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Maya - La civiltà

Appunto dettagliato sulla civiltà Maya

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Inviato daMika
Inviata il 25-09-2006
Appunti inviati484
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Kabrakan: significa “terremoto” ed è appunto il dio del terremoto
Kan-U-Uayeyab: è il dio maya posto a protezione delle città.
Kinich Kakmo: è il dio maya del sole.
Kisin: nella mitologia maya Kisin è considerato lo spirito malvagio dei terremoti. Egli vive nelle profondità della terra in una sorta di purgatorio in cui accoglie temporaneamente tutte le anime, fatta eccezione per quelle dei guerrieri morti in battaglia e delle donne morte durante il parto. I suicidi sono destinati a rimanere lì in eterno.
Ku: termine maya che significa "Dei".
Kukulcan o Kukumatz: significa “serpente piumato verde”, ed ha affinità con il serpente piumato azteco Quetzalcoatl; protettore dei sacerdoti, a lui erano consacrati un tempio e una fonte a Chichèn Itzà.
Mitnal: “luogo dei defunti"; è l'inferno della mitologia maya, dove le anime dei peccatori vengono barbaramente torturate.
Nacon: è il dio maya della guerra.
Opop: dio maya del mese e delle festività in onore del giaguaro.
Pauahtuns: altro nome dei quattro Bacab.
Uo: dio maya dei Rospi.
Yaxche: albero del Paradiso sotto il quale si riposano le anime dei buoni.
Yumkaax: “signore dei boschi”; era il dio del grano e del Mais. Terza divinità in ordine di Importanza dopo Itzamnà e Chac. E' raffigurato come un giovane fanciullo con i capelli intrecciati con grandi foglie di mais e recante nella mano una pannocchia di granturco. Considerato a volte fratello di Chac. Compagna di Yumkaax è una dea, di cui si sa ben poco raffigurata come una donna prosperosa, dai grandi seni e tutta ornata sulla testa e sul corpo di foglie di granturco.
Xaman Ek: dio della Stella Polare, ma considerato anche personificazione di ogni altra stella, patrono dei mercanti, avventurieri e dei navigatori. E' raffigurato recante in mano il proprio glifo e con in testa l'uccello Moam.
Zipakna: “bipede”; è il dio della terra.

I Calendari maya
Il 10 agosto 3113 a.C., che secondo alcuni sarebbe il giorno della creazione, segna l’inizio del calendario maya. Dallo studio di questo calendario si apprende come i Maya avessero perfezionato una sofisticata tecnica di misurazione del tempo. Essi distinguevano quattro calendari: lo Tzolkin, l’Haab, il Conto Lungo e Il Calendario di Venere.

TZOLKIN, il calendario religioso
Lo Tzolkin, piuttosto complesso, dimostra le capacità matematiche dei Maya. Ogni giorno è caratterizzato da un numero, in una sequenza di tredici (numero sacro maya), e da un nome, in una sequenza di venti nomi di dèi. Così per riuscire a tornare al punto di partenza, devono trascorrere ben 260, che costituiscono appunto la durata dell’anno religioso. Questo calendario è tuttora in uso presso alcune tribù delle alte terre guatemalteche.Questo schema rappresenta il ciclo dei giorni del calendario religioso: girando la ruota con i numeri in senso ANTIORARIO, e quella con le lettere in senso ORARIO, facendo corrispondere in sequenza ad ogni numero una lettera, otterremo, nel punto indicato dalla freccia, le denominazioni dei vari giorni secondo il calendario maya Tzolkin, dove le venti lettere stanno ad indicare i nomi de gli dei, e i numeri, i giorni in base tredici.

HAAB, il calendario civile e solare
Il calendario civile, l’Haab, era usato dai Maya, parallelamente allo Tzolkin. L’Haab era formato da 365 giorni: l’anno era suddiviso in diciotto mesi di venti giorni ciascuno, numerati da 0 a 19, e aveva termine con cinque giorni infausti, gli uayet, in cui si credeva che i morti si risvegliassero dal sonno eterno per vendicarsi dei torti subiti. Ogni mese era inoltre rappresentato da un proprio glifo. Poiché i due calendari venivano adoperati insieme, era una pratica usuale per la civiltà maya che lo stesso giorno venisse indicato con due date differenti; per tornare alla data di partenza dovevano trascorrere 52 anni civili. Questo periodo, chiamato “Il Giro del Calendario”, ricopriva uno spazio di tempo molto lungo e la sua conclusione veniva celebrata in modo solenne, a causa dell’ossessione che i Maya nutrivano nei confronti del tempo e dei suoi cicli. Per far fronte a questa fobia, i Maya assegnavano anche nomi a enormi periodi di tempo, come l’Aulatun (64 milioni di anni), non richiesti da nessuna esigenza di carattere pratico, ma che illustrano la mentalità dei sacerdoti di dominare e catturare il tempo, spingendosi verso un lontanissimo futuro, quasi a rendere finito l’infinito.

Giorni Maya (Significato)
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