em>. <br />
<strong>NIENTE PAURA</strong> - E come abbiamo già fatto più volte, vi ricordiamo che <a href="http://skuola.tiscali.it/news/influenza-a-no-profilassi-scuola.html">non c’è ragione di allarmarsi</a> in modo eccessivo per l’arrivo dell’influenza A/H1N1. E’ bene, certo, curare l’igiene e adottare delle ragionevoli precauzioni per limitare le possibilità di contagio (ammalarsi, anche se solo di una banale influenza, non è mai piacevole), ma non lasciatevi prendere dalla paura. <br />
<br />
<span style="font-size:130%">Nella vostra scuola, quali misure sono state adottate per limitare il contagio? Raccontateci tutto lasciando un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/influenza-gite.html#comments">commento </a>alla news. </span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19542]]></link>
</item>
<item>
<title>Troppi compiti:il lamento dello studente</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/troppi_compiti.jpg" alt="" /></div>“Basta!”, “Non ce la faccio più!”, “E’ troppo, non ce la farò mai a finire tutti i compiti per domani!”… Tipiche frasi dello studente che si sente oppresso da versioni, esercizi, parafrasi e via dicendo. Ma di fronte alla insormontabile montagna di compiti l’unica arma vincente è questa: <a href="http://skuola.tiscali.it/consigli-per-vincere/articoli-per-vincere/">ci vuole metodo!</a>
<br />
<strong>QUANT’E’ DURA LA VITA DELLO STUDENTE!</strong> -  Capita a molti che frequentare le scuole, in particolare le superiori, risulti essere molto faticoso per la incredibile mole di compiti che vengono assegnai dai professori. Molti ragazzi, per riuscire ad essere preparati per il giorno dopo, quando ad attenderli ci saranno probabili interrogazioni e verifiche, passano il pomeriggio intero sui libri e a volte sacrificano anche la serata per terminare lo studio. <br />
Tu che leggi, ti riconosci in questa categoria di studenti? <strong>Niente paura, non sei solo! Ma soprattutto, c’è speranza di miglioramento! </strong><br />
<br />
<strong>POMERIGGI INTERI DEDICATI ALLO STUDIO</strong> - Lo studente gobbo sui libri non è solo una figura del passato di Leopardiana memoria, ma una realtà per molti come appare sul Forum di Skuola.net: c'è una discussione aperta dal titolo inequivocabile <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/troppi-compiti-35833.html">“Troppi compiti!!!”</a>. Tutto parte dall’invito di <span style="text-decoration:underline">mroxy</span>, studentessa alle prese con un impegnativo 4° ginnasio, a tutti gli utenti per raccontare le proprie esperienze <em>“per tutti quelli che hanno tanti compiti e finiscono la sera tardi: vi chiedo di scrivere le vostre esperienze o lamentele… Io vi dico che non ne posso più: i miei prof ci bombardano di compiti e finisco sempre alle 8.30 di sera dopo che ho iniziato alle 14.30”. </em><br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/homework.jpg" alt="" /></div><strong>TOUR DE FORCE </strong>- E così le risposte non sono tardate ad arrivare. Se <span style="text-decoration:underline">Qualer</span> si distingue subito per essere un habitué delle “ore piccole” <em>“ Tutti i giorni fino a mezzanotte e mezza, se sono sfortunato fino alle 3 di notte (il mio massimo). Se sono fortunato, invece, verso le 9 ho concluso. L'anno scorso andava peggio”</em>, <span style="text-decoration:underline">brezzamarina88</span> invece <em>“Io inizio alle 15:00 e finisco alle 22:00 se tutto va bene!”</em> e continua, però, confessando che <em>“E’ anche vero che io sono molto pignola e che per ogni cosa la ripeto almeno una 10 di volte... ma danno davvero troppi compiti... purtroppo se il programma è quello in un modo o nell'altro lo si deve finire...”</em>. Ma al gruppo si aggiunge presto anche <span style="text-decoration:underline">virginietta</span>: <em>“Io appena rientro a casa e finisco di mangiare inizio a fare compiti finendo purtroppo sempre alle 11 di sera... non ho tempo di fare nulla... facevo tennis e ho dovuto smettere... mi sono veramente scocciata di tutti questi compiti...”</em>
<br />
<strong>SCORCIATOIE </strong>- Eppure non tutti sono nelle stesse condizioni e le motivazioni sono diverse. Prima di tutto c’è chi prende la scuola con una certa leggerezza o adotta metodi non certamente consigliabili per risolvere il problema dei compiti; uno di questi è <span style="text-decoration:underline">Mic-Roxas</span> che ammette <em>“Io li copio”</em> (…ehm, vi ricordiamo che sarebbe meglio evitare questo espediente…). Ma c’è anche chi non studia fino a tardi semplicemente perché non ha molti compiti da svolgere a casa e questo, spesso, è dovuto anche alla scuola frequentata: non è raro che gli studenti delle superiori ricordino con nostalgia gli spensierati pomeriggi quando ancora andavano alle medie, tanto che <span style="text-decoration:underline">paraskeuazo</span> avverte una nostra utente “Kiki tu fai la terza media vero? L'anno prossimo riderai meno credimi”. <br />
<br />
<div class="colleft"><img src="news_foto/studiare_troppo.jpg" alt="" /></div><strong>STUDIARE: UN GIOCO DA RAGAZZI!</strong> - Ma in molti casi riuscire a terminare in tempo utile i compiti assegnati per casa dai professori e riuscire, così, a dedicarsi anche ad altre attività ricreative è possibile grazie ad un buon metodo di studio. A ribadirlo è proprio <span style="text-decoration:underline">salva295</span> <em>&quot;Io studio nelle ore libere tra calcio, clarinetto e Facebook e riesco a prendere bei voti (7.5 - 8 - 9), l'importante è che in quel poco tempo ci si metta impegno”</em>, ma anche <span style="text-decoration:underline">Princess of Music</span> coglie l’occasione per suggerire a tutti la sua “ricetta vincente” per ottimizzare il tempo sui libri <em>“vi posso suggerire un trucco. Per poter assimilare meglio ciò che studio, prima di iniziare a studiare, dopo mangiato, vado a dormire per 30/60 minuti. Quando mi alzo, prima studio e poi faccio le altre materie in cui devo fare degli esercizi. Vi giuro, roba da non credere. Storia, in 10 minuti, riesco a studiare 4 pagine zeppe di roba. E alla sera, riesco a studiare fino alle 22.30”.</em> (però, pure lei tanto presto non finisce…)<br />
<strong>I SUGGERIMENTI DI SKUOLA.NET</strong> - Che i vostri professori sia “generosi” nell’assegnarvi esercizi, che non badino a sprechi quando si tratta di decidere il numero di versi da farvi tradurre o che siano prodighi nello stabilire le pagine che dovrete studiare, ci crediamo! Tuttavia, capire quali piccoli accorgimenti vi potrebbero facilitare l’apprendimento o imparare ad organizzare in modo diverso il vostro tempo per ricavarne anche dei preziosi momenti di svago, sicuramente è una cosa utile. E allora dedicate un po’ di attenzione ai <a href="http://skuola.tiscali.it/consigli-per-vincere/articoli-per-vincere/">nostri consigli</a>, siamo sicuri che molti di voi li apprezzeranno. <br />
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<span style="font-size:130%">Voi quanto tempo impiegate mediamente per finire i compiti? Scrivetecelo <a href="http://skuola.tiscali.it/news/compiti.html#comments">commentando </a>la news oppure postando sul <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/troppi-compiti-35833.html">Forum</a>!</span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19538]]></link>
</item>
<item>
<title>Pagelle elettroniche: obbligatorie entro il 2012</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/pagelle_online.jpg" alt="" /></div>Un decreto collegato alla Finanziaria lo ha stabilito: le pagelle elettroniche diventeranno obbligatorie entro il 2012. Basteranno pochi click e i voti degli studenti saranno consultabili on-line dai genitori. <br />
<strong>DAL 2012 LA E-PAGELLA</strong> - Il decreto che ha stabilito questa novità nel sistema scolastico rientra nel più ampio processo di informatizzazione della Pubblica Amministrazione che il Governo sta gradualmente mettendo in atto. Anche le scuole, quindi, sono chiamate a stare al passo con i tempi e viene chiesto loro di dotarsi, se già non lo hanno fatto, della connessione internet e di personale capace di inserire correttamente i dati nel sistema informatico. Il tempo a loro disposizione per adeguarsi a questa riforma sarà circa 3 anni, visto che <strong>le pagelle telematiche verranno adottate a partire dal 2012 </strong>.<br />
<br />
<strong>CAMBIA SOLO IL FORMATO</strong> - Ma che valore avranno le pagelle on-line? Avranno <strong>gli stessi effetti giuridici della pagella cartacea</strong> a cui oggi siamo abituati, solo che sarà consultabile sullo schermo del nostro PC. Dunque, se sulla pagella telematica dovessero comparire delle insufficienze, l’arrabbiatura dei vostri genitori sarà esattamente la stessa che seguirebbe se aprissero il documento di carta. Non c’è scampo! <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/pagella_elettronica.gif" alt="" /></div><strong>IN GRAN BRETAGNA SONO GIA’ AVANTI </strong>- Il provvedimento è valido sia per le scuole pubbliche che per quelle private e l’Italia non è l’unico Paese che ha deciso di compiere questo cambiamento. In Gran Bretagna, ad esempio, per gli studenti di medie e superiori già dall’anno prossimo verranno inviate le pagelle attraverso il canale internet. Insomma, dopo gli sms inviati alla famiglie in caso di assenza, l’Italia continua a sfruttare la tecnologia per velocizzare e svecchiare le comunicazioni tra docenti e genitori. Ma non tutti sembrano essere d’accordo. <br />
<strong>CARO GENITORE, E’ BRAVO, MA NON SI APPLICA…</strong> - Tra le obiezioni che vengono avanzare a tale innovazione, sicuramente vale la pena di sottolineare quella che riguarda la <strong>perdita del contatto diretto tra insegnanti e genitori</strong>. L’incontro per la consegna delle pagelle da molti viene visto come un momento importante che coinvolge la scuola e le famiglie e che può diventare l’occasione per confrontarsi sugli strumenti più adatti per migliorare la crescita didattica, e non solo, degli studenti. Per cui l’introduzione delle pagelle elettroniche potrebbe creare una distanza tra insegnanti e genitori a discapito di una corretta e condivisa formazione dello studente stesso. Nonostante questi dubbi le pagelle informatiche saranno presto una realtà. <br />
<br />
<strong>STUDENTI CONTRO </strong>- Quando le pagelle elettroniche vennero proposte, per la prima volta, nel maggio 2008, gli studenti si dimostrano subito contrari. Da un nostro sondaggio emerese che il 57% non era d'accordo, mentre solo il 35% erano favorevoli. Chissà se oggi le cose sono cambiate...<br />
<br />
<span style="font-size:130%">Voi cosa ne pensate? Cambierà qualcosa o, per gli studenti, avere i voti scritti su un foglio di carta o visualizzati su uno schermo sarà la stressa cosa? Lasciate il vostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/pagelle-internet.html#comments">commento</a>. </span><br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:44:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19534]]></link>
</item>
<item>
<title>Gelmini: Nessun cambiamento alle vacanze di Natale</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/maria-stella-gelmini.jpg" alt="" /></div> Studenti attoniti come un bimbo al quale fanno pregustare una caramella: nessun prolungamento in vista delle vacanze di Natale. Metafora scherzosa a parte, siamo ben contenti di darvi questa notizia: l'ipotesi era stata considerata come misura di contrasto della pandemia da influenza A, che avrebbe dovuto raggiungere il suo picco in corrispondenza del periodo natalizio. Ma ora il Ministro, in relazione ai circoscritti casi di contagio, sembra ricredersi: le scuole italiane non rimarranno chiuse oltre il previsto e questo perché &quot;Non ci sono le condizioni di allarme&quot;.<br />
<strong>NIENTE PROLUNGAMENTO DELLE VACANZE -</strong> Il calendario delle vacanze Natalizie rimane invariato. In un'intervista a Sky Tg24 il ministro dell'Istruzione ha detto che la situazione del contagio all'interno delle scuole italiane è ben controllata: &quot;La chiusura delle scuole creerebbe soltanto enormi problemi di gestione dei bambini da parte delle famiglie senza creare benefici[...]. In collaborazione con il Ministero della Sanità stiamo monitorando quanto accade all'interno delle scuole italiane. Il calendario delle vacanze di Natale non cambierà. Per ora non ci sono le condizioni di allarme per un cambiamento rispetto alla rotta che abbiamo intrapreso e che ci sta dando risultati puntuali&quot;.<br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/1_rientro_scuola.jpg" alt="" /></div> <strong>RIMANERE CON I PIEDI PER TERRA </strong>- Il provvedimento della Gelmini vuole essere un ulteriore  incoraggiamento a non farsi prendere dal panico. Noi di Skuola.net già in un'altra <a href="http://skuola.tiscali.it/news/influenza-a-no-profilassi-scuola.html">occasione </a>vi abbiamo esortati a rimanere con i piedi per terra: pensate a studiare, ad andare a scuola e anche a come passare le previste vacanze natalizie al meglio, ma fatelo in tutta tranquillità. <strong>E' importante sottolineare che al momento, l'influenza A, non è risultata più mortale della normale influenza stagionale</strong>. <br />
<strong>CHIUSURE MIRATE - </strong>Si conferma quindi il provvedimento di una chiusura non generale della scuola, ma solo di <a href="http://skuola.tiscali.it/news/influenza-a-h1n1x.html">chiusure mirate </a> in casi eccezionali di grave diffusione del virus. In questi casi specifici la chiusura delle scuole deve avvenire, dopo una precisa segnalazione dell'ASL, in accordo tra il sindaco del comune dove è ubicata la scuola e il preside della stessa. Le due parti di comune accordo decideranno poi se chiudere o meno la scuola. Si tratta di una misura pensata per arginare dove necessario la velocità di contagio da parte del virus, che pur non essendo letale per persone in condizioni normale può rappresentare un fattore di rischio per alcune fasce più deboli (anziani, bambini piccoli, malati cronici, ecc.). <br />
<br />
<strong>PICCOLE ACCORTEZZE - </strong>Tuttavia è importante avere sempre delle piccole accortezze specie durante il periodo in cui è previsto il maggiore picco influenzale. Al di fuori degli orari scolastici o durante le vacanze è bene non frequentare luoghi troppo affollati, evitare di prendere i mezzi nelle ora di punta e tenere sempre fede alle norme igieniche e alimentari essenziali: mani sempre pulite, coprirsi la bocca se si tossisce o starnutisce, mangiare tanta frutta e verdura, ricche di vitamine. E' importante rimanere a casa se si avvertono i primi sintomi influenzali e quindi chiamare il medico di famiglia.<br />
<br />
<div style="text-align:center"><img src="news_foto/lavaggio-mani-influenza-suina.jpg" alt="" /></div>
<span style="font-size:130%"><strong>L'influenza H1N1 non chiude le scuole a Natale, voi che ne pensate? Dite la vostra sul <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/gelmini-no-al-prolungamento-delle-vacanze-natalizie-36505.html">Forum</a></strong></span><br />
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<em>Francesca Dominici</em>]]></description>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 23:53:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19535]]></link>
</item>
<item>
<title>Influenza A: neanche il sapone a scuola...</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/lavaggio-mani-influenza-suina.jpg" alt="" /></div>
Da giorni non si parla che dell'arrivo, mai tanto atteso, del vaccino contro l'influenza A. Eppure nelle nostre scuole manca lo strumento più elementare per combattere la diffusione della pandemia: il sapone per lavarsi le mani! Secondo un nostro sondaggio, a cui hanno risposto oltre 2000 studenti, il 73% degli intervistati non dispone, nei bagni della propria scuola, del sapone per lavarsi la mani. Mentre quasi il 90% non dispone di alcunché per asciugarsele. Alla faccia dell'igiene. <br />
<br />
<strong>STRANEZZA</strong> - Strano mondo: ogni anno l'influenza stagionale fa migliaia di vittime eppure se ne parla appena. Arriva la suina, e da mesi i mezzi di comunicazione non fanno altro che allarmarci. Così il Governo spende milioni di euro per una campagna pubblicitaria in cui Topo Gigio ci ricorda regole elementari di igiene quali lavarsi le mani frequentemente, soffiarsi il naso e coprire la bocca quando starnutiamo. Ma dai? Per non parlare del fatto che non appena c'è un morto, si aggiorna il bollettino di guerra con tanto di rullo di tamburi. <br />
<br />
<strong>STATE TRANQUILLI </strong>- Siamo ritornati sul tema per tranquillizzarvi. L'influenza A uccide sostanzialmente le persone che avevano già delle malattie pregresse. Dei morti accertati, quasi tutti erano già ammalati di altre gravi patologie. Inoltre l'indice di mortalità sembra essere più basso dell'influenza stagionale, che lo scorso anno ha portato via ben 8000 persone!<br />
<br />
<strong>VIRULENTA</strong>- Per contro questa forma di influenza è molto contagiosa, quindi si diffonde con una certa rapidità. Molti giovani sono colpiti perché sono anche assidui frequentatori di luoghi ad alta concentrazione di persone come scuole, università oppure luoghi di ritrovo. Questa è la particolarità per la quale si teme l'influenza. Non a caso in questi giorni uffici e scuole sono semi-deserti: molti tutti, il sottoscritto compreso, sono a casa con l'influenza.<br />
<br />
<strong>VACCINO</strong>- Il vaccino è quindi consigliato a tutti quelli che soffrono di gravi patologie, perché in questi caso il rischio di contrarre l'influenza (anche quella stagionale) va ridotto allo zero. In tutti gli altri casi, si può tranquillamente farne a meno. Anche perché per metterlo in produzione nel più breve tempo possibile, non sono stati effettuati tutti i test di routine. Per questo il 50% dei medici di base. <br />
<br />
<strong>CONSIGLI </strong>- In conclusione, niente paura. Se viene la febbre rimanete a casa, al caldo e seguite i soliti consigli:<br />
   1. usare moderatamente antipiretici per la febbre (paracetamolo) in caso di febbre alta;<br />
   2. bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno;<br />
   3. consumare frutta e verdure di stagione;<br />
   4. umidificare l’ambiente e cambiare spesso l’aria;<br />
   5. lavarsi spesso le mani;<br />
   6. usare antibiotici e antivirali solo su prescrizione medica. <br />
E soprattutto, rimanete a casa fino a completa guarigione. Non affrettate i tempi di recupero.]]></description>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19521]]></link>
</item>
<item>
<title>Internet &amp; videogames: rischio dipendenza</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/internet_addiction.gif" alt="" /></div>Il mondo virtuale sta catturando sempre più persone, giovani e meno giovani, maschi e femmine. Se prima internet e i videgiochi erano un affare per smanettoni, oggi sono il pane quotidiano per (quasi) tutti, ma attenzione a non esagerare: la dipendenza dai giochi multimediali e da Facebook &amp; co. è in agguato!<br />
<strong>GILS LIFE: IL VIDEOGIOCO SI FA ROSA</strong> - Sta conquistando il pubblico femminile di età compresa tra i 9 e i 15 anni ed ovviamente è arrivato anche in Italia: è <strong>Girls Life, il videogioco tutto fashion &amp; style</strong> dedicato esclusivamente a chi ama la moda e si diverte ad imitare il look delle grandi star. La prima versione di questo gioco, <strong>“Glamour look”</strong>, permette alle giovanissime di caricare la propria immagine e acconciarsi, truccarsi e vestirsi proprio come le icone fashion dello spettacolo; si può essere un po’ Britney Spears, un po’ Madonna, o è possibile farsi consigliare direttamente dal software qualche trucchetto che valorizzi la propria immagine. In Girls Life versione <strong>“Crea la tua moda”</strong>, invece, si diventa stiliste, si può creare il proprio atelier, realizzare collezioni e sfilate e addirittura aprire una propria boutique. C’è di più: grazie alla connessione wireless si ha anche la possibilità di condividere con le amiche le proprie idee creative, scambiarsi suggerimenti o fare shopping in un centro commerciale virtuale. <br />
<br />
<strong>QUANDO E’ TROPPO…</strong> - E se grazie a questa trovata viene conquistata una larga fetta di ragazze e ragazzine che, tradizionalmente sono (o per lo meno, erano) le meno interessate al mondo dei videogames, viene anche da pensare: “Ma non si rischia di esagerare?”. E il problema non è di certo nuovo e di sicuro non nasce con questo videogioco. Basti pensare che in Inghilterra è addirittura <strong>nata recentemente la prima clinica per videogioco-dipendenti</strong>, per coloro, per intendersi, che non riescono proprio a staccare mani ed occhi dalla consolle, che non si danno pace se non riescono ad arrivare al livello successivo e, una volta arrivati, non si accontentano mai. Per risolvere questa forma di dipendenza, i pazienti vengono coinvolti in terapie di gruppo, visione di filmati specifici e vengono fatti partecipare ad attività ricreative alternative ai videogame. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/internet_dipendenza.jpg" alt="" /></div><strong>SOS WEB-DIPENDENTI </strong>- Ma anche l’Italia si sta attrezzando per salvaguardare la salute degli smanettoni patologici, concentrandosi, però, sulla dipendenza da internet, nello specifico quella che si sviluppa per un eccessivo attaccamento ai Social Network, al gioco d’azzardo on-line, alle chat, ai siti pornografici e allo shopping on-line. E così è nato a Roma, presso il Policlinico Gemelli, il primo ambulatorio per la cura dell’<strong>Internet Addiction Disorder</strong> o, da alcuni, chiamato anche “tecnostress”. E non si parla neanche di casi poi così rari. Secondo i dati forniti da Federico Tonioni, coordinatore dell’ambulatorio romano, <strong>sarebbero “almeno due iscritti a Facebook su 10 ad esserne affetti</strong>, e quattro persone su 10 sarebbero a rischio. I sintomi di questa forma di assuefazione pericolosa al mondo virtuale consistono in ansia, panico, depressione, disturbi del sonno, problemi cardiaci e per risolvere le crisi di astinenza l’ambulatorio del Gemelli ha elaborato una terapia in tre fasi: un primo colloquio di presentazione seguito poi da vari incontri per inquadrare meglio il problema e, dunque, il graduale inserimento in gruppi di riabilitazione. <br />
<strong>VADE RETRO INTERNET!</strong> - Insomma, se fino a qualche anno fa ci si preoccupava sostanzialmente dell’uso e dell’abuso di alcol e droga, ora a dare pensieri sembra essere anche internet. Tuttavia non ci pare neanche giusto demonizzare il web o far apparire i videogiochi come un passatempo rischioso. Sarebbe troppo semplice e senz’altro scorretto ricondurre queste nuove forme di dipendenza come la conseguenza di una tecnologia spietata e pericolosa. Ciò che è sbagliato non è tanto lo sviluppo della rete telematica o dei giochi virtuali, quanto piuttosto l’uso eccessivo che se ne fa. <strong>Il vero problema, quindi, è quello di riuscire a capire quali sono i limiti, solo così si può continuare a trarre piacere da una passione e continuare a vedere il gioco come tale. </strong><br />
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<span style="font-size:130%">Quando tempo dedicate al giorno a chat, msn o facebook? E vi siete mai resi conto di aver esagerato con internet o con i videogame? Raccontatecelo <a href="http://skuola.tiscali.it/news/internet-dipendenza.html#comments">commentando </a>la news.</span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19516]]></link>
</item>
<item>
<title>Nobel alle scoperte inutili</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/ignobel.jpg" alt="" /></div>Lo sapevate che ogni anno le scoperte scientifiche più inutili vengono premiati. Ricerche di cui nessuno sentiva il bisogno, risposte a domande curiose ma in fondo inutili... Queste sono le caratteristiche dei premi <strong>Ig Nobel</strong>, che sfruttano il gioco di parole anglofono e suonano un po' come &quot;Ignobili&quot;. <br />
<strong>LO FANNO STRANO</strong> - Parallelamente agli autorevoli premi Nobel, che vengono assegnati ogni anno a coloro che si sono distinti per aver apportato “considerevoli benefici all’umanità” nei campi della chimica, fisica, medicina, letteratura, economia e nell’impegno a favore della pace mondiale, esistono loro, gli <strong>Ig Nobel</strong>. Sono anch’essi riconoscimenti assegnati a livello internazionale, ma in questo caso i destinatari si sono distinti nel mondo per aver effettuato ricerche, o essere giunti a scoperte, che hanno il pregio di essere del tutto singolari ed eccentriche. <br />
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<strong>LA SCIENZA NON E’ UNO SCHERZO</strong> - Studi e invenzioni strane sì, ma di assoluto e indubbio rigore scientifico: tutte le idee premiate vantano, infatti, una pubblicazione su importanti riviste scientifiche. Quindi, nessuna Corrida e dilettanti allo sbaraglio, ma una manifestazione seria (più o meno). La premiazione viene fatta ogni anno presso l’Università di Harvard e non ha lo scopo di ridicolizzare gli scienziati premiati né, tanto meno, le scoperte presentate; <strong>ha il preciso obiettivo di richiamare l’attenzione di tutto il mondo sulla scienza </strong>.<br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/Ig_Nobel.gif" alt="" /></div><strong>THE WINNER IS…</strong> - Ma veniamo ora alla presentazione dei 10 premi Ig Nobel assegnati quest’anno: <br />
<strong>Biologia</strong> – Il premio è andato agli scienziati giapponesi che hanno dimostrato come il 90% dei rifiuti domestici possa essere smaltito dai batteri presenti nella portentosa cacca dei panda giganti. Proprio così, la specie, divenuta da tempo simbolo del WWF, si dimostra all’altezza del compito ambientalista assegnato! <br />
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<strong>Chimica</strong> – Sono dei chimici messicani ad essersi aggiudicati l’Ig Nobel in questo campo per aver scoperto che <strong>con la tequila è possibile produrre diamanti sintetici</strong>. Da un intruglio di etanolo, acetone e, naturalmente, tequila, anche se è strano crederlo, si formano dei microscopici (della dimensione di qualche nanometro, purtroppo!) diamanti sintetici. <br />
<br />
<strong>Economia</strong> – È stato assegnato ai direttori di 4 banche islandesi per aver dimostrato, attraverso i loro istituti di credito che se la son vista brutta, che <strong>“piccole banche possono diventare grandi e viceversa”</strong> e che questo principio è perfettamente applicabile ad un’intera economia nazionale. <br />
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<strong>Fisica</strong> – Quello per la fisica se lo sono accaparrato delle ricercatrici texane <strong>per aver spiegato analiticamente come le donne incinte riescano a non cadere in avanti</strong> nonostante il loro pancione. Così ora siamo tutti più tranquilli… <br />
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<div class="colleft"><img src="news_foto/ig_nobel_reggiseno.jpg" alt="" /></div><strong>Letteratura</strong> – E questo merita! Non poteva che andare alla polizia irlandese per aver compilato <strong>oltre 50 multe a cittadini polacchi intestandole a “Prawo Jazdy”</strong> che, però, non è il nome di uno squilibrato automobilista, ma significa semplicemente “patente di guida”, ovviamente presente su tutti i documenti polacchi. <br />
<strong>Matematica</strong> – Questo è andato a Gideon Ono, governatore della banca centrale dello Zimbabwe, che (così pare...) per permettere al suo popolo di imparare a contare, anche con numeri molto grandi, <strong>ha stampato banconote che vanno da 1 centesimo fino a centomila miliardi di dollari</strong>. Se tutti gli abitanti dello Zimbabwe abbiano imparato a contare non si sa, quello che è certo è che il tasso di inflazione è arrivato, nel 2008, al record di 231 milioni percento. <br />
<br />
<strong>Medicina</strong> – È andato ad un californiano che per 60 lunghi anni, ha costantemente fatto scrocchiare le dita della sua mano sinistra per due volte al giorno, lasciando in pace, però, la mano destra e affermando alla fine, con certezza: <strong>scrocchiare le dita non fa venire l’artrite!  </strong><br />
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<strong>Medicina veterinaria</strong> – Va a due ricercatori inglesi che hanno dimostrato che <strong>le mucche a cui viene dato un nome producono più latte rispetto a quelle che rimangono anonime</strong>. E durante la premiazione ufficiale, uno dei due studiosi ha colto l’occasione per dedicare il successo della vincita a “Purslane, Wendy e Tina, le mucche più carine che abbia mai conosciuto”, d'altronde anche le mucche hanno un cuore tenero. <br />
<br />
<strong>Pace</strong> – Ovviamente è stato assegnato ai pacifici svizzeri che hanno dimostrato che <strong>fracassare in testa una bottiglia di birra piena fa un po’ meno male che usarne una vuota</strong>. Infatti, dicono gli scienziati, una bottiglia vuota scaraventata contro qualcuno si rompe ad un impatto di 40 joule, se è piena si scende a 30 joule. <br />
<br />
<strong>Salute pubblica</strong> – È tutta americana l’invenzione del <strong>reggiseno antigas</strong>. In caso di necessità prontamente si sfila, si divide in due e una coppa viene utilizzata personalmente come comoda e confortevole mascherina antigas e l’altra viene generosamente ceduta al vicino in difficoltà. <br />
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<span style="font-size:130%">Questa la top ten 2009 delle stravaganze scientifiche. Ora sbizzarritevi con i <a href="http://skuola.tiscali.it/news/premi-nobel-ig.html#comments">commenti </a>e raccontateci se anche voi, nel cassetto, avete idee altrettanto originali e stravaganti!</span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 23:08:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19515]]></link>
</item>
<item>
<title>Bulli: punizioni esemplari</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/bullismo.jpg" alt="" /></div>I fatti di cronaca parlano chiaro: gli episodi di violenza e intolleranza tra ragazzi sono in continuo aumento. Si parla sempre più spesso di bullismo, ma il vero problema ora è stabilire quali siano le soluzioni più efficaci da adottare per porre un freno a questo fenomeno. È in tale clima di preoccupazione che le scuole si arrangiano con punizioni al limite tra l’originale e il discutibile. <br />
<strong>PREPOTENTI A SCUOLA MESSI IN MUTANDE DAL PRESIDE </strong>- Ad Alba, in provincia di Cuneo, due studenti extracomunitari che frequentano un istituto professionale sono stati i protagonisti di un fatto di sicuro deprecabile, ma allo stesso tempo di una punizione non proprio convenzionale. I due ragazzi, colpevoli di aver infastidito e insultato un loro compagno di scuola disabile e, pare, anche di aver tentato di calargli i pantaloni, sono stati costretti dal dirigente scolastico a <strong>rimanere in mutande per circa un’ora nell’ufficio del preside</strong> stesso, con tanto di porta aperta affinché tutti dal corridoio potessero vederli. Si è tornati per un momento alla legge del contrappasso o, se vogliamo, all’applicazione pratica del comandamento “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Tuttavia il preside di questo istituto si è poi pentito del castigo inflitto e si è autosospeso. Ora sarà il Cda della scuola a decidere come concludere la vicenda; speriamo, solo, non venga sbracato anche lui! <br />
<br />
<strong>COSTRETTI A STUDIARE ASSIEME PER IMPARARE A NON LITIGARE</strong> - Altra scuola, altra condanna esemplare. Questa volta l’originale provvedimento è stato adottato nei confronti di due studenti di un ITC di Agropoli, a Salerno, che proprio non potevano vedersi l’un l’altro. Continui litigi per futili motivi e così, docenti e genitori, riuniti in una seduta straordinaria del consiglio di classe hanno pronunciato il verdetto: sospensione per 2 giorni dal contesto di classe, vale a dire che per due lunghi giorni i due studenti sono stati costretti a seguire le lezioni da soli in un’aula vicina alla presidenza, lontani dai loro compagni. Ma, finito l’orario scolastico, ognuno a casa propria e liberi di continuare a prendersi in giro? Assolutamente no, perché per una settimana i genitori dei due ragazzi si sono impegnati a farli studiare insieme nelle loro rispettive abitazioni. Comunque sia i due devono proprio esserci andati giù pesante, perché quest’estate li aspetta anche uno “stage formativo” come contabile presso l’azienda dei genitori dell’altro. <br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/bullo.jpg" alt="" /></div><strong>PUNIZIONI NON CONDIVISE</strong> - Tuttavia non sempre mamme e papà si trovano concordi nei confronti dei provvedimenti punitivi decisi dalla scuola. A Treviso, due ragazzi sorpresi a fare a botte sono stati sospesi per due giorni e la madre di uno di questi si è prontamente rivolta a polizia e carabinieri per denunciare il sopruso ai danni del figlio innocente. Ma le forze dell’ordine non hanno potuto fare altro che invitare la mamma adirata ad approfittare di quei giorni di sospensione per riflettere assieme al figlio sul giusto comportamento da tenere a scuola. <br />
<strong>OLTRE 300 EPISODI DI BULLISMO IN UN ANNO</strong> - Al di là di questi provvedimenti più o meno originali e alternativi per tentare di mantenere l’armonia e la tranquillità all’interno delle classi ci sono, però, una serie di dati forniti dal Ministero dell’Istruzione che ci portano a riflettere su quanto sia esteso e serio il problema della convivenza civile nelle scuole: in Italia <strong>sono oltre 300 gli episodi di violenza che sono stati denunciati in un anno</strong>; nel 77% delle scuole si verificano episodi di violenza verbale e nel 63% dei casi avvengono vere e proprie aggressioni fisiche. Numeri che sottolineano l’urgenza di interventi mirati e appropriati, ma di che tipo? <br />
<br />
<strong>PUNIZIONI ESEMPLARI</strong> - Se da una parte potremmo anche ritenere giusta una punizione esemplare perché questa avrebbe il merito di imprimere bene della mente, non solo dei diretti colpevoli, ma anche di quelli che potenzialmente potrebbero assumere dei comportamenti violenti, il confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tuttavia ci si deve chiedere fino a che punto la pena debba essere esemplare. L’esempio dei ragazzi lasciati in mutande non è forse prima di tutto un atto umiliante piuttosto che educativo? Inoltre, in barba agli insegnamenti di Gandhi sulla non violenza, non è forse questo un modo di rispondere alla violenza e alla denigrazione con una punizione altrettanto prepotente e offensiva? E non sarebbe invece più appropriata una continua e costante opera di educazione non solo didattica, ma anche comportamentale da svolgere a scuola ad opera degli insegnanti e a casa con il prezioso contributo dei genitori? O esempio di violenza a volte sono gli stessi “grandi” che andrebbero educati? <br />
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<span style="font-size:130%">A voi è mai capitato di essere puniti in modo esemplare per uno sbaglio commesso tra i banchi di scuola? E che insegnamento ne avete tratto? Scrivetecelo <a href="http://skuola.tiscali.it/news/punizioni-bullismo.html#comments">commentando </a>l’articolo.</span> <br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 02:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19493]]></link>
</item>
<item>
<title>Influenza A(H1N1): Quando chiudere le scuole?</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/1_influenza_A.jpg" alt="" /></div>Tempo fa il Dott. Mario Figoni dell'Ospedale Cotugno di Napoli (uno dei più importanti in Italia per la cura delle malattie infettive) è intervenuto su Skuola.net in qualità di esperto per rassicurarci sulla diffusione dell'influenza A di cui tanto si parla in questo periodo (clicca <a href="http://skuola.tiscali.it/consigli-per-vincere/ritorno-scuola/influenza-suina-consigli.html">qui</a> per leggere l'intervista). <br />
<strong><br />
CONTAGIO NELLE SCUOLE -</strong> Il rischio del contagio in una scuola è minimo, ma si sa che negli ambienti affollati è sempre bene essere più prudenti, è per questo motivo che il 18 settembre il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio hanno firmato un documento con le principali indicazioni sanitarie e amministrative da seguire nel caso in cui il virus A/H1N1 dovesse diffondersi nelle scuole. Tale documento non è rigoroso, ma si riserva il diritto di esaminare la situazione nel suo evolversi, quindi si apre ad eventuali modifiche e intende valutare caso per caso.   <br />
<br />
<strong>QUANDO CHIUDERE LA SCUOLA -</strong> Se segnalato dalle autorità sanitarie l'influenza suina potrebbe far chiudere le scuole italiane. Questo è quanto emerge dal suddetto documento. Sarà il sindaco di ogni comune ad interagire con i vari dirigenti scolastici e insieme decideranno se sia il caso di sospendere l'attività didattica. Naturalmente è prevista la chiusura delle singole scuole solo in casi particolarmente gravi di diffusione del virus.<br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/scuola-chiusa.jpg" alt="" /></div><strong>COME CHIUDERE LA SCUOLA -</strong> Deve esserci una precisa segnalazione da parte dell'ASL, dopo la conferma del rischio effettivo. A questo punto è il sindaco del comune che decide, d'accordo con il dirigente scolastico della scuola interessata, di bloccare l'attività didattica. La scuola non rimarrà chiusa per un periodo prefissato, ma i tempi di sospensione saranno decisi in relazione alla diffusione della malattia. Gli insegnanti e il personale potranno comunque accedere alla scuola.<br />
Naturalmente, nel caso in cui l'influenza A diventasse una pandemia, ancora prima della chiusura è prevista la sospensione di tutti gli eventi di massa che potrebbero diffondere maggiormente il contagio quali gite o assemblee.<br />
<br />
<strong>PREVENIRE DA SUBITO -</strong> Queste sono le regole generali (da prendere in considerazione in caso di pandemia) presenti nel documento firmato dal Ministro Mariastella Gelmini e inviato a tutti gli uffici Scolastici Generali. Indipendentemente dalla Pandemia già da adesso potete iniziare la vostra prevenzione nelle scuole attraverso delle semplici, ma essenziali regole comportamentali utili per preservarvi da ogni tipo di influenza:<br />
- igiene personale: è importante tenere le mani sempre pulite, coprirsi bocca e naso quando si ha la tosse o si starnutisce e buttare i fazzoletti usati senza collezionarli nella tasca!<br />
- riguardarsi: è importante rimanere a casa quando si sentono i primi sintomi influenzali e ritornare a scuola solo uno o due giorni dopo la scomparsa della febbre (salvo diversa indicazione del medico).<br />
- segnalare i sintomi: se i vostri sintomi influenzali sono accomunabili a quelli dell'influenza A, contattate il vostro medico di famiglia in modo tempestivo.<br />
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<center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rKw6q3cInjI"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/rKw6q3cInjI" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center>
<span style="font-size:130%"><strong>Influenza A(H1N1) che ne pensate? Dite la vostra sul <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/diritti-studenti/la-famosa-suina-34852.html">Forum</a></strong></span><br />
<br />
<em>Francesca Dominici</em>]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:07:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19488]]></link>
</item>
<item>
<title>Crocefisso fuorilegge</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/crocefisso.jpg" alt="" /></div>
La Corte europea per i diritti dell’uomo ha detto no ai crocefissi nelle scuole italiane e la polemica infiamma su un tema già da tempo dibattuto, ma che ora ha trovato una consacrazione da parte di un tribunale europeo. <br />
<br />
<strong>IL CASO</strong> - Il caso era stato portato davanti alla Corte di Strasburgo nel 2006 da Soile Lautsi, cittadina italiana di origini finlandesi residente nella provincia di Padova. La signora Lautsi non era riuscita in alcun modo a far togliere il crocifisso dalle aule dove studiavano i figli, ma non si è voluta dare per vinta ed è riuscita a sottoporre il caso alla Corte europea che alla fine le ha dato ragione. <br />
<br />
<strong>LA SENTENZA</strong>La sentenza emanata ieri dal Tribunale dichiara che: “La presenza del crocifisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso, che avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione” e questo, secondo i giudici europei, potrebbe infastidire gli studenti che professano una religione diversa da quella cattolica o che, addirittura, sono atei. <br />
<br />
<strong>LA REAZIONE DELLA GELMINI</strong> - Il Ministro del Consiglio Mariastella Gelmini ha subito manifestato la sua contrarietà nei confronti della sentenza sostenendo che “La presenza del crocifisso in classe non significa adesione al Cattolicesimo ma è un simbolo della nostra tradizione. La storia d'Italia passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi” e ha continuato dicendo: “non è eliminando le tradizioni dei singoli paesi che si costruisce un’Europa unita, bisogna anzi valorizzare la storia delle nazioni che la compongono. Per questi motivi, secondo me il crocifisso rappresenta l'Italia e difenderne la presenza nelle scuole significa difendere la nostra tradizione”. <br />
<br />
<strong>5MILA EURO DI RISARCIMENTO</strong> - A ciò poi si deve aggiungere anche il peso dei 5 mila euro che, sempre in base a quanto stabilito la Corte dei diritti umani, l’Italia dovrà pagare come risarcimento per danni morali alla donna che ha fatto ricorso. Insomma, un bel problema si va ad aggiungere ai tanti di cui la scuola già soffre. <br />
<br />
<strong>VOI COSA NE DITE?</strong> - Ma in tutta questa bagarre cosa ne pensano gli studenti? Vi da veramente così fastidio vedere un crocefisso attaccato al muro della vostra classe? Non pensate che una sentenza del genere possa in qualche modo generare fenomeni di intolleranza religiosa? Scrivetecelo lasciando un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/crocefisso-sentenza.html#comments">commento </a>alla news e votando il <a href="http://skuola.tiscali.it/polls.php?id=839">sondaggio</a>. Su Skuola.net potrete vedere i risultati e scoprire cosa pensano gli studenti italiani riguardo al “crocefisso fuori legge”. <br />
<br />
<span style="font-size:130%">Lasciate un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/crocefisso-sentenza.html#comments">commento qui sotto</a> e votate per il <a href="http://skuola.tiscali.it/polls.php?id=839">sondaggio</a>. </span>]]></description>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 06:32:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19500]]></link>
</item>
<item>
<title>Scuole in bolletta e a pagare spesso sono gli studenti</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/soldi_scuola.jpg" alt="" /></div>È tempo di crisi e la scuola questa difficoltà economica la sta vivendo in pieno. Molti puntano il dito sui tagli alle risorse scolastiche effettuati dal Ministro Mariastella Gelmini, ma lei difende gli interventi realizzati: “L’Italia non spende meno di altri Paese, ma spende male”. Intanto però mancano gli insegnanti e molti servizi essenziali nelle nostre scuole sono carenti. <br />
<strong>LA GELMINI DA COSTANZO</strong> - In occasione della registrazione della prossima puntata del Maurizio Costanzo Show, il Ministro Gelmini, ospite della trasmissione televisiva, ha commentato così le critiche che vengono fatte nei confronti di alcuni suoi provvedimenti: <em>“Non bisogna più utilizzare la pochezza delle risorse come alibi, ma cominciare a spendere bene e motivare chi lavora nella scuola”</em> e ancora <em>“non si tratta soltanto di un problema economico, ma di impostazione”</em>. Insomma, le risorse ci sono, ma è il modo in cui vengono investite e spese che è sbagliato e in quest’ottica la riforma dell’istruzione dovrebbe essere quindi vista anche come uno modo per “insegnare” a chi opera nella scuola a spendere meglio evitando sprechi inutili. <br />
<br />
<strong>IL CASO DI BOLOGNA</strong> - E anche ponendo di essere d’accordo con quanto affermato dal Ministro, non si può far finta di non notare quanto gli Istituti scolastici, di fatto, fatichino a far quadrare i conti. Un esempio eclatante è quello delle scuole elementari di Bologna e provincia. I tagli della riforma hanno eliminato 15 docenti di inglese e, così, per circa 3.000 studenti l’anno scolastico potrebbe risultare non valido, non riuscendo a svolgere il minimo di 200 ore di inglese annuali previste. Ma a Bologna mancano all’appello anche 28 insegnanti di sostegno che lasciano irrisolto il problema dell’assistenza di 60 ragazzi con difficoltà. E solo dopo l’intervento dei sindacati, in questi giorni è stato messo in atto un piano di salvataggio per arginare il problema bolognese. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/sprechi_soldi.gif" alt="" /></div><strong>CONTRIBUTI O TASSE? </strong> - E di casi di scuole che non funzionano come dovrebbero, anche se meno manifesti di quello di Bologna, ma pur sempre gravi, ce ne sono in grande quantità. Numerose sono le segnalazioni arrivate alla redazione di Skuola.net sulle carenze delle varie scuole italiane, ma quello che colpisce di più è la <a href="http://skuola.tiscali.it/news/tasse-scolastiche.html">questione dei contributi scolastici volontari</a> chiesti dagli Istituti per far fronte a delle spese che altrimenti non riuscirebbero a coprire. Ma è lecito chiedere agli studenti, o più precisamente alle loro famiglie, ulteriori soldi oltre a quelli già versati per le tasse scolastiche obbligatorie (che, vi ricordiamo, ammontano a circa una ventina di euro e vengono pagate tramite un bollettino intestato all'Agenzia delle Entrate di Pescara)? <br />
<strong>CONTRIBUIRE PER COSA? </strong> - I contributi volontari dovrebbero servire esclusivamente per permettere la realizzazione di particolari iniziative ed attività volte all’arricchimento dell’offerta formativa oltre i livelli essenziali del sistema educativo di istruzione e formazione garantiti dallo Stato. Tutto ciò che invece risulta essere connesso con la normale attività didattica, dalla carta delle fotocopie alla manutenzione degli edifici non dovrebbe essere a carico delle famiglie. E invece, non sempre le cose vanno così. <br />
<br />
<strong>LE TESTIMONIANZE</strong> - Uno dei molti utenti di Skuola.net che ci ha raccontato la propria esperienza ha lamentato: <em>“Io frequento il corso serale, e oltre alla tassa scolastica che si aggira dai 21 ai 15 euro circa, hanno introdotto anche 100,00 euro di contributo per la scuola. Ma le fotocopie non si possono fare se non versando 5,00 per una tessera che ne garantisce un certo numero, in bagno non c’è sapone né carta igienica e nemmeno la luce”</em>. Mentre una mamma racconta <em>“per la bambina che frequenta la terza elementare mi è stato chiesto un contributo volontario di € 35 (€ 5 solo di assicurazione); io non ho pagato e mia figlia si è sentita dire in classe dalle maestre che il materiale che manca per lavorare lo hanno comperato loro, mentre noi genitori spendiamo un sacco di soldi per mandare i figli a nuoto, palestra, danza e sport in genere”</em>. <br />
<br />
<span style="font-size:130%">E ora la parola passa a voi: raccontateci la vostra esperienza! La vostra scuola vi fa pagare dei contributi poco chiari? I servizi essenziali sono scarsi? Lasciate il vostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/tagli-scuole-contributi.html#comments">commento</a>. </span><br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19484]]></link>
</item>
<item>
<title>Voti: quando i prof danno i numeri</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/voti_scuola.jpg" alt="" /></div>Interrogazioni, compiti in classe, pagelle, scrutini… a scuola tutto sembra ruotare attorno ai voti. Ma alla fine, tutti questi numeretti sono davvero così importanti? A chiederselo sono gli stessi studenti che ogni giorno vedono misurare la loro bravura e il loro impegno su una scala da 0 a 10. <br />
<strong>6 COME 6</strong> - Essere o non essere sufficiente? Questo è il problema che affligge molti studenti alle prese con medie da calcolare e materie da recuperare. A scuola il 6 può essere visto da alcuni come il limbo da superare per conquistare la tranquillità durante l’anno scolastico, da altri come quel margine al di là del quale tutto il resto è “un di più” ben accetto, o anche come il confine tra chi va bene e chi va male, il traguardo da raggiungere oppure il limite al di sotto del quale non ci si può permettere di scendere oltre. E quindi, come per tutte le cose, <strong>è questione di punti di vista</strong>. <br />
<br />
<strong>QUANTO VALE UN VOTO?</strong> - <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/voti-ma-sono-poi-cosi-importati-35269.html">“Ma i voti sono poi così importanti?”</a> E’ questa la domanda che <span style="text-decoration:underline">Giu92d</span> ha posto alla   <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/">community</a>di Skuola.net. A proposito del voto di maturità, <span style="text-decoration:underline">Giu92d</span> ha affermato <em>“penso che 100 significhi essere il massimo, dare il massimo, e sicuramente il massimo, la perfezione, non la raggiunge nessuno! […] Io penso che il voto non sia importante proprio perché è soggettivo; da prof a prof la valutazione cambia per cui non si potrà mai stabilire quanto un ragazzo vale”</em>. Dunque, i voti sono qualcosa di estremamente relativo e, proprio per questo motivo, non sarebbero in grado di esprimere in modo completo e inequivocabile il valore o il talento di una persona e, come dice anche <span style="text-decoration:underline">IPPLALA</span> <em>“il voto non ti definisce e non definisce chi sei”</em>. <br />
<br />
<strong>UN VOTO NON E’ PER SEMPRE</strong> - D’altronde si tratta di un “giudizio” che delle persone in carne ed ossa (i professori) danno ad altre persone (gli studenti) e i giudizi, si sa, esprimono una opinione, un parere, che potrebbe essere, in base alle circostanze, modificato. Ed è proprio questo un punto fondamentale: prendere un brutto voto non significa che si è condannati a rimanere degli irrecuperabili “asinelli”, ma deve essere visto piuttosto come lo stimolo per darsi da fare, per impegnarsi di più e dimostrare ciò di cui si è capaci. Allo stesso modo un voto molto alto non ci proteggerà dalla inevitabile insufficienza nel caso in cui non ci si presenti preparati ad una interrogazione; è necessario, infatti, perseverare nello studio per continuare a dimostrare di esser bravi. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/studiare_matto.jpg" alt="" /></div><strong>IL MISTERO DELLO STUDENTE CHE NON STUDIA</strong> - Eppure non sempre il molto studio equivale ad un bel voto. Spesso accadono eventi inspiegabili allo studente comune di fronte ai quali si rimane perplessi e confusi. <span style="text-decoration:underline">Qualer</span> è uno dei tanti a cui è capitato, durante la sua carriera scolastica, di assistere a questo incomprensibile mistero; dopo aver asserito con fermezza <em>“ I voti sono la cosa più ingiusta e iniqua che esista</em> continua dicendo: <em>“Sento amici che non fanno niente e hanno 10, e addirittura si prendono gioco di me dicendo che io non so studiare e per questo ho un 6 stentato […] Possibile mai che io invece in classe mia se ho 6 e mezzo grido grazie al Signore e a tutti i santi?”</em> In realtà un tentativo per chiarire l’arcano si può fare. <br />
<strong>FATTORE X </strong>- Sono, infatti, molti i fattori che influenzano la nostra preparazione e, di conseguenza, i voti che ci vengono assegnati: il grado di <strong>preparazione di base</strong> avuto quando eravamo ancora molto piccoli può condizionare la nostra “velocità” nel comprendere concetti complessi; il <strong>metodo di studio</strong> che adottiamo potrebbe non essere adatto; <strong>l’interesse personale</strong> che serbiamo verso una determinata materia può influire sull’attenzione con cui studiamo; la <strong>sicurezza con cui siamo in grado di esporre</strong> la lezione durante le interrogazioni può colpire positivamente il professore; e a volte anche il <strong>“feeling”</strong> che si instaura con il professore può giocare un ruolo rilevante (ovviamente non ci dovrebbe essere antipatia da parte dello studente verso un professore e, tanto meno, per motivi di professionalità, dovrebbe esistere da parte di un insegnante verso un suo allievo… ma non si sa mai, si è esseri umani!). <br />
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<strong>NON SI STUDIA PER IL VOTO</strong> - Tuttavia, per quanto si possa non essere d’accordo con il sistema di giudizio adottato a scuola, non lo si può nemmeno rifiutare totalmente. Visto nella sua funzione di stimolo o di premio, il voto è di certo un elemento che “invita” gli studenti a studiare. Di certo l’obiettivo finale e reale a cui si dovrebbe puntare dovrebbe, appunto, essere quello di arrivare ad un buon livello di cultura, ma il voto si pone comunque come una meta concreta che ci aiuta a rapportarci con le nostre lacune, i nostri limiti, ma anche le nostre capacità. E poi, come dice <span style="text-decoration:underline">Paraskeuazo</span> <em>“Nella vita si è continuamente valutati, anche solo da uno sguardo”</em>… iniziamo ad abituarci e ad acquisire sicurezza e convinzione in quello che facciamo e in quello che siamo anche indipendentemente da ciò che gli altri pensano di noi. <br />
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<span style="font-size:130%">Voi avete mai pensato ad una scuola senza i voti? Credete che gli studenti studierebbero lo stesso anche senza la paura di prendere una insufficienza? Diteci la vostra lasciando un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/voti-valore.html#comments">commento </a>qui sotto o postando sul nostro <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/discussioni-generali/voti-ma-sono-poi-cosi-importati-35269.html">Forum</a>. </span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 13:19:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19474]]></link>
</item>
<item>
<title>Contributi Scolastici: perché pagare ingiustamente?</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/euro.jpg" alt="" /></div>
&quot;La scuola è aperta a tutti.  L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è <strong>obbligatoria e gratuita</strong>&quot;. Così recita l'articolo 34 della Costituzione italiana. In soldoni, finché uno studente rientra nell'età dell'obbligo, non dovrebbe sborsare un'euro per frequentare la scuola. E infatti le tasse scolastiche vere e proprie, cioè quelle versate allo Stato Italiano,si pagano a partire dal quarto e quinto anno delle superiori. Si riconoscono perché il bollettino è intestato all'Agenzia delle Entrate di Pescara e l'importo è molto contenuto, poco meno di 20 euro. <br />
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<center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8xy6g11Y5_8"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/8xy6g11Y5_8" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center>
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<span style="font-size:130%"><strong>GUARDA IL NOSTRO INTERVENTO AL GT RAGAZZI su RAI3 <center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KzVBhm8A5VA"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/KzVBhm8A5VA" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center></span></strong>
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<strong>NELLA REALTA' INVECE...</strong> - Nella realtà è esperienza comune che fin dalle elementari gli studenti, o meglio le famiglie, debbano pagare alla scuola un &quot;contributo scolastico&quot;. Da poche decine di euro fino a centinaia di euro, eppure la costituzione sembra parlare chiaro. In realtà dalle segnalazioni che riceviamo ci accorgiamo che la situazione è davvero confusa.<br />
<br />
<strong>LE VOSTRE SEGNALAZIONI</strong> - Ne abbiamo ricevute moltissime negli ultimi due anni. Si è sfogato il papà di cinque figlie, che non ce la fa a pagare 50 euro di contributo scolastico per ognuna di esse. Si è indignato il papà di un ragazzo che si è visto chiedere un contributo di 200 euro invece dei 120 dell'anno precedente. Gli studenti del Liceo Verga di Adrano hanno denunciato la richiesta dei contributi, a partire da quest'anno, senza essere prevista alcuna esenzione per i redditi bassi.<br />
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<strong>COSA DICE LA LEGGE</strong> - In realtà la situazione è davvero complicatissima, tant'è che l'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna ha inviato ai dirigenti scolastici un parere di ben 10 pagine per fare chiarezza. Uno dei passi più significativi afferma questo: &quot;Nel rispetto dei canoni di trasparenza e di partecipazione alle procedure di adozione del POF, innanzi ricordati, <strong>è da ritenere consentita la richiesta alle famiglie di risorse aggiuntive, a titolo di contribuzione volontaria, (fatta eccezione per le somme dovute a titolo di rimborso delle spese sostenute dalla scuola per conto delle stesse</strong>), per la realizzazione di particolari iniziative ed attività volte all’<strong>arricchimento dell’offerta formativa oltre i livelli essenziali del sistema educativo di istruzione e formazione garantiti dallo Stato</strong>&quot;. (<a href="news_foto/1_tasse-scolastiche.pdf">clicca qui</a> per il testo completo)<br />
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<strong>CONTRIBUTI VOLONTARI</strong> - Quindi i cosiddetti contributi scolastici sono da ritenersi volontari fatta eccezione per alcuni servizi extra, come ad esempio l'assicurazione responsabilità civile e infortuni, libretti delle giustificazioni, corsi extra-scolastici, gite scolastiche e via dicendo. Tali contributi sono considerati come dei rimborsi delle spese che la scuola sostiene per conto delle famiglie. Tutto ciò che invece è connesso con la normale attività didattica, dalla carta delle fotocopie alla manutenzione degli edifici non può essere a carico delle famiglie. <br />
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<strong>PERCHE' LO FANNO?</strong> - Dalle segnalazioni ricevute, abbiamo potuto comprendere che le scuole peccano in chiarezza di comunicazione: ovvero poche di esse chiariscono cosa bisogna pagare obbligatoriamente e cosa sia facoltativo, ma si limitano semplicemente a chiedere. Così la maggioranza dei genitori paga. Il motivo ce lo ha spiegato lo scorso anno il prof. Mario Rusconi, preside del <a href="http://www.liceo-newton.com/">Liceo Newton di Roma</a> e vicepresidente dell'ANP, Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità della Scuola: &quot; Se non ci fossero i contributi volontari dei genitori, pari a 120.000 euro annui, non ci sarebbero i soldi nemmeno per comprare la carta igienica o cambiare le lampadine&quot;. Insomma mancano i soldi per garantire il funzionamento essenziale della scuola, del quale invece dovrebbe farsi carico lo Stato. <br />
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<strong>PROBLEMA SERIO</strong> - E' un problema che va risolto, perché laddove non c'è una normativa certa c'è confusione. Di scuola in scuola cambiano le richieste di contributi, non è prevista esenzione per i più indigenti: insomma ognuno fa la sue regole.<br />
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<span style="font-size:130%">Per questo motivo Skuola.net ha deciso di intervenire: inviateci le vostre testimonianze a <script type="text/javascript">var a849dca77 = [60,97,32,104,114,101,102,61,34,109,97,105,108,116,111,58,115,101,103,110,97,108,97,64,115,107,117,111,108,97,46,110,101,116,34,62,115,101,103,110,97,108,97,64,115,107,117,111,108,97,46,110,101,116,60,47,97,62],a849dca77_d = ""; for(var ii = 0; ii < a849dca77.length; ii++) { var c = a849dca77[ii]; a849dca77_d += String.fromCharCode(c); } document.write(a849dca77_d)</script>. Più ne raccoglieremo più possibilità avremo di difendere i vostri diritti! </span>]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 23:12:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19447]]></link>
</item>
<item>
<title>Scuola far-west: impennata di bullismo</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/bullismo_scuola.jpg" alt="" /></div>Compagno di classe marchiato a fuoco, colpi di pistola in aula magna e studente picchiato dal branco e ripreso con il telefonino: questi gli ultimi episodi di violenza nelle scuole che riportano ancora una volta in primo piano il fenomeno del bullismo. Per qualcuno molte volte si tratta solo di bravate tra ragazzi, per altri invece si è di fronte ad un problema di dimensioni sociali sempre più gravi. <br />
<strong>STUDENTE MARCHIATO A FUOCO, SIAMO NEL SELVAGGIO WEST? </strong>- Le pagine di giornale in questi giorni hanno sottolineato la vicenda dello studente dell’istituto Albe Steiner di Torino, marchiato con un ferro rovente a forma di “M” su un braccio da due suoi compagni di classe. Una notizia che, a leggerla così nuda e cruda, fa quasi rabbrividire tanto da pensare “ma a che punto si è arrivati?!”. Curioso, invece, è notare la reazione dei genitori, che comunque hanno denunciato i due studenti, e degli stessi ragazzi implicati nella vicenda: tutti parlano di un gioco, nessuna volontà di far male. <br />
<br />
<strong>UN GIOCO CHE SI E’ SPINTO TROPPO OLTRE</strong> - <strong>“Non volevamo fare del male, davvero. Non ci siamo resi conto che quello scherzo poteva essere così pericoloso. Doveva essere solo un gioco”, così, i due “aggressori” di 14 anni, hanno commentato il loro gesto</strong>, una bravata insomma. Ma dello stesso parere anche la vittima; il loro compagno infatti non sembra essersela presa per l’incauto gesto sottolineando, anche lui, che si è trattato solo di un gioco. L’unico problema è che questa volta qualcuno si è fatto male e neanche poco: un’ustione di secondo grado, 20 giorni per guarire e una cicatrice che forse andrà via solo con una operazione  di chirurgia plastica. <br />
<br />
<strong>NON SI SCHERZA CON IL FUOCO</strong> - Ma allora cosa è successo veramente? Si è trattato o no di bullismo? Secondo quanto affermato da Alessandro Militerno, l’ispettore a cui è stato affidato l’incaricato di fare chiarezza sull’accaduto, “Il fatto sembra rientrare in una dinamica di giochi di cui gli stessi allievi non pare comprendano la rilevanza”. Alla luce, poi, del fatto che l’Albe Steiner non sembra nuovo a questo tipo di inconvenienti visto che già nel 2006 un disabile era stato aggredito e filmato durante le lezioni, sembrerebbe, quindi, che è vero che, secondo gli studenti quello è stato visto come un gioco, il punto è che forse, questi studenti come anche molti di altre scuole italiane, non si rendono conto del limite che passa tra uno scherzo e una aggressione. <br />
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<strong>SPARA AD UN COMPAGNO, MA NON VOLEVA FAR DEL MALE</strong> - E proprio ieri uno studente del liceo scientifico di Foggia, il Volta, ha sparato ad un suo compagno con una pistola ad aria compressa mentre si trovavano nell’aula magna dell’istituto per vedere la proiezione di un film. Anche in questo caso, secondo quanto riportato da un rappresentante di istituto subito dopo il fatto, viene ribadita la non intenzione di fare del male sottolineando che chi ha sparato è “un bravo ragazzo”. Questa volta, per fortuna, la conseguenza di questo gesto incosciente è stata solo una lieve ferita al sopracciglio, ma le conseguenze avrebbero potuto essere ben più serie. Eppure dovrebbe bastare un po’ d buon senso per capire che certi gesti, anche se fatti con tutta l’innocenza di cui si è dotati, potrebbero essere pericolosi. E allora, cosa sta succedendo alle nuove generazioni? <br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/combattere_bullo.gif" alt="" /></div><strong>PICCHIATO E FILMATO</strong> - Ma di episodio allarmante da annotare ce n’è un altro: la settimana scorsa, a Rrosignano Monferrato, in provincia di Alessandria, 8 ragazzi, tra i 16 e i 14 anni, hanno picchiato un loro compagno di scuola e hanno ripreso il tutto con il cellulare. E questo, senza ombra di dubbio, non è stato uno scherzo e l'intenzione di fare del male c'era tutta. <br />
<strong>BULLI ANCHE DOPO LA SCUOLA</strong> - Per gli esperti il bullismo sta diventando un’emergenza sociale ed ecco i dati che lo confermano: <strong>più di sette ragazzi su dieci hanno subito le prepotenze di un bullo, o le hanno viste subire a un loro amico</strong>. E il problema non termina con la fine della scuola. Secondo Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, basandosi su un dato della Procura di Milano, <strong>il 45% dei bulli a scuola viene poi condannato per tre diversi crimini entro i 24 anni di età. </strong> <br />
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<strong>IL VOTO IN CONDOTTA NON BASTA </strong>- Ma allora che soluzione adottare? Tra le riforme del Ministro Gelmini sicuramente ricordiamo l’introduzione del voto in condotta che tanto ha fatto discutere, ma è sufficiente questo strumento? Secondo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui diritti dei Minori, “le istituzioni scolastiche sbagliano di grosso se pensano di risolvere questa dilagante fenomenologia soltanto a colpi di voti in condotta o attraverso protocolli meramente burocratici, senza provvedere ad adottare organicamente materie come l’educazione ai media, visto e considerato che il fine di ogni atto di devianza è precipuamente quello di finire in rete”. <strong>È necessaria quindi una “sinergia tra scuola e famiglia”</strong> per frenare quello che, continua Marziale “si continua a denominare impropriamente bullismo, quando, invece, è da considerarsi a tutti gli effetti criminalità”.<br />
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<span style="font-size:130%">E voi cosa ne pensate del bullismo? Avete mai vissuto delle esperienze di questo tipo a scuola? <a href="http://skuola.tiscali.it/news/bulli-scuola.html#comments">Raccontatecelo</a>!</span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:01:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19446]]></link>
</item>
<item>
<title>Principe azzurro</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/principe_ranocchio.gif" alt="" /></div>&quot;C'era una volta un principe&quot;...Storia o realtà? Per la maggior parte di voi quella del principe azzurro non è solo una fiaba, molti sono sicuri che il ragazzo ideale esiste davvero! <br />
<strong>RISPOSTA DAL FORUM -</strong> La maggior parte dei nostri utenti crede nell'esistenza del ragazzo ideale: circa il 74,2% è sicura di averlo trovato o lo sta semplicemente aspettando. Tuttavia i pareri si dividono: molti non ne vogliono parlare, mentre altri, pur avendo un ideale di bellezza, sanno che il ragazzo giusto per loro non sarà quello perfetto: &quot;se volete la mia idea il ragazzo o la ragazza ideale esiste, ma non è quello giusto per noi...quello giusto per noi è pieno di difetti, e imperfezioni...che è l'amore stesso a correggere...&quot;(<a href="http://skuola.tiscali.it/users.php?m=details&amp;id=19727">sid_vicious</a>). Non mancano anche commenti felici e lapidari di utenti che dichiarano che il ragazzo ideale &quot;esiste ed è il loro&quot;: in queste situazioni è proprio il caso di dire che &quot;...il sogno diventa realtà!&quot;. <br />
La cosa principale su cui tutti sono d'accordo è che il principe azzurro, oltre che rispecchiare delle doti fisiche, deve essere simpatico, brillante, attento e intelligente! <br />
<br />
<strong>NON TUTTI ASPETTANO IL PRINCIPE -</strong> Il 25.8% degli utenti ha detto no all'esistenza dell'uomo ideale. Per loro il principe azzurro è caduto da cavallo e vaga solo nel mondo senza essere cercato, perché il suo profilo non corrisponde alla persona che vorrebbero al proprio fianco: &quot;Secondo me non esiste... esisteranno anche le persone perfette, ma... le persone perfette molte volte non somigliano per niente alle persone che noi non vorremmo avere...&quot; (<a href="http://skuola.tiscali.it/users.php?m=details&amp;id=61947">pach contro il vento</a>).<br />
<br />
<strong>PRINCIPE AZZURRO SU INTERNET -</strong> Il fenomeno della ricerca del compagno/a ideale è in continua crescita e negli ultimi tempi sono cambiati anche i luoghi di incontro: internet è diventata una via privilegiata per trovare l'anima gemella. C'è chi sostiene che il principe azzurro &quot;abita on line&quot;, e questo perchè sono circa 5.000,00 le persone che, solo in Italia, cercano l'amore sedute davanti al pc. Basta far caso a tutti i siti di incontri che popolano il web...Ma spesso non è oro tutto ciò che luccica, e al proposito non posso che citare &quot;La principessa che credeva nelle favole” di Marcia Grad, il libro racconta di una principessa che crede di aver trovato la sua anima gemella, ma il suo principe azzurro ben presto la farà soffrire. La protagonista capirà di non amare il principe per quello che era, ma solo per l'idea che lei aveva di lui! Quindi se anche voi avete o pensate di trovare in internet il vostro uomo ideale non dimenticatevi di leggere le nostre regole per <a href="http://skuola.tiscali.it/sicurezza/">navigare sicuri</a> nella vita come in amore la prudenza non è mai troppa!<br />
<br />
<div style="text-align:center"><img src="news_foto/princazz.jpg" alt="" /></div>
<span style="font-size:130%"><strong>E voi credete nell'uomo ideale dite la vostra sul <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/amore-co/il-ragazzo-ideale-31963.html">Forum</a>!</strong></span><br />
<br />
<em>Francesca Dominici</em>]]></description>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 23:38:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19464]]></link>
</item>
<item>
<title>Halloween: consigli...da paura!</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/halloween.gif" alt="" /></div>Calano le tenebre e gli spiriti arrivano tra noi vagando nell’oscurità della notte. Tra gli ululati dei lupi, sono le ombre di cadaveri decomposti a seguire i fuochi fatui in cerca di anime vive da portare con sé nel mondo dei morti: nessuno è al sicuro nella buia e spaventosa notte di Halloween! <br />
<strong>SCENDE LA NOTTE E SI AVVICINANO GLI SPIRITI DALL’OLTRETOMBA</strong> - Gli zombie scoperchiano i loro sepolcri, i vampiri escono dai loro oscuri nascondigli, i fantasmi si materializzano nel mondo dei vivi e anche le streghe escono dai loro tetri rifugi e si avvicinano alle nostre case; una cricca di spettri mostruosi e creature orripilanti non aspetta altro che questa notte per accostarsi, silenziosi e malevoli, alle nostre porte, bussare e dire con voce agghiacciante: “Dolcetto o scherzetto?”. Ebbene sì, tutto questo scompiglio per due caramelle… o perlomeno è questo che accade secondo la credenza popolare! <br />
<br />
<strong>TRICK OR TREAT?</strong> - “Vigilia di tutti i santi”, ovvero “All Hallows Eve”: è da questa espressione che sembra derivare il nome Halloween che, come tutti ben sappiamo, cade proprio la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, quando, per depistare defunti incrostati e demoni sbilenchi, vengono poste fuori casa delle zucche intagliate con un lume all’interno, una sorta di talismano fai-da-te per tenere lontani tutti questi spiriti maligni che proprio stanotte decidono tutti insieme di saltar fuori e venirci a trovare. Ma se anche dovesse accadere che la vostra zucca non sortisca l’effetto sperato e vi capitasse di sentire un “toc-toc” misterioso e sinistro, ecco la soluzione: una manciata di dolciumi e sarete salvi da scherzetti spaventosi. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/halloween_pumpkins.jpg" alt="" /></div><strong>HALLOWEEN PARTY </strong>- Ma la notte di Halloween non è solo questo. È l’occasione giusta per organizzare feste originali e divertenti, e soprattutto, rigorosamente in maschera. Se sceglierete di trascorrere la serata in un locale dovrete pensare solo al vestito e, ovviamente, al trucco. Vanno per la maggiore scheletri pallidi e “mingherlini”, streghe con cappelli appuntiti e sguardo penetrante, morti viventi con tanto di cicatrici sanguinolente e magari coltelli (finti) ancora conficcati e lunghi capelli spettinati, e poi ancora vampiri con l’immancabile mantello e i denti aguzzi e fantasmi misteriosi e dispettosi a ravvivare la serata: non vorrete mica morire di noia proprio ad Halloween! Al limite di paura… <br />
<strong>LA CASA DEGLI SPIRITI</strong> - Se, invece, la festa è casalinga e la organizzate voi, attenzione a creare l’atmosfera giusta! Animate la stanza con gadget e particolari “da paura”: ragnatele finte con tanto di ragno penzolante (anch’esso finto… non si sa mai), qualche teschio sparso di qua e di là, dei pipistrelli di cartoncino nero appollaiati al lampadario (magari usate delle lampadine a basso voltaggio o di vetro colorato per creare un’atmosfera macabra e inquietante) e non dimenticate per nessun motivo le zucche arancioni, simbolo di questa notte così speciale. E poi, per ottenere un’atmosfera da vero Halloween, attrezzatevi con musiche adatte allo spirito della serata e se non avete niente che ricorda suoni gotici e lugubri, ecco un sito dove potete trovare effetti sonori per far rabbrividire i vostri amici <a href='http://homepage.ntlworld.com/curly.johnson/sounds.html' target='_blank'>Halloween</a>. <br />
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E nell’augurarvi uno spaventoso Halloween, vi lasciamo con un video, un classico &quot;This is Halloween&quot;: <br />
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<center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/b0g6GmIL7Go"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/b0g6GmIL7Go" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center>
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<span style="font-size:130%">Streghe e fantasmi, dove andrete stanotte a spargere il terrore? <a href="http://skuola.tiscali.it/news/halloween-festa.html#comments">Diteci la vostra commentando la news!</a>, </span>]]></description>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19463]]></link>
</item>
<item>
<title>Salvati i 100 e lode!</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/robin_hood.jpg" alt="" /></div>
Le borse di studio per gli studenti meritevoli sono stati salvate: non verranno infatti tassate come si prospettava nei giorni scorsi. Dei 1000 euro promessi agli studenti che si erano distinti conseguendo 100 e lode alla maturità, sembrava che 450 se ne finissero in tasse e contributi. Insomma una vera beffa. Fortunatamente non è stato necessario l'intervento di Robin Hood, ma del Ministro Tremonti. <br />
<br />
<strong>PASSO INDIETRO</strong> - Le polemiche che ne sono seguite hanno portato il Ministero a fare retromarcia. Gli incentivi economici erogati agli studenti meritevoli tra i 14 e i 18 anni &quot;non costituiscono borse di studio tassabili quali redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente in quanto non sono finalizzati a sostenere la frequenza di specifici corsi di istruzione&quot;. <br />
<br />
<strong>NUOVA INTERPRETAZIONE</strong> - L'Agenzia delle entrate, con una nota del 28 ottobre, rivede l'interpretazione data con la risoluzione 156 del 12 giugno 2009, &quot;a seguito- spiega la nota- di una più approfondita analisi della materia effettuata su indicazione del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti&quot;. Attraverso il riconoscimento di eccellenze conseguite in ambito scolastico, infatti, &quot;gli incentivi perseguono la finalità di interesse generale di stimolare e accrescere in senso ampio l'interesse degli studenti al conseguimento di un più elevato livello di formazione culturale e professionale&quot;. I bonus, dunque, sono salvi. <br />
<br />
<strong>SODDISFATTI</strong> - Non possiamo che applaudire alla decisione del Ministro: si è reso conto che si è trattata di una vera e propria gaffe. Già le borse di studio sono esigue, se in più ci si mettono le tasse. Insomma i 100 e lode possono dormire sonni tranquilli, il loro meritato bonus è salvo!]]></description>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:25:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19471]]></link>
</item>
<item>
<title>Scuole allo sfacelo: edilizia, sovraffollamento e manca pure la carta igienica</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/carta_igienica.jpg" alt="" /></div>A meno di due mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico, studenti e insegnanti si trovano di nuovo a far lezione in scuole carenti, inadeguate e addirittura pericolose. Le riforme messe in atto dal Ministro Gelmini non hanno ancora risolto questo importante e urgente problema e, intanto, gli studenti frequentano scuole non proprio sicure. <br />
<strong>MANCA SAPONE E CARTA IGIENICA</strong> - I problemi di cui le strutture scolastiche soffrono sono parecchi e Cittadinanzattiva ha raccolto i numeri di queste carenze attraverso il <strong>VII Rapporto sulla sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici</strong> basandosi sul monitoraggio di 106 scuole in 11 regioni per un totale di 1447 edifici. I numeri che emergono sono preoccupanti: <strong>nel 69% dei bagni mancano gli asciugamani usa e getta, nel 61% manca il sapone per lavarsi le mani</strong> (con buona pace delle regole di Topo Gigio per evitare l’influenza A) <strong>e nel 44% dei casi manca pure la carta igienica</strong>. <br />
<br />
<strong>PROBLEMA EDILIZIA</strong> - Se poi si passano in rassegna gli edifici che presentano problemi connessi all’edilizia, la questione diventa ancor più seria: nelle scuole monitorate <strong>è il 52% delle aule ad avere spigoli non protetti, il 29% quelle che hanno finestre non integre così come quelle con prese ed interruttori rotti o rimossi</strong>. Le aule con crepe nell’intonaco sono il 17% e a ciò si aggiunge anche il peso delle numerose barriere architettoniche ancora presenti in moltissime scuole. Oltre a ciò, solo una scuola su tre ha il certificato di agibilità statica e solamente una su quattro possiede quelli di agibilità igienico-sanitaria e prevenzione incendi. E ancora: le strutture monitorate si trovano in zone a rischio sismico nel 54% dei casi e, il 26%, sono a rischio idrogeologico. <br />
<br />
<strong>NON PARLIAMO DELLA PULIZIA!</strong> - Ma scarsi sono anche quei servizi che normalmente una scuola dovrebbe offrire: il 34% delle scuole monitorate, ad esempio, non possiede una palestra e, anche laddove esista, il 17% di queste risultano essere l’ambiente più sporco. E in fatto di mancanza di igiene seguono poi bagni e corridoi (12%), aule (11%), mensa (9%), sala docenti (6%), aula computer (5%), segreteria e laboratori scientifici (4%) e biblioteca (3%). E pensare che gli studenti trascorrono gran parte della giornata in questi posti. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/scuola_sicurezza.jpg" alt="" /></div><strong>LA SCUOLA MI STA STRETTA</strong> - Non pochi grattacapi li danno anche le dimensioni delle aule che risultato sempre più “strette”. <a href="http://skuola.tiscali.it/news/aumento-iscritti.html">La legge 133/2008, infatti, ha innalzato i parametri minimi e massimi di alunni nelle classi</a>. Questo, assieme ai tagli del Governo, ha portato ad aule che arrivano a contenere più di 25 studenti, limite che invece non si dovrebbe superare dal momento che viene imposto dalla normativa per motivi di sicurezza. E per fare qualche esempio pratico, basta pensare che quasi tutte le classi di prima media nelle scuole bolognesi risultano essere fuorilegge o, più precisamente, non sono a norma in caso di incendio. Questo, proprio come conseguenza del sovraffollamento delle aule oltre il limite dei 25 imposto dalla legge. Inoltre vale la pena ricordare che ad ogni persona (insegnante e alunno), per legge dovrebbe essere garantito uno spazio di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3 metri.. <br />
<strong>MENO INSEGNANTI, MA INTANTO ARRIVANO LE LAVAGNE</strong> - E per completare questa breve rassegna di “mancanze” vi segnaliamo anche la protesta del gruppo “maestre e maestri” di Parma che fanno notare una situazione a loro avviso paradossale: proprio mentre si procede al taglio delle spese e alla riduzione degli insegnanti, nelle scuole stanno arrivando le nuove e tecnologiche lavagne interattive. Una concomitanza di cambiamenti che risulta stridente tanto che il portavoce del gruppo commenta così: “un sentito ringraziamento per le bellissime lavagne, ma sarebbe meglio se non eliminassero gli insegnanti dalle scuole”. <br />
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<span style="font-size:130%">E la vostra scuola in quali condizioni si trova? Confermate o no i dati emersi dal rapporto di Cittadinanzattiva? Scrivetecelo lasciando il vostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/sicurezza-scuole.html#comments">commento</a>. </span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:51:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19445]]></link>
</item>
<item>
<title>31 ottobre: di nuovo in piazza</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/manifestazione_scuola.jpg" alt="" /></div>Sabato 31 ottobre si torna in piazza per manifestare e chiedere al Governo di rivedere alcune delle misure messe in atto per riformare il sistema scolastico. Ecco nello specifico le richieste che verranno avanzate per costruire una scuola migliore e più efficiente. <br />
<strong>TUTTI IN PIAZZA A ROMA</strong> - La manifestazione, organizzata della Cisl Scuola per il prossimo sabato, avrà inizio alle ore 10:00 in Piazza della Bocca della Verità, a Roma, e conterà la partecipazione degli insegnati che, con tanto di grembiulini e fiocchi, cercheranno di convincere il Ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, della necessità di rimettere mano ai provvedimenti finora adottati per trovare delle soluzioni concrete ai numerosi problemi di cui la scuola attualmente sta soffrendo: <strong>classi sovraffollate, precariato, risorse insufficienti.</strong> <br />
<br />
<strong>RICUCIRE I TAGLI</strong> - Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, ha dichiarato: <strong>“Il governo deve addolcire i tagli […]. Le nostre richieste sono stringenti e sostenute da rivendicazioni possibili”.</strong> Richieste realizzabili, dunque, per risolvere le difficoltà che il sistema scolastico sta vivendo. E si parte dai tagli che il Governo ha attuato e che, secondo la Cisl, rendono difficile garantire una adeguata qualità della scuola. Vengono fatti i numeri di questa “sforbiciata”: più di 131.000 i posti che, tra insegnanti e personale non docente, verranno tagliati. A ciò poi si aggiunge l’affollamento nelle classi dovuto all’aumento degli studenti e alla concomitante diminuzione delle aule: si parla di 37.441 alunni in più quest’anno, ma anche di 3.826 classi in meno. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/sciopero_ottobre.jpg" alt="" /></div><strong>MENO PRECARI E PIU’ RISORSE</strong> - Altro punto su cui il sindacato intende far sentire la propria voce è quello della <strong>stabilizzazione del lavoro precario</strong>, sottolineando che non si tratta di una richiesta utopistica, bensì di una misura perfettamente realizzabile in quanto, viene precisato, non si chiede si assumere tutti i precari, bensì semplicemente garantire la copertura di tutti i posti vacanti e disponibili con personale di ruolo; il che corrisponderebbe a 30.000 posti per i docenti e 73.000 per gli Ata. Terzo scopo della protesta è, poi, la <strong>richiesta di maggiori risorse per il contratto del personale scolastico</strong> in modo da poterne tutelare il potere d’acquisto e per valorizzare adeguatamente la professionalità di chi opera nella scuola. <br />
<strong>ANCHE GLI STUDENTI STRANIERI CI SARANNO</strong> - La manifestazione sarà anche l’occasione per dare luce ai problemi che vivono gli studenti stranieri che frequentano le nostre scuole. Le loro famiglie saranno rappresentate da Ewa Blasik che, in un discorso, sottolineerà le difficoltà incontrate e le aspettative degli alunni stranieri in Italia. <br />
Queste, dunque, le rivendicazioni che il sindacato Cisl porterà in piazza questo sabato. <br />
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<span style="font-size:130%">E voi ci sarete in piazza a Roma? Cosa ne pensate di queste proposte? Fatecelo sapere inviandoci i vostri <a href="http://skuola.tiscali.it/news/sciopero-ottobre.html#comments">commenti</a>. </span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 14:25:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19456]]></link>
</item>
<item>
<title>Referendum studenti: votate per una scuola migliore</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/votare.jpg" alt="" /></div>Al via oggi il Referendum studentesco nazionale promosso dall’Unione degli Studenti che, con il motto “Vogliamo contare le stelle”, da la possibilità a tutti gli studenti di esprimere il proprio parere sulle richieste portate avanti dall'UdS e, quindi, di essere parte attiva nella costruzione di un sistema scolastico più vicino alle esigenze di chi studia. <br />
<strong>28 OTTOBRE – 8 NOVEMBRE</strong> – Il referendum rimarrà aperto, dal 28 ottobre all’8 novembre, a tutti gli studenti, indipendentemente dalla scuola di appartenenza. È stato promosso sulla base dell’art. 2 dello Statuto delle studentesse e degli studenti che stabilisce “Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione” (D.P.R. 249/98 art. 2 comma 5) e quindi, secondo l’interpretazione data dall’Uds, si tratta di un intervento necessario in questo momento per creare dei nuclei di partecipazione e in preparazione delle varie <a href="http://skuola.tiscali.it/news/manifestazioni-studenti.html">mobilitazioni previste per questo autunno</a>. Ma siccome da parte delle Istituzioni non c’è nessun intervento in tal senso, l’Uds ha deciso di prendere in mano la situazione autogestendo l’iniziativa. <br />
<br />
<strong>NON È LA PRIMA VOLTA</strong> – Già nel 2007 l’Uds aveva promosso un referendum a livello nazionale e, in quell’occasione, gli studenti che parteciparono furono ben 40.116 e i risultati vennero portati davanti all’allora Ministro Fioroni che ne dovette prendere atto. Questa volta l’Uds punta a triplicare l’affluenza e per raggiungere questo obiettivo mette a disposizione ben due modalità di voto. La prima e quella di aderire al referendum all’interno delle classi attraverso la compilazione del modulo che potete scaricare da <a href='http://www.unionedeglistudenti.net/sito/index.php?/referendum-studentesco/view-category.html' target='_blank'>qui</a>; i risultati poi andranno riportati in un apposito modello che dovrà essere inviato, entro giovedì 12 novembre, al Comitato Referendum Studentesco via posta, mail o fax agli indirizzi che troverete riportati nel <a href="http://skuola.tiscali.it/materiale/referendumstudentesco_regolamento.pdf">regolamento al referendum</a>. Ma, oltre a ciò, quest’anno è possibile partecipare individualmente anche compilando il modulo on-line, basta andare sul <a href='http://unionedeglistudenti.net/sito/consultazione09/consultazione09.php' target='_blank' >sito dell’Unione degli Studenti</a> e rispondere ai 5 quesiti. <br />
<br />
<strong>REFERENDUM SU COSA?</strong> – Ma quali sono i temi affrontati dal referendum? Dunque, gli argomenti dei 5 quesiti a cui vi verrà chiesto di rispondere riguardano: <br />
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<strong>Rappresentanza studentesca </strong>–  Ne viene chiesto il potenziamento attraverso una nuova legge nazionale sugli organi collegiali e le rappresentanze studentesche. <br />
<strong>Diritto allo studio</strong> – Questo diritto comprende la garanzia dell’accesso, per tutti, ai livelli di istruzione base e, dei meritevoli, anche ai livelli di istruzione più elevati. Questo diritto è oggi regolato dalle Regioni, ma l’Uds chiede se siete d’accordo, invece, su una legge nazionale che ne stabilisca i principi e gli strumenti che poi ogni Regione dovrà comunque provvedere a garantire. <br />
<strong>Didattica</strong> – Viene chiesta l’introduzione di una didattica più innovativa, che tenga conto delle nuove tecnologie, e che stimoli la partecipazione e la creatività degli studenti. Inoltre viene chiesta l’istituzione di un sistema di valutazione dell’insegnamento e di una commissione di studenti e docenti in ogni scuola per discutere insieme didattica e offerta formativa. <br />
<strong>Stage formativi</strong> – L’Uds, ritenendo che il sistema su cui oggi si basa questo tipo di formazione sia poco democratico, propone un maggiore coinvolgimento degli studenti e la possibilità per il tirocinante di confrontarsi con altri studenti rispetto al funzionamento dello stage. <br />
<br />
Per ogni altra informazione potete visitare il sito dell’<a href='http://unionedeglistudenti.net/sito/consultazione09/consultazione09.php' target='_blank' >Unione degli Studenti</a> oppure scaricare il regolamento cliccando <a href="http://skuola.tiscali.it/materiale/referendumstudentesco_regolamento.pdf">qui</a>.  <br />
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<span style="font-size:130%">Voi cosa ne pensate di questa iniziativa? Voterete per il referendum? Scrivetecelo <a href="http://skuola.tiscali.it/news/referendum-studenti.html#comments">commentando </a>la news. </span><br />
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<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 23:00:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19455]]></link>
</item>
<item>
<title>Cioccolato scagionato: niente brufoli</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/1_cioccolato.jpg" alt="" /></div>
Si concluderà oggi a Perugia l’Eurochocolate, l’imperdibile evento per tutti i golosi e i cioccolato-dipendenti. Speriamo vivamente che vi siate abbuffati, perché, come ora vi spieghiamo, il cioccolato possiede incredibili proprietà, fa bene e potete mangiarlo senza pensieri.. o quasi! <br />
<br />
<strong>EUROCHOCOLATE: ROMPETE LE RIGHE!</strong> - 16-25 ottobre sono stati i giorni in cui stand, eventi, show hanno messo in mostra un protagonista di grande spessore e di “inconfondibile profumo”: il cioccolato. Al grido di “rompete le righe”, questo il motto della 16^ edizione della manifestazione, frotte di ghiotti amanti di questo divino alimento hanno trovato pace e gioia per i loro sensi, hanno allietato il palato e appagato la gola, ma tranquilli: nessun peccato è stato commesso! <strong>Mangiare cioccolato non può più far venire i sensi di colpa</strong>, perché fa davvero bene, lo dicono gli esperti. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/brufoli_cioccolato.jpg" alt="" /></div><strong>CIOCCOLATA=BRUFOLI: UN FALSO MITO</strong> - Proprio alla kermesse perugina è stata inviata, da parte della Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI), una delegazione di esperti che ha spiegato come, mangiare cioccolato, non influisca sulla comparsa degli odiosi brufoli sui nostri visi. Sono ben 7 ragazzi su 10, infatti, a pensare che la causa di foruncoli e bollicine che deturpano la propria pelle sia da imputare ad un’alimentazione ricca di “schifezze”, prima fra tutte la cioccolata; ma niente di più sbagliato! Lasciarsi andare ai piaceri di barrette golose e dolcetti invitanti a base di cacao non vi farà diventare “tutto ciccia e brufoli” (magari solo un po’ di ciccia…) e questo perché <strong>l’acne, che colpisce circa l’80% degli adolescenti può dipendere da una grande varietà di fattori, ma di certo non dall’assunzione di quantità “normali” di cioccolato</strong>. <br />
<strong>PIU’ CIOCCOLATO PER ANDARE BENE IN MATEMATICA</strong> - Per farvi sentire ancora più sollevati e per non incappare più in sensi di colpa nel caso in cui vi troviate di fronte a profiterole o sacher che vi tentano come sirene ammaliatrici, pensate che il cioccolato fa bene anche per la prevenzione di disturbi cardiocircolatori, possiede proprietà anticancerogene e ha pure un certo potere afrodisiaco. Ma quello che forse non sapete è che <strong>il cioccolato vi potrebbe aiutare anche a spuntarla con la matematica</strong>. A dirlo sono dei ricercatori della Northumbria University che, affermano, <strong>il cioccolato è in grado di influire positivamente sull’abilità e la velocità di calcolo</strong>. Per scoprirlo hanno condotto un esperimento su un gruppo di volontari a cui è stata fatta bere una particolare bevanda concentrata a base di cacao e hanno notato che, nello svolgimento di vari esercizi matematici, queste persone erano sostanzialmente più rapide e si sentivano meno stanche mentalmente. <br />
<br />
<strong>TUTTO CIO’ GRAZIE AI FLAVONOLI</strong> - La ragione di questa interessante proprietà del cacao risiede nella presenza di “flavonoli”, composti di origine vegetale presenti anche in alcuni tipi di frutta e verdura, responsabili dell’aumento del flusso di sangue al cervello e, quindi, del miglioramento della facoltà di ragionare. Di certo la bevanda con cui è stato effettuato il test conteneva una quantità di cacao decisamente elevata, ma gli esperti assicurano che sono in corso studi basati anche su quantità più modeste di questo prezioso ingrediente. <br />
<br />
<strong>UN PICCOLO TEST</strong> - Intanto, per verificare se davvero il cioccolato sia in grado di farci affrontare meglio le prove matematiche, vi proponiamo un breve test. <br />
<br />
1 - Quante volte alla settimana avete voglia di mangiare del cioccolato? (da 0 a 10); <br />
2 - Ora moltiplicate per 2 il risultato; <br />
3 - Addizionate 5; <br />
4 - Moltiplicate per 50; <br />
5 - E aggiungete 1759 se avete già festeggiato il vostro compleanno e 1758 se non lo avete ancora fatto; <br />
6 - A questo punto sottraete il vostro anno di nascita; <br />
7 - E otterrete un numero a tre cifre di cui la prima è la risposta alla prima domanda, quante volte avete voglia di mangiare del cioccolato, e le altre due rappresentano i vostri anni.<br />
<br />
<strong>La domanda a cui vi chiediamo di rispondere, ovviamente dopo aver mangiato un bel pezzetto di cioccolato (fondente, al latte, gianduia… fate voi!), è la seguente: Come è possibile che il test esca? Quale procedimento matematico c’è dietro? </strong><br />
<br />
<span style="font-size:130%">Lasciate i vostri <a href="http://skuola.tiscali.it/news/cioccolato-scagionato.html#comments">commenti </a>e i vostri <a href="http://skuola.tiscali.it/news/cioccolato-scagionato.html#comments">calcoli</a> qui sotto! E diteci anche quanto tempo avete impiegato per trovare la soluzione! </span><br />
<br />
<em>Cristina Montini</em>]]></description>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 12:01:00 +0100</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19443]]></link>
</item>
<item>
<title>Amori in classe</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="/news_foto/amore-classe.jpg" alt="" /></div>
A chi non è mai capitato di innamorarsi (o invaghirsi) del proprio compagno di classe? Purtroppo non sempre questa simpatia è corrisposta! In tutti i casi non rattristatevi, almeno non prima di aver tentato in tutti i modi di far colpo e di farvi notare dal vostro/a lui/lei. Ecco una guida utile a tutti gli innamorati del proprio compagno/a di classe:<br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/amore-classe2.jpg" alt="" /></div><strong>MAI CONFIDARE NEL GOSSIP -</strong> Se volete chiedere informazioni sulla situazione dell'amato/a è sempre opportuno controllare la fonte: deve essere molto amica di entrambi e non deve avere invidie sulla vostra possibile storia (potrebbe alterare la realtà, basta poco a rovinare tutto). Non perdetevi d'animo se la compagna/o a cui fate la corte guarda altre persone, molte volte gli sguardi possono trarre in inganno se non sono troppo insistenti e sognanti. Anche se sapete che il suo cuore è occupato da un altro/a non datevi per vinti, in amore le situazioni possono cambiare in maniera tempestiva tutto sta nel sapersi imporre (e proporre) nella maniera giusta!<br />
<strong><br />
LA REGOLA DELL'AMICO -</strong> Una delle regole più efficaci è quella di non demandare la situazione a terzi, ma di farsi carico del fardello e intraprendere un'amicizia con il compagno/a che abbiamo notato, questo emerge anche dalla <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/amore-co/amore-in-classe-34597.html">discussione</a> proposta da <a href="http://skuola.tiscali.it/users.php?m=details&amp;id=69939">francycafy93</a> nella nostra sezione <a href="http://skuola.tiscali.it/forum/amore-co">Amore&amp;Co</a> del <a href="http://skuola.tiscali.it/Forum">Forum</a>, in cui chiede consigli per far colpo sul proprio compagno di classe. E' sempre  opportuno dosare l'intensità dell'amicizia ed evitare di entrare troppo in confidenza, come nella canzone &quot;la regola dell'amico non sbaglia mai&quot; e non tutti sono disposti a rovinare un bel rapporto per un amore che potrebbe finire! Quindi bisogna creare quel minimo di intimità che ci dia il coraggio almeno di chiedere un appuntamento e prolungare gli incontri al di fuori delle quattro mura scolastiche. Noi di Skuola.net vi consigliamo di usare tutte le armi: se siete particolarmente bravi in una materia, potete usare questa vostra inclinazione come pretesto per studiare insieme il pomeriggio!<br />
<br />
<strong>NEMICO AMICO -</strong> Spesso è difficile interpretare i segnali che ci vengono dati: non sempre un atteggiamento stizzoso o di poca comunicazione è indice di indifferenza, ma spesso denota proprio il contrario, la timidezza, infatti, può giocare brutti scherzi. Quindi se lui/lei vi sottopongono continuamente &quot;dispettucci&quot; o altro non perdetevi d'animo, fatevi vedere pronti allo scherzo senza diventarne succubi, usando anche questo comportamento come pretesto per instaurare un bel rapporto! <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/amore-classe3.jpg" alt="" /></div><strong>SGUARDI FULMINEI -</strong> Molti Ragazzi del Forum hanno consigliato come tattica principale il tanto noto &quot;gioco di sguardi&quot;: <a href="http://skuola.tiscali.it/users.php?m=details&amp;id=30999">Diogens</a> consiglia di guardare il compagno &quot;torturatamente&quot;. Ma quello degli sguardi è un gioco pericoloso che può dar luogo a fraintendimenti, come conferma anche la nostra utente <a href="http://skuola.tiscali.it/users.php?m=details&amp;id=39213">Maury</a>, che ha vissuto la storia in prima persona: &quot;....Se non tenti ora....poi passa il tempo e te ne pentirai come è successo a me, che me lo guardavo solo...mi illudevooo!!! parlaciii parlacii...e se ti pende in giro, fatti conoscere per quella che sei davvero!!!&quot;. Quindi come dicevano i latini <em>Carpe Diem</em>, fatevi notare con i vostri sguardi, ma non fidatevi solo di essi, è necessario farsi conoscere al di là dell'aspetto e fondare un vero e proprio rapporto di interesse. <br />
<strong>PIACERE PER COME SIAMO -</strong> La cosa più importante e insindacabile è sempre quella di cercare di piacere per quello che siamo, evitando di farci notare con cose straordinarie che non rispecchiano la nostra reale natura, ma solo mettendo in luce i lati più beli e positivi del nostro carattere!]]></description>
<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 04:20:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19432]]></link>
</item>
<item>
<title>Oggi si manifesta per cosa?</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/corteo_studenti.jpg" alt="" /></div>Ottobre e Novembre sono tipicamente i mesi della mobilitazione dei lavoratori e degli studenti. Anche quest'anno non si sfugge alla regola e gli studenti tornano in piazza anche oggi. Non sono solo, infatti si tratta di una manifestazione proclamata dai sindacati Cobas, Cub e SdL , che chiamano per oggi i lavoratori e le lavoratrici allo sciopero generale e alla manifestazione nazionale a Roma per dare una forte risposta alla valanga di licenziamenti in corso, ai massicci tagli alla scuola pubblica con l'espulsione in massa dei precari, alla chiusura di tante aziende, all'attacco al contratto nazionale, alla xenofobia e al razzismo. <br />
<strong>SCIOPERO CONTRO LA CRISI</strong> - Si tratta quindi di uno sciopero contro gli effetti della crisi, ovvero licenziamenti, ma anche per tutta una serie di altre cose manco fosse una lista della spesa. Per quanto riguarda il comparto scuola, si manifesta a favore di istanze giusto come la messa in sicurezza delle strutture scolastiche e l'assunzione stabile dei precari. <br />
<br />
<strong>MANIFESTAZIONE</strong> - Si fermeranno i trasporti urbani, quelli ferroviari, aerei e marittimi; le scuole, la sanità, i ministeri e gli uffici, le fabbriche. In particolare il popolo della scuola pubblica è invitato a partecipare al corteo che partirà alle 10 da Piazza della Repubblica e si concluderà a Piazza San Giovanni. Successivamente si sposterà davanti al Ministero Pubblica Istruzione, in Viale Trastevere, dove, a partire dalle 14.30, si svolgerà una manifestazione sit-in.<br />
<br />
<strong>PROBLEMI REALI </strong>- I problemi nel mondo della scuola ci sono e non bisogna girarci intorno. Purtroppo la matrice è sostanzialmente una: la mancanza di fondi per l'istruzione. Questo significa impossibilità di mettere in sicurezza tutte le strutture scolastiche, impossibilità di ingaggiare i supplenti con conseguenti licenziamenti dei precari ma anche blocchi della didattica quando un docente si ammala, necessità di risparmiare su qualsiasi voce di spesa, con conseguenti tagli anche sul valore fondante della scuola, ovvero la didattica. <br />
<br />
<strong>NON SOLO GELMINI</strong> - E non dobbiamo pensare che sia colpa solo della Gelmini, come molti pensano. In realtà il Ministro e soprattutto il suo collega Tremonti hanno dato il colpo di grazia, visto che sono stati tagliati 8 miliardi di euro di spese dal comparto scuola e ne sono stati reinvestiti solamente 3. Ma erano ormai anni che nella scuola si investivano sempre meno soldi e soprattutto male. Come sottolineava lo scorso anno il prof. Mario Rusconi, preside del <a href="http://www.liceo-newton.com/">Liceo Newton di Roma</a> e vicepresidente dell'ANP, Associazione Nazionale Presidi e Alte Professionalità della Scuola: &quot; L'istruzione dal 2001 ad oggi ha avuto un taglio dei fondi pari al 70%. Ad esempio il mio Liceo, stipendi del personale a parte, ha a disposizione 19.000 euro annui per funzionare. Se non ci fossero i contributi volontari dei genitori, pari a 120.000 euro annui, non ci sarebbero i soldi nemmeno per comprare la carta igienica o cambiare le lampadine&quot;.<br />
<br />
<div style="text-align:center"><embed style="width:400px; height:326px;" id="VideoPlayback" type="application/x-shockwave-flash" src="http://video.google.com/googleplayer.swf?docId=8896071985092307987" flashvars=""></embed></div>
<br />
<strong>SPRECHI NO, INVESTIMENTI SI</strong>- Insomma nel settore scolastico andavano eliminati gli sprechi, e in questo senso il Ministro ha fatto bene ad intervenire, ma sulla cultura si deve investire e non tagliare, per il bene del paese. Ci sono infatti tanti settori in cui si sprecano molti soldi, a cominciare dalla politica, eppure non mi sembra di aver visto tagli così massicci altrove.  <br />
<br />
<strong>MEGLIO UNA MANIFESTAZIONE FATTA BENE </strong>- Il problema a mio avviso sta anche nella modalità delle proteste. E' inutile fare 100 manifestazioni diverse, che non fanno altro che frammentare il numero di chi protesta giustamente per i propri diritti. Meglio una sola manifestazione che raccolga tutti i sindacati dei lavoratori e degli studenti, in maniera organica, con obiettivi realistici per migliorare la situazione attuale della scuola italiana. E invece quasi ogni settimana si deve scendere in piazza: già dopo la prossima settimana c'è un'altra manifestazione della CGIL. Gli studenti non possono permettersi di perdere così tanti giorni di scuola, perché se è vero che la scuola va male, non andarci può fare anche peggio.]]></description>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:33:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19442]]></link>
</item>
<item>
<title>Cellulari in classe: chi li può tenere?</title>
<description><![CDATA[<div style="text-align:center"><img src="news_foto/telefonini.jpg" alt="" /> </div>
Si può tenere acceso il cellulare in classe? I professori possono obbligarci a consegnare il cellulare prima dell'inizio della lezione? Possono perquisire un alunno che non consegna il cellulare? Sono molte le domande in merito al connubio cellulari e scuola che negli ultimi tempi sono arrivate in redazione. Skuola.net, fedele al suo spirito di servizio nei confronti dello studente, vuole fare chiarezza sul tema.<br />
<br />
<center><object width="400" height="329"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4j7GhHsw7p4"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/4j7GhHsw7p4" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="400" height="329"></embed></object></center>
<br />
<strong>IL REGOLAMENTO</strong> - Il regolamento, voluto nel 2007 dal Ministro Fioroni sull'onda degli scandali dei video su atti di bullismo commessi a scuola e diventi famosi via Youtube, dice questo, per le parole dello stesso ex Ministro in una lettera inviata il 15 marzo 2007 ai dirigenti scolastici (<a href="news_foto/prot30_07-celllulari-classe.pdf">clicca qui</a> per scaricare il testo completo): <br />
<br />
&quot; In via preliminare, è del tutto evidente che il <strong>divieto di utilizzo</strong> del cellulare  durante le ore di lezione risponda ad una generale norma di correttezza [...]. In tali circostanze, l'<strong>uso </strong>del <strong>cellulare e di altri dispositivi elettronici</strong> rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltreché una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto,un'infrazione disciplinare sanzionabile attraverso provvedimenti orientati non sol oa prevenire e scoraggiare tali comportamenti ma anche, secondo una logica educativa propria dell'istituzione scolastica, a stimolare nello studente la consapevolezza del disvalore dei medesimi. [...] La violazione di tale dovere comporta, quindi, l'irrogazione delle sanzioni disciplinari appositamente individuate da ciascuna istituzione scolastica, nell'ambito della sua autonomia, in sede di regolamentazione di istituto. È dunque necessario che nei regolamenti di istituto siano previste adeguate sanzioni secondo il criterio di proporzionalità, ivi compresa quella del <strong>ritiro temporaneo del telefono cellulare durante le ore di lezione, in caso di uso scorretto dello stesso</strong>. Laddove se ne ravvisi l'opportunità, il regolamento di istituto potrà prevedere le misure organizzative più idonee atte a prevenire, durante le attività didattiche, il verificarsi del fenomeno di un utilizzo scorretto del telefonino. [...]<strong>Il divieto di utilizzare telefoni cellulari durante lo svolgimento di attività di insegnamento del resto, opera anche nei confronti del personale docente</strong> in considerazione dei doveri derivanti dal CCNL vigente e dalla necessità di assicurare all'interno della comunità scolastica le migliori condizioni per uno svolgimento sereno ed efficace delle attività didattiche, unitamente all'esigenza educativa di offrire ai discenti un modello di riferimento esemplare da parte degli adulti&quot;. <br />
<br />
Ecco quindi cosa si evince dal regolamento:<br />
<br />
1. <strong>E' proibito l'uso, non la detenzione</strong> - Perciò solo se usate il cellulare o altri dispositivi elettronici durante le ore di lezione potete ricevere una sanzione. <strong>Altrimenti siete in regola</strong>. <br />
<br />
2. <strong>Sequestro preventivo: non si può</strong> - Ci è stato segnalato che alcuni professori obbligano gli studenti a lasciare i cellulari sulla cattedra prima dell'inizio delle lezioni (<a href="http://skuola.tiscali.it/forum/diritti-studenti/cellulari-sulla-cattedra-34228.html">clicca qui</a> per leggere la discussione sul forum). In realtà il ritiro del cellulare costituisce una sanzione possibile in caso di violazione del regolamento, ma non può essere applicato in via preventiva, ovvero prima che si commetta il reato! Tutto questo a meno che il Regolamento di Istituto non preveda espressamente questa pratica come misura di prevenzione dell'uso dei cellulari in classe. <br />
<br />
3. <strong>Niente perquisizioni</strong> - Qualsiasi sia il Regolamento di Istituto, non può comunque prevedere la possibilità di perquisizione. Durante la maturità, nel 2007, si verificò un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/maturita-perquisizione.html">episodio del genere</a>. Una ragazza, sospettata di avere indosso un cellulare, venne perquisita prima dell'esame. Perquisizione poi che non diede esiti positivi. Solo le forze di polizia possono perquisirvi, perciò se decidete di tenere il cellulare spento o col silenzioso nella vostra cartella o in tasca, senza usarlo durante le ore di lezione, nessuno può controllare. <br />
<br />
4. <strong>Anche i prof</strong> - Anche i professori sono tenuti a rispettare questa regola, per non distrarre gli studenti ma soprattutto perché devono dare il buon esempio. <br />
<br />
5. <strong>Se ho urgenza di parlare con i miei?</strong> - La lettera prevede, in casi gravi, la possibilità per gli studenti di usare il cellulare per motivi di famiglia, solo dopo però aver preso accordi con gli insegnati. <br />
<br />
<strong>CONSIGLI</strong> - Cosa fare se pensate di aver subito un sopruso? Molto semplice. Consultate il Regolamento di Istituto, che è la &quot;legge&quot; a cui far riferimento perché le scuole hanno poi autonomia nell'applicazione delle linee guida del Ministero. Se il prof non lo ha rispettato, allora potete farlo presente al Dirigente Scolastico. E se volete, potete segnarlo a <script type="text/javascript">var a220561d9 = [60,97,32,104,114,101,102,61,34,109,97,105,108,116,111,58,115,101,103,110,97,108,97,64,115,107,117,111,108,97,46,110,101,116,34,62,115,101,103,110,97,108,97,64,115,107,117,111,108,97,46,110,101,116,60,47,97,62],a220561d9_d = ""; for(var ii = 0; ii < a220561d9.length; ii++) { var c = a220561d9[ii]; a220561d9_d += String.fromCharCode(c); } document.write(a220561d9_d)</script>. Vi aiuteremo a risolvere il vostro caso nel pieno anonimato!]]></description>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 08:44:00 +0200</pubDate>
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<title>+ iscritti - aule = classi sovraffollate</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/studenti_aula.jpg" alt="" /></div>Alunni in aumento, aule in diminuzione. Questa è l'equazione del sovraffollamento delle nostre scuole: dopo molte lamentele da parte vostra, espresse attraverso il forum, è arrivata la conferma ufficiale da parte del Ministero dell'Istruzione: quest’anno sono aumentati gli iscritti nelle scuole italiane, peccato che, però, a diminuire, sia il numero delle aule in grado di ospitarli. <br />
<strong>AGGIUNGI UN POSTO IN AULA… MA ANCHE DUE, TRE…</strong> - Per l’anno scolastico 2009/2010 <strong>il numero degli iscritti è salito a 7.806.000 studenti</strong> e, nella sola scuola dell’infanzia si è superato il milione di alunni. Ma dove sono stati messi tutti questi ragazzi? La risposta viene data dagli stessi dati pubblicati dal Ministero che registrano <strong>una diminuzione di ben 4 mila aule</strong>. Questo significa che l’affollamento degli studenti nelle loro classi è aumentato di circa mezzo punto percentuale rispetto all’anno precedente portando a situazioni al limite della legalità. <br />
<br />
<strong>EFFETTO TAGLIO</strong> - Purtroppo si tratta di un effetto della Riforma della scuola varata lo scorso anno e che noi di Skuola.net avevamo ampiamente previsto (<a href="http://skuola.tiscali.it/diritti-studenti/diritti-consigli/tagli-spesa-scolastica.html">clicca qui</a> per approfondimenti). Nel d.l. 133 si parlava chiaramente di un incremento del rapporto alunni/classe di 0,4 in tre anni, per consentire di fatto di risparmiare sugli insegnanti e sulle strutture scolastiche. Classi troppo numerose possono essere un problema sia per la didattica sia per la sicurezza. <br />
<br />
<strong>AULE FUORILEGGE</strong> – Sono in particolare le prime classi dei licei classici e scientifici a superare il limite di sicurezza antincendio previsto dalla legge. Così il Codacons, allarmato per i liceali stipati in aule troppo “strette” ha denunciato il Ministro Maria Stella Gelmini e i direttori degli Uffici scolastici regionali e provinciali per aver violato la norma sulla sicurezza prevista da un decreto del 1992, secondo la quale <strong>una classe può ospitare al massimo 25 alunni</strong>. Come conseguenza, il Ministero ha avviato un monitoraggio i cui risultati tuttavia ancora non sono stati resi noti. <br />
<br />
<strong>SPAZIO VITALE </strong>- Nello specifico per ogni persona (docente e alunno) presente in aula, deve essere garantita un’area netta di 1,80 metri quadri nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e 1,96 metri quadri nella secondaria di II grado oltre ad una altezza minima di 3 metri.<br />
<br />
<div class="colleft"><img src="news_foto/classe_alunni.jpg" alt="" /></div><strong>TEMPO PIENO E SCUOLE &quot;UNDER 50&quot;</strong> - Ma il rapporto ministeriale ha messo in luce anche altre realtà. Nella scuola primaria viene evidenziato un aumento, pari al 2%, delle sezioni che hanno scelto il tempo pieno. Di contro, però, bisogna notare che le lezioni pomeridiane scendono dal 25,4% al 23,5% per quanto riguarda la scuola materna e le medie. E che ne è stato delle scuole con meno di 50 alunni? I dati forniti documentano anche questo: da un totale di 41.910 dell’anno scorso, ora le strutture scolastiche sono diventate 41.920. Un lieve, ma preciso aumento dovuto alla ferma opposizione delle Regioni, competenti in materia, di fronte all’intenzione della Gelmini di chiudere i plessi scolastici con un numero di iscritti inferiore a 50 per ridurre le spese del personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari). <br />
<strong>DA UN PERICOLO ALL’ALTRO</strong> - Questi dati ci danno l’occasione per riflettere un po’ sullo stato di salute della scuola italiana evidenziando alcuni punti contraddittori delle riforme messe in atto dall’attuale Ministero e su cui ci si aspetta che presto arrivi una soluzione da parte dello stesso. La versione ufficiale dell'affollamento delle aule è infatti legata, paradossalmente, a un motivo di sicurezza. <strong>Il Ministro Gelmini, in un intervento alla Camera, ha spiegato che aule così piene sono dovute a motivi contingenti, ovvero togliere i ragazzi dalle aule meno sicure. In realtà, come spiegato in precedenza, questa contrazione delle classi con conseguente aumento degli alunni per classe era già stato deciso per risparmiare sulla spesa scolastica</strong>. Ci sono anche aspetti positivi: l'aumento delle sezioni che alle scuole primarie hanno scelto il tempo pieno testimonia che, il tanto vituperato Maestro Unico, era in effetti una opzione per le famiglie e non un'imposizione. <br />
<br />
<span style="font-size:130%">Ma qual è la vostra impressione su questi dati forniti dal Ministero? Cosa accade nelle vostre classi? Lasciateci il vostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/aumento-iscritti.html#comments">commento</a>, vi daremo spazio nella nostra <a href="http://skuola.tiscali.it/tv/">Skuola|TV</a>!</span>]]></description>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 21:53:00 +0200</pubDate>
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<title>Ora di islam a scuola:pro e contro</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/ora_religione.gif" alt="" /></div>Introduzione dell’ora di religione islamica da scegliere in modo facoltativo e alternativo rispetto a quella cattolica in tutte le scuole, sia pubbliche che private. È questa la proposta di Adolfo Urso, viceministro per lo Sviluppo Economico, avanzata come strumento per garantire la libertà di religione e l’uguaglianza di trattamento dei molti studenti islamici che frequentano le scuole italiane. Un’idea che ha scatenato un clima denso di opinioni contrastanti e diatribe. <br />
<strong>L’ORA D’ISLAM, ECCO PERCHE’</strong> - Secondo il Viceministro Urso, lo scopo dello studio della religione islamica nelle scuole sarebbe, non certo quello di “combattere l’Islam, ma il fondamentalismo prima che esso abbia la meglio sulla nostra società”, precisando, inoltre, che l’insegnamento dovrebbe essere affidato a “docenti riconosciuti italiani, al limite anche imam a patto che abbiamo i requisiti e siano registrati in un apposito albo”. Una proposta che, come abbiamo già accennato, non ha tardato a scatenare numerose polemiche a cui il Viceministro ha replicato affermando che la sua non vuole essere una provocazione, bensì nient’altro che la realizzazione di una ipotesi “esplicitamente prevista dalla legge di attuazione del Concordato del 1929 e confermata dalla revisione del 1984. Ed è ciò che propose sua Santità già tre anni fa per le scuole tedesche”. <br />
<br />
<strong>SI… FORSE</strong> - Nel panorama politico c’è, da una parte, chi si è mostrato subito favorevole ad un intervento di questo tipo, come il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha parlato di <em>“Una proposta di buon senso, per nulla scandalosa”</em> e, accanto a questi chi, pur non respingendo totalmente l’idea dell’ora di religione islamica, ha avanzato qualche remora. Ad esempio, D’Alema, del Pd, anche se parzialmente d’accordo, ci ha tenuto a precisare che <em>“in un mondo ideale sarebbe opportuna un’ora di insegnamento di tutte le religioni insieme”</em>. Diversa è la motivazione che Casini da per la sua perplessità nei confronti di tale proposta.  Il leader dell’Udc ha affermato che <em>“In Italia bisogna salvaguardare sempre i principi di libertà di religione. Ciascuno, musulmano o di altra religione che sia, deve poter professare la propria fede, ma le istituzioni pubbliche devono soprattutto valorizzare l’identità cristiana del nostro Paese”</em> e continua dicendo che <em>“l’idea dell’onorevole Urso è senz’altro generosa, ma rischia di essere avventata”</em>. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/religione_scuola.jpg" alt="" /></div><strong>GIOVANARDI: ECCO I MIEI 4 NO </strong>- Ma dalla parte del no è anche il senatore Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che in una intervista al Giornale ha illustrato le sue 4 motivazioni per cui l’idea avanzata da Urso sarebbe sbagliata. Prima di tutto, ha detto Giovanardi, “I figli dei musulmani che vivono nel nostro Paese non devono essere separati dagli altri ragazzi. <strong>L’ora di islam a scuola si trasformerebbe immediatamente in una sorta di ghetto</strong>”; inoltre, ha affermato la necessità per ogni straniero che decide di vivere e inserirsi in modo stabile nel nostro Paese, di “conoscere la nostra cultura, che affonda le sue radici nella cristianità […] non sto dicendo che dovrebbe convertirsi all’islamismo ma che dovrebbe conoscere il Paese dove ha scelto di vivere. <strong>Senza conoscenza non c’è integrazione possibile</strong>”. Il terzo motivo per il suo deciso “no” riguarda il problema di <strong>come scegliere gli insegnanti “adatti” e, soprattutto quale islam insegnare</strong>, esistendo le correnti sciita, sunnita e halawita, molto diverse tra loro e nessuna che possa essere considerata ufficiale in modo esclusivo. Ed infine, il quarto motivo per Giovanardi sta nel fatto che, introducendo l’ora di religione, “<strong>Si dovrebbe dare diritto d’accesso nella scuola pubblica ad insegnanti di tutte le religioni</strong>”, vale a dire che allora dovrebbe esistere anche l’ora del buddismo, l’ora dell’induismo ecc., soluzione complessa e forse, impraticabile. <br />
<strong>LA CHIESA CATTOLICA SEMBRA DIVISA</strong> - E poi, ovviamente c’è la posizione della Chiesa, che però non sembra essere univoca. Se, infatti, il cardinal Martino aveva già in passato pensato ad un’ora di Corano a scuola e oggi sostiene che, con i debiti controlli, <em>“eviterebbe che i giovani di religione islamica finissero nel radicalismo”</em>, assolutamente contrario si dichiara Bagnasco che sostiene: <em>“L’ora di religione cattolica, nelle scuole di Stato si giustifica in base all'articolo 9 del Concordato, in quanto essa è parte integrante della nostra storia e della nostra cultura”</em>; una “disciplina culturale” quindi, diversa dal catechismo.<br />
<br />
<strong>INTEGRAZIONE: E' UNA SFIDA CHE DOBBIAMO VINCERE</strong>- Lo scenario delle opinioni è, quindi, molto variegato a conferma di quanto l’integrazione sia oggi un tema spinoso e di scottante attualità. Non si parla, infatti, solo di religioni, ma con esse ovviamente anche di valori culturali che, con la globalizzazione e il forte processo di migrazione, si trovano a incontrarsi e, inevitabilmente anche a urtare contro i muri dell’ignoranza, del pregiudizio o semplicemente contro la paura di confrontarsi con il “diverso”. L’integrazione è la parola chiave è la sfida che il terzo millennio deve riuscire a vincere, ma il problema è: come? <br />
<br />
<strong>I RAGAZZI DI COSA HANNO VERAMENTE BISOGNO?</strong> - Di fronte alle ormai ben note difficoltà economiche che la crisi ha comportato, ci chiediamo se, invece di pensare ad ore dedicate esclusivamente all’insegnamento di una religione, non ci si possa invece orientare su corsi di lingua italiana per ragazzi stranieri oppure investire risorse su insegnanti di sostegno che aiutino i giovani studenti a superare le loro difficoltà di comunicazione e, di conseguenza,  ad agevolare il loro processo di integrazione. <br />
<br />
<span style="font-size:130%">E sicuramente, su questo punto, ci interessa sapere l’opinione di tutti i ragazzi, sia quelli stranieri che si trovano disorientati nel nostro paese e sia quelli “nostrani” che vivono direttamente l’esperienza di amicizie interculturali.<a href="http://skuola.tiscali.it/news/religione-scuola.html#comments">Lascia anche tu un commento</a>!</span>]]></description>
<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 21:27:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19430]]></link>
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<title>Nuove superiori: pregi e difetti</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/gelmini_riforme.jpg" alt="" /></div> Nuove superiori targate Gelmini: qualche giorno fa vi abbiamo presentato i punti fondamentali della riforma. Come tutte le medaglie, ha due facce: cerchiamo oggi di capire i pregi e i difetti delle superiori che verranno a partire dal prossimo anno. <br />
<a href="downloads/radio/gr2-13-06-09.mp3">Ascolta la nostra intervista sulla riforma dei Licei su Radio 2</a></strong><br />
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<strong>RIFORMA IN TRE PAROLE</strong> - La linea guida seguita è stata la semplificazione degli indirizzi e una riduzione del monte ore complessivo rispetto alla situazione attuale. Perciò dal prossimo anno i licei saranno 6 (tra cui la new entry liceo musicale e coreutico), gli istituti tecnici avranno 11 indirizzi complessivi mentre la galassia dei professionali sarà divisa in due tra il settore dei servizi e il settore industria e artigianato (<a href="http://skuola.tiscali.it/news/riforma-scuola.html">clicca qui</a> per approfondire). <br />
<br />
<strong>SEMPLIFICAZIONE NECESSARIA</strong> - Dal nostro punto di vista, una razionalizzazione e un semplificazione era doverosa. Sperimentazioni e indirizzi vari, sul territorio nazionale, erano quasi 700. Una frammentazione che fa vedere i suoi frutti, ad esempio, durante la Maturità, quando il Ministero è costretto a produrre innumerevoli tracce d'esame. Con numeri così elevati, è più difficile controllare che i testi proposti siano esenti da errori. <br />
<br />
<strong>SCUOLA LOW COST</strong> - L'abolizione delle sperimentazioni ha un altro risvolto positivo, per le tasche del Ministero: la riduzione, mediamente, del numero complessivo di ore e quindi degli insegnanti. Non ci scordiamo che questa riforma ha la sua genesi nel <a href="http://skuola.tiscali.it/diritti-studenti/diritti-consigli/tagli-spesa-scolastica.html">dl 133 sui tagli di spesa</a>. Un paio di esempi. Al classico l'obbligatorietà della lingua straniera porterà a una riduzione del monte ore complessivo rispetto all'attuale sperimentazione linguistica, oggi scelta circa dal 70%e. Gli studenti di domani, seguendo un corso tradizionale, passeranno da un totale di 4.983 ore di studio a 4.851 distribuite sul quinquennio. L'abolizione della sperimentazione informatica (PNI) allo scientifico, che rafforzava la preparazione degli studenti in ambito fisico-matematico-informatico, porterà ad una riduzione di ore: da 5.049 ore a 4.752. <br />
<br />
<strong>GUARDANDO AL MONDO DEL LAVORO </strong>- Sulla carta è apprezzabile la volontà di incrementare l'orario della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione liceale degli studenti. Su queste materie gli studenti italiani sono carenti e quindi hanno difficoltà a scegliere percorsi universitari a carattere tecnico-scientifico, che d'altro canto portano permettono di accedere a professionalità oggi molto richieste nel mercato del lavoro. Bisognerà vedere come tutto questo sarà conciliabile con la riduzione del numero complessivo di ore. Ma per valutare questi aspetti, bisognerà vedere come la riforma si tradurrà in termini di piano di studio. <br />
<br />
<strong>PIÙ TECNICI </strong>- Recenti indagini dimostrano che esiste una domanda di tecnici che è esattamente il doppio dell'offerta (300.000 tecnici richiesti dalle imprese contro i 140.000 attualmente offerti). I nuovi istituti tecnici e professionali sono stati pensati per dare ai giovani maggiori opportunità occupazionali e una riduzione dei tempi di transizione tra scuola, formazione e lavoro. Per fare questo si incrementeranno le ore di laboratorio, fondamentali per l'acquisizione di una professionalità. Tutto ciò però non basta, perché le scuole devono essere dotate di laboratori funzionanti, con materiali al passo con i tempi. Altrimenti ci sarà sempre un grosso divario tra il mondo dell'istruzione e il mondo del lavoro. Insomma ha poco senso esercitarsi su un circuito di 10 anni fa, quando oggi in commercio c'è ben altro... Quindi sarà necessario sostenere queste scelte legislative con un incremento di fondi per il rafforzamento delle strutture laboratoriali delle scuole. Insomma il giudizio è sospeso finché non vedremo applicazioni. <br />
<br />
<strong>MATERIE IN LINGUA STRANIERA </strong>- Al quinto anno di studio, una  materia non linguistica sarà insegnata in inglese. Innovazione molto molto importante, perché permetterà ai nostri studenti di imparare a studiare usando la lingua inglese, cosa che molti di loro dovranno fare necessariamente all'università. <br />
<br />
<strong>AMICI COME MITO?</strong> - Anche l'introduzione del liceo musicale e coreutico guarda al mondo del lavoro... Oggi come oggi, infatti, un buon modo per guadagnarsi da vivere è sbarcare il lunario in un talent show. Scherzi a parte, questo indirizzo vuole in qualche modo armonizzare la situazione dei conservatori e delle accademie di danza presenti nel nostro paese. <br />
 <br />
<strong>MAMMA, HO PERSO IL LICEO </strong>- Resta un dubbio. A leggere i comunicati del Ministero, c'è un passo a dir poco inquietante: &quot;Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde&quot;. Cosa vuol dire? Che chi si iscriverà alle superiori l'anno prossimo, l'anno successivo vedrà cambiarsi le carte in tavola? E dire che la Riforma è slittata di un anno per permettere alle famiglie di essere adeguatamente informate. Se l'italiano non è un opinione, ciò vuol dire che in primini del prossimo anno, vedranno cambiare il percorso formativo a partire dal secondo anno. E allora la domanda sorge spontanea: cosa succederà a chi ha scelto, per l'anno prossimo, una delle sperimentazioni abolite con la nuova riforma.<br />
<br />
<span style="font-size:130%">E tu, cosa ne pensi? Dì la tua commentando la news! </span>]]></description>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 23:00:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=18387]]></link>
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<item>
<title>Simpson a luci rosse: Marge posa nuda su Playboy</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/marge_simpson.jpg" alt="" /></div>Marge Simpson, la mogliettina leale e per bene della famiglia più divertente e assurda della tv, sarà sulla copertina di Playboy. Uno scandalo? No, è solo l’originale modo di festeggiare i 20 anni dalla nascita della fortunata serie animata. <br />
<strong>DALLA TV ALLA COPERTINA</strong> - Torta e candeline non bastavano, serviva qualcosa di più singolare, qualcosa che fosse in grado di stupire e lasciare a bocca aperta gli amanti dell’irriverente cartone. E così, Huge Hefner, il fondatore della più famosa rivista sexy esistente, ha offerto la possibilità alla dolce Marge di posare nuda per il suo magazine. Ma soprattutto, lei ha accettato! <br />
<br />
<strong>THE DEVIL IN MARGE SIMPSON</strong> - Chissà ora cosa penserà tutta Springfield di lei! Perché di sicuro le copie del mese di novembre andranno a ruba. D’altronde come si può resistere alla curiosità? Bisognerà, quindi, solo aspettare il 16 ottobre, il giorno in cui negli Stati Uniti uscirà il prossimo numero di Playboy e sfogliare lo speciale di 3 pagine intitolato “Il diavolo in Marge Simpson” e scoprire quanto possa essere seducente la pelle decisamente giallina della signora Simpson. <br />
<br />
<strong>COME NEL 1971</strong> - Intanto però, per i più curiosi, è già stato dato un anticipo della intrigante copertina che ritrae una Marge Simpson negli insoliti panni (anzi, di panni ce ne son ben pochi) della playmate. Gambe affusolate che sporgono da una sedia a forma di coniglietto, che poi, è la stessa posa che aveva la protagonista della copertina del numero di ottobre del 1971. Almeno per la prima pagina, comunque, niente sensuali capelli sciolti sulle spalle, Mrs Simpson mantiene il suo inconfondibile cilindro di capelli blu, acconciati in verticale in barba alla legge di gravità e con l’eleganza con cui solo lei li riesce a portare. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/marge_sexy.jpg" alt="" /></div><strong>UNDER 30 CERCASI</strong> - Ma perché festeggiare il ventesimo compleanno del cartone animato in questo modo? In realtà, dietro questa trovata c’è anche il tentativo, come ha dichiarato lo stesso presidente della rivista patinata Scott Flanders (ops, lo stesso cognome dei religiosissimi vicini di casa dei Simpson!), di riuscire a conquistare una fascia di lettori più giovani, sotto i 30 anni. E le forme della mogliettina del rozzo e schietto Homer, secondo Flanders, sarebbero in grado di raggiungere l’obiettivo. <br />
<strong>E NON E’ NEANCHE LA PRIMA VOLTA! </strong>- Tuttavia, tra i numerosi episodi del cartone andati in onda, è già capitato che Marge venisse ritratta in circostanze “piccanti”; ad essere insolito, invece, rimane il fatto che, per la prima volta, la rivista americana abbia deciso di ospitare sulla sua copertina, il personaggio di un cartone animato. Rimane comunque da chiedersi quale sarà la prossima mossa dei Simpson per sorprendere i suoi fan: forse una Liza che balla la lap-dance? <br />
<br />
<span style="font-size:130%">Per il momento, però, raccontateci cosa ne pensate di questa Marge senza veli: lasciate il vostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/marge-simpson-playboy.html#comments">commento </a>alla news. </span>]]></description>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 23:00:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19387]]></link>
</item>
<item>
<title>Teenager di plastica: centri di bellezza under 14</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/spa_tacular.jpg" alt="" /></div> Cresce in modo preoccupante la percentuale di giovani di età compresa tra i 12 e i 16 anni che si rivolgono ai chirurghi estetici per una aggiustatina al seno, una liposuzione, una sistemata a naso, orecchie, bocca o, addirittura, per il rifacimento dei genitali. È un meccanismo pericoloso, soprattutto se si pensa che sta nascendo un vero e proprio business che attrae minorenni in centri di bellezza creati apposta per loro.<br />
<strong>BELLI SI DIVENTA?</strong> - Belli ad ogni costo! È questo l’imperativo a cui non riescono a resistere star del cinema, adulti che vedono l’inesorabile incombere dei segni dell’età, ma anche tanti giovani attratti da una irraggiungibile idea di perfezione e, sempre di più, minorenni insoddisfatti del loro aspetto. Come racconta Alfredo Fonzone, specialista di chirurgia plastica, “<em>Vedo ragazze già dai 15 anni, spesso vengono in studio da sole. A volte portano i genitori ma come se li trascinassero, e fanno di tutto per obbligarli a farsi concedere l'intervento. E' in aumento anche la richiesta tra i maschi, che vorrebbero rifarsi pettorali o la liposuzione all'addome per avere la 'tartaruga'”.</em><br />
<br />
<strong>INTERVENTI &quot;SPROPORZIONATI&quot;</strong> - In Italia, negli studi dei chirurghi spopola, in questo momento, la foto, portata come modello ideale, della maggiorata Cristina del Grande Fratello. A rivelarlo è lo stesso dottor Fonzone, che, come precisa, immancabilmente passa il tempo <em>“a spiegare loro che non è questa la bellezza, perché è sproporzionata, non è armonica”</em>. E così, la maggior parte di queste richieste “azzardate” avanzate da minorenni incoscienti viene, dagli specialisti seri, riconosciuta come capriccio adolescenziale e respinta. <br />
<br />
<strong>TUTTA COLPA DELLA TV</strong> - Ma da cosa nasce questo diffuso desiderio di perfezione? Secondo gli esperti <strong>il problema sta nei continui messaggi che arrivano dalla Tv</strong>: se una che si è rifatta è riuscita ad avere successo, allora quella è la chiave d’accesso per arrivare ad affermarsi, nello spettacolo come nella vita. E questa non è una tendenza che ha contagiato solo tra le teenager italiane, tuttavia, come si dice, paese che vai, usanze che trovi. In Libano, dove il culto per l’immagine femminile è da sempre molto diffuso, si è arrivati perfino a realizzare centri estetici dedicati ai trattamenti di bellezza per vere e proprie bambine sotto i 14 anni. <br />
<br />
<div class="colright"><img src="news_foto/estetica.jpg" alt="" /></div><strong>PICCOLE BEAUTY FARM CRESCONO...</strong> - L’ultima moda, quindi, vede bimbe in accappatoio rosa rilassarsi in eleganti Spa dove specialiste del settore soddisfano le loro frivole richieste di bellezza. La “Spa-tacular”, ad esempio, situata nello chic quartiere di Verdun, offre un trattamento base, di 15 euro, comprensivo di manicure, pedicure, trucco e messa in piega. Oppure, a disposizione delle baby-star c’è anche un servizio più completo con permanente, pediluvio con oli essenziali o trattamento del viso che, a detta di uno degli animatori del centro <em>“Sono i giochi più adatti alla loro età e le bambine ne vanno matte”</em>. Sarebbe come dire che i tempi sono cambiati: se prima si imbellettava la barbie, ora è la ragazzina che diventa una bambolina e gioca con sé stessa. <br />
<strong>IN LIBANO SI DIVENTA DONNE PRIMA</strong> - Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha comunque cercato di dare una spiegazione al fenomeno dei centri estetici per le under 14 affermando che <em>“in Libano le donne si sposano a 15 anni e l’età in cui si diventa donne, per un discorso culturale, è molto più bassa”</em>. E questo giustificherebbe, in parte, la precocità con cui si accede alle beauty farm e soprattutto, perché le libanesi ne siano attratte così presto. Quello che, però, il dottor Bianchi di Castelbianco tiene a precisare è che <em>“istituti del genere in Italia sarebbero sbagliati”</em> e continua <em>“Credo che sia un errore morale soprattutto perché si parla di bambini il cui corpo è ancora in pieno sviluppo”</em>. <br />
<br />
<strong>SOPRAVVIVERE ALL'ADOLESCENZA SI PUO'</strong> - <em>“Il perfezionismo e il raggiungimento dell’impulso alla magrezza – spiega l’esperto – si ha tra 12 e 14 anni, mentre già a 16 anni questo perfezionismo non viene più perseguito. Il punto è che l’età in cui si presta più attenzione al proprio corpo e all’immagine è scesa negli ultimi anni. Fino agli anni Novanta, infatti, era intorno ai 16-17”</em>. Ed è per questo che, secondo l’esperto, il ruolo dei genitori diventa, sempre di più, fondamentale. Se, infatti, è normale che nel periodo dell’adolescenza non sempre si riesca ad avere un rapporto “pacifico” con il proprio corpo che cambia, è doveroso per i genitori riuscire ad interpretare il malcontento dei propri figli cercando di distinguere tra una irragionevole e passeggera fissazione e il loro desiderio, invece, di essere capiti e aiutati a “sopravvivere” a quegli anni così delicati della loro vita e della loro formazione. <br />
<br />
<span style="font-size:130%">Ma voi cosa ne pensate di questa forte tendenza alla ricerca della perfezione? Avete mai pensato di ricorrere a qualche piccolo intervento per migliorare il vostro aspetto? Confessatecelo <a href="http://skuola.tiscali.it/news/chirurgia-estetica-adolescenti.html#comments">commentando </a>la news.</span>]]></description>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 23:16:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19389]]></link>
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<item>
<title>Gira un video e vai in tv</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/unminutodidiritti.gif" alt="" /></div>“Un minuto di diritti” è il concorso lanciato dall’Unicef per coinvolgere giovani e giovanissimi in un progetto importante: l’affermazione dei diritti che riguardano bambini, ragazzi e adolescenti. L’idea nasce dal desiderio di rendervi partecipi di una iniziativa creativa e divertente: basta un video di 1 minuto e diventerete registri dei vostri diritti. <br />
<strong>UN MINUTO PER FAR VALERE I VOSTRI DIRITTI</strong> - Il concorso è nato in occasione della celebrazione dei 20 anni della <strong>Convenzione sui diritti dell’Infanzia</strong> (che potete scaricare <a href="http://skuola.tiscali.it/materiale/Convenzione_diritti_infanzia.pdf">cliccando qui</a>) che, approvata dalle Nazioni Unite nel 1989, contiene l’elenco di tutti i diritti e le forme di tutela che gli adulti devono garantire ai minori. E così, Rai, UNICEF Italia, Ministero della Pubblica Istruzione hanno presentato il concorso <a href='http://www.unminutodidiritti.rai.it/' target='_blank'>Un minuto di diritti</a> rivolgendosi a ragazzi di età compresa tra i 4 e i 18 anni e invitandoli a girare un cortometraggio (cortissimo a dire la verità) basato, appunto, sui loro diritti. <br />
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<strong>DIRITTO DI PARTECIPAZIONE</strong> - Il tema trattato nel videoclip, quindi, dovrà prendere spunto dai diritti dell’infanzia e, più precisamente si dovrà basare proprio sul <strong>diritto alla partecipazione</strong>, ovvero il <strong>riconoscimento ai bambini e ai ragazzi della libertà di esprimere se stessi e le proprie idee per partecipare attivamente alla vita sociale del proprio paese. </strong>Imparare a conoscere quali sono i propri diritti, infatti, è il primo fondamentale passo per riuscire a difenderli e, con questo concorso, si da ai giovani un’occasione in più per apprendere cosa significa far parte di una società civile democratica. <br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/regista_video.gif" alt="" /></div><strong>IL CONCORSO</strong> - Ecco allora le condizioni per partecipare al concorso. Le categorie esistenti sono 3, distinte in base all’età del “regista”: Kids (4-7 anni), Tween (7-12) e Teen (13-18). Si può partecipare sia in gruppo che singolarmente, l’importante è che il video non superi i 90 secondi (compresi i titoli di testa e di coda) e che sia girato in lingua italiana o, se esistono eventuali dialoghi in lingua straniera, questi dovranno essere sottotitolati. Una volta girato il video, una copia di questo dovrà essere inviata attraverso il sito <a href='http://www.unminutodidiritti.rai.it/' target='_blank'>Un minuto di diritti</a>; si possono inviare fino ad un massimo di 3 video e si ha tempo<strong> fino al 25 ottobre. </strong> Dopodiché, una Commissione di esperti valuterà tutti i lavori realizzati e sceglierà i migliori.<br />
<strong>I VINCITORI IN TV</strong> - I video vincitori saranno trasmessi, nella settimana tra il 15 e il 22 novembre, in tutte le principali reti televisive dedicate ad un pubblico giovanile: Junior, Rai Due, Rai Tre, Raisat Smash Girl, Raisat Yoyo, Rai Gulp, Rai Educational e saranno visibili su tutti i siti partner dell’iniziativa. Inoltre, ai giovani “registi” vincitori del concorso, sarà data la possibilità di partecipare, il 20 novembre, ad uno degli eventi organizzati dall’Unicef Italia per la celebrazione del ventennale della Convenzione. E, ancora, i vincitori entreranno automaticamente a far parte del network <a href='http://www.theoneminutesjr.org/' target='_blank'>oneminutejr</a> internazionale che culmina ad Amsterdam, con lo Stranger Festival.<br />
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<strong>CREATIVE COMMONS</strong> - Da non dimenticare poi, in tema di diritti, che i video inviati sono coperti dalla licenza <strong>Creative Commons</strong>, vale a dire che, anche se il filmato potrà essere proiettato a titolo gratuito in pubblico, vi verranno sempre garantiti tutti i diritti sul vostro cortometraggio venendone riconosciuti come gli autori. Se siete interessati a questa iniziativa vi invitiamo a visitare il sito ufficiale del concorso <a href='http://www.unminutodidiritti.rai.it/' target='_blank'>www.unminutodidiritti.rai.it</a>, dove tra l’altro potrete anche vedere i video già inseriti, magari per prendere qualche spunto. <br />
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<span style="font-size:130%">Che ne pensate di questa iniziativa? Lo sapevate che esisteva una carta dei vostri diritti? Scrivetecelo <a href="http://skuola.tiscali.it/news/unicef-video-diritti.html#comments">commentando </a>la news.</span>]]></description>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 14:15:00 +0200</pubDate>
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<title>Nuove superiori: cosa cambiera dal prossimo anno</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/gelmini_riforme.jpg" alt="" /></div> Come cambierà il volto della scuola superiore a partire dal prossimo anno? Skuola.net vi spiega i punti principali della riordino più significativo della scuola italiana degli ultimi decenni. Due i punti cardine: la riorganizzazione de licei e quella degli istituti tecnici e professionali. <br />
<strong><a href="downloads/radio/gr2-13-06-09.mp3">Ascolta la nostra intervista sulla riforma dei Licei su Radio 2</a></strong><br />
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<strong><a href="news_foto/riforma-superiori.pdf">CLICCA QUI </a>PER SCARICARE LA TABELLA RIASSUNTIVA </strong><br />
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<strong>RIFORME </strong>- La riforma dei licei prevede l'eliminazione delle oltre 400 sperimentazione per ricondurli a <strong>6 licei</strong>, liceo artistico, classico, scientifico, linguistico, musicale e coreutico e delle scienze umane ed inoltre vengono introdotti interventi per una nuova organizzazione scolastica che prevede una <strong>maggiore autonomia e flessibilità</strong>, un <strong>rapporto più forte tra scuola e mondo del lavoro</strong>. Interventi simili, peraltro, erano già stati previsti per il precedente riordino scolastico, quello del 28 maggio, che aveva interessato gli istituti tecnici e quelli professionali. Inoltre, anche per questi era stata determinata una riduzione degli indirizzi: per gli istituti tecnici la distinzione in 2 soli settori, economico e tecnologico, a loro volta suddivisi in altri indirizzi per un totale di 11 tipologie di percorso di studi, e per gli istituti professionali in due macro settori, quello dei servizi e quello per industria e artigianato. <br />
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<strong>LICEI </strong>- Ma vediamo ora nel dettaglio in cosa consistono questi cambiamenti per i licei. <br />
Il <strong>liceo artistico</strong> sarà articolato in tre indirizzi (arti figurative; architettura, design, ambiente; audiovisivo, multimedia, scenografia).<br />
Nel liceo classico verrà inserito l'insegnamento di una lingua straniera per tutti i 5 anni. <br />
Nei <strong>licei scientifici</strong>, oltre al normale indirizzo scientifico, ci sarà la possibilità di attivare “l'opzione scientifico tecnologica” per approfondire la conoscenza di queste aree. <br />
Nei <strong>licei linguistici</strong>, oltre all'insegnamento i 3 lingue straniere, si prevede che a partire dal terzo anno una materia non linguistica verrà insegnata in lingua straniera e, a partire dal quarto anno ad essere insegnate in lingua straniera le materie saranno due. <br />
Ci sarà l'introduzione del <strong>liceo musicale coreutico</strong> che potrà essere attivato in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza. <br />
Ed infine il <strong>liceo delle scienze umane</strong> andrà a sostituire il liceo socio-psicopedagogico e sarà possibile anche attivare “l'opzione sezione economico-sociale” per approfondire i nessi tra le discipline giuridiche, economiche, sociali e storiche. <br />
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E poi altre novità: la valorizzazione del latino e delle lingue straniere, l'incremento delle ore da dedicare a matematica, fisica e scienze, nel quinto anno l'insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera e la possibilità, a partire dal secondo biennio di studi, di svolgere stage o di scegliere la formula dell'alternanza scuola-lavoro.<br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/bussola_scuola.jpg" alt="" /></div><strong>ISTITUTI TECNICI</strong> - Per gli istituti tecnici il primo settore, quello <strong>economico </strong>si distinguerà in due indirizzi: amministrazione, finanza e marketing; turismo. Quello <strong>tecnologico</strong> in 9 indirizzi: <br />
- meccanica, meccatronica ed energia; <br />
- trasporti e logistica; <br />
- elettronica ed elettrotecnica; <br />
- informatica e telecomunicazioni; <br />
- grafica e comunicazione; <br />
- chimica, materiali e biotecnologie; <br />
- sistema moda; <br />
- agraria e agroindustria; <br />
- costruzioni, ambiente e territorio.<br />
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Cambia inoltre la struttura del percorso didattico, che verrà divisa in due bienni (uno per un'istruzione di base e l'altro più specifico) e un quinto anno. Inoltre un maggior numero di ore di laboratorio e di inglese; ma anche la possibilità di insegnare “scienze integrate” con l'obiettivo di potenziare la cultura scientifica. <br />
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<strong>ISTITUTI PROFESSIONALI</strong> - Gli istituti professionali si articoleranno in 2 macrosettori: il settore dei <strong>servizi </strong>e il settore <strong>industria e artigianato</strong>. Il primo si distinguerà in 5 indirizzi:<br />
- Servizi per l'agricoltura e lo sviluppo rurale;<br />
- Servizi per la manutenzione e l'assistenza tecnica; <br />
- Servizi socio-sanitari; <br />
- Servizi per l'enogastronomia e l'ospitalità alberghiera; <br />
- Servizi commerciali. <br />
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E il secondo avrà solo l'indirizzo “produzioni artigianali e industriali” <br />
Anche i professionali saranno articolati in due bienni più un quinto anno, saranno potenziati i laboratori e i tirocini e verrà superata la sovrapposizione con l'istruzione tecnica.]]></description>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 23:00:00 +0200</pubDate>
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<title>Studenti in piazza: i prossimi appuntamenti</title>
<description><![CDATA[<div class="colleft"><img src="news_foto/corteo_studenti.jpg" alt="" /></div>Ampia la partecipazione degli studenti alle manifestazioni che venerdì scorso si sono svolte in più di 60 città italiane. Ma l’onda studentesca non si arresta: è appena stato definito il programma delle proteste che infiammeranno questo autunno 2009. Intanto, però, cosa ne pensano gli studenti di questi scioperi? <br />
<strong>150 000 IN PIAZZA</strong> - Il 9 ottobre si calcola che siano scesi in piazza a protestare contro la Riforma Gelmini circa 150 mila studenti. Ed ecco, in pillole, i punti fondamentali su cui si è basata la contestazione: il ritiro dei tagli alla scuola, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, la copertura finanziaria dei corsi di recupero, il ritiro del progetto di legge Aprea e la modifica del riordino degli istituti superiori.<br />
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<strong><a href="http://skuola.tiscali.it/news/manifestazioni-intervista.html">CLICCA QUI</a> PER LEGGERE L'INTERVISTA AL RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI STEFANO VITALE SULLE MANIFESTAZIONI DEL 9 OTTOBRE</strong><br />
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<strong>RIBELLI SOTTO LA PIOGGIA</strong> - Ed ora alcuni esempi si come sono andate effettivamente le cose. Nonostante la pioggia che li inzuppava, a <strong>Milano</strong>, gli studenti hanno sfilato per le vie del capoluogo lombardo e provincia per protestare contro i tagli e il razzismo e sono riusciti ad appendere sulla facciata del Provveditorato agli studi il seguente striscione “Ci volete ignoranti, ci avrete ribelli” per sottolineare le ragioni della loro manifestazione: gli studenti non vogliono essere considerati fannulloni, ma hanno voglia di imparare seriamente e per questo desiderano una scuola che sia all’altezza delle loro potenzialità. <br />
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<strong>DA NORD A SUD, ONDE DI MANIFESTANTI</strong> - A <strong>Roma </strong>il corteo studentesco si è unito ai lavoratori della Fiom che protestavano per ottenere una maggiore democrazia nei luoghi di lavoro; e anche qui la partecipazione è stata notevole. A <strong>Benevento</strong>, come si legge sul <a href='http://www.unionedeglistudenti.net/sito/index.php?/latest/studenti-in-piazza.html' target='_blank'>sito</a> dell’Uds, al fianco degli studenti c’è stata anche la partecipazione del segretario provinciale della CGIL Vincenzo Delli Veneri, che ha invitato ad una battaglia culturale per favorire l’ingresso pomeridiano di attività extrascolastiche, magari autogestite, come la musica. E comunque, in tutte le restanti città, il filo conduttore che ha unito tutti gli studenti d’Italia è stato quello di far sentire la propria voce, di gridare il proprio malcontento per riuscire ad essere ascoltati. <br />
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<div class="colright"><img src="news_foto/manifestazione_studenti.jpg" alt="" /></div><strong>NUOVE MANIFESTAZIONI: COMING SOON</strong> - E dopo il successo di affluenza di venerdì scorso, sabato 10 è stato deciso il nuovo calendario delle proteste autunnali. 250 studenti, in rappresentanza di associazioni e collettivi studenteschi, si sono riuniti, presso la Facoltà di Sociologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, per stabilire le date delle prossime manifestazioni, un programma che, comunque sia, è stato definito “aggiornabile in itinere” e, quindi, modificabile in base all’evolversi degli eventi. <br />
<strong>ECCO LE DATE</strong> - Il prossimo corteo è già stato fissato per il <strong>17 ottobre</strong> per puntare l’attenzione sul tema dell’interculturalità e sul problema del razzismo. Il <strong>26 ottobre</strong>, invece, verrà aperto il referendum nazionale studentesco promosso dall’Uds e il <strong>28 ottobre</strong> sarà la volta dell’Assedio al Governo, che consisterà nell’allestire tendopoli e piazze tematiche nei pressi delle Prefetture delle principali città italiane. Il <strong>14 novembre</strong>, invece, l’agenda prevede la manifestazione nazionale indetta a Roma dalla CGIL dedicata al tema del rapporto tra carattere pubblico della formazione e democrazia. E ancora, il <strong>17 novembre</strong>, sciopero generale studentesco (si parla di una mobilitazione internazionale o europea); infine, il <strong>7/9 dicembre</strong>, a Copenaghen, si prevede un controvertice sull'ambiente. <br />
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<strong>ABBASSO GLI SCIOPERI</strong> - In un nostro <a href="http://skuola.tiscali.it/news/cortei-studenteschi.html">articolo </a>di qualche giorno fa, noi di Skuola.net vi avevamo invitato ad esprimere le vostre opinioni sull’utilità di queste manifestazioni; vi abbiamo chiesto se, secondo voi, queste proteste sono uno strumento efficace per far sentire le vostre idee e numerose sono state le vostre considerazioni. Innanzitutto abbiamo registrato un gran numero di ragazzi che hanno confessato di essere poco fiduciosi, se non addirittura contrari, verso questo tipo di proteste. Tra i vari commenti, infatti, vi segnaliamo questi <em>“Per me è tutto inutile tanto mica stanno a sentire a noi studenti!”</em>, oppure <em>“Ma per favore! Credete che il governo vi stia ad ascoltare? È troppo impegnato a fare i suoi affari. Illudetevi, tanto non cambierà nulla”</em>; e ancora <em>“Io credo che sia tutto inutile visto che già l'anno scorso abbiamo perso un mese di scuola per protestare contro la riforma in atto. Ci abbiamo creduto e ci siamo attrezzati al massimo per diffondere il nostro urlo di protesta, ma è servito a ben poco”</em>. <br />
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<strong>CHI CI CREDE ANCORA</strong> - Ma non tutti sono di questo parere. Tra chi sostiene che protestare sia comunque un mezzo valido per farsi sentire, c’è chi sottolinea la necessità di serietà e responsabilità innanzitutto da parte degli studenti che vi partecipano, come, ad esempio afferma GiuliAngy: <em>“Noi studenti DOBBIAMO imparare che una manifestazione di questo tipo NON è per saltare un giorno di scuola così […], se le manifestazioni sono organizzate, mirate, utili, pubblicizzate bene, impostate, allora servono”</em>. E poi c’è chi, in verità, non riesce a crederci fino in fondo, come Jessica <em>“Io appoggio pienamente tutti coloro che vogliono scioperare, e se ce ne sarà modo lo farò anch'io, ma so già che sarà tutto inutile”</em>. Queste sono le vostre voci. <br />
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<span style="font-size:130%">Ora vi chiediamo di raccontarci cosa avete fatto venerdì 9 ottobre: avete manifestato o siete entrati a far lezione? E cosa ne pensate delle proteste in programma nei prossimi giorni? Scrivetecelo lasciando un <a href="http://skuola.tiscali.it/news/manifestazioni-studenti.html#comments">commento</a>. </span>]]></description>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 23:27:00 +0200</pubDate>
<link><![CDATA[page.php?id=19362]]></link>
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