La scrittura Maya è ideografica perché ogni carattere rappresenta un'idea astratta e comporta anche elementi di scrittura a tipo di rebus ; è pittografica e simbolica ma non sillabica, sebbene contenga un gran numero di elementi fonetici. Il complicato sistema di scrittura elaborato dai Maya e il fatto che essi lo ritenessero un dono sacro concesso dagli Dei a favore di pochi eletti e privilegiati, faceva si che la glifografia fosse gelosamente custodita da una ristretta élite dominante che aveva, secondo la tradizione, il potere di mediare tra le divinità e il popolo.
Caratteristiche della scrittura
Le iscrizioni Maya erano composte da file di segni (glifi) solitamente disposti in colonne verticali che andavano quindi lette dall'alto in basso o con un sistema di alternanze tra una fila e l'altra che variava secondo che le linee di segni presenti sullo stesso monumento fossero in numero pari o dispari. Ciascuno dei glifi poteva essere composto da un elemento principale e da una serie di affissi a lui collegati in modo da formare un complesso disegno generalmente iscrivibile in una sagoma quadrangolare od ovale. Una regola grafica che rese le iscrizioni Maya particolarmente eleganti e ordinate. Uno dei problemi principali che si trovavano ad affrontare i decifratori è che i Maya potevano scrivere ogni parola del loro linguaggio in modi diversi senza che questo ne alterasse il significato. Le diverse possibili soluzioni hanno creato notevoli difficoltà agli studiosi ma, in alcuni casi si sono dimostrate addirittura utili. E' noto infatti che un elemento pittografico della loro scrittura poteva sostituire una sillaba e grazie a ciò è stato possibile identificare i simboli fonetici che accompagnavano la figura conosciuta. Ci sono poi i glifi che hanno significati diversi secondo il contesto in cui sono inseriti ed altri che avevano la medesima pronuncia, ma diverso significato.
Questa esclusiva nell'uso della scrittura ci può portare alla memoria un carattere tipico di altre civiltà della Mezzaluna Fertile, sviluppatesi durante lo stesso periodo storico, che elaborarono un tipo di scrittura per molti versi simile a quella Maya, con l'uso di caratteri geroglifici e cunei formi; per caratteri e scopi la scrittura Maya risultava avere pure molte affinità con le scritture orientali dell'India e della Cina. Un'altra civiltà, quella Fenicia, ebbe il vanto, rispetto al tipo di scrittura utilizzato dalle civiltà soprannominate, di aver inventato l'alfabeto fonetico; un sistema piuttosto pratico nato dalla necessità di utilizzare un mezzo semplice per commerciare e comunicare tra gli uomini. Possiamo tuttavia trovare una fondamentale differenza tra la scrittura Fenicia e quella Maya. Quest'ultima era nata con lo scopo di tramandare dei dati cronologici , i nomi e gli influssi degli dei che presiedevano sul tempo, o ancora le scoperte di carattere astronomico, e successivamente eventi legati alla storia, ma non per scopi commerciali (infatti la glifografia non fu mai usata per stilare contratti); i Fenici invece, perfezionarono la scrittura e inventarono l'alfabeto fonetico proprio per soddisfare la necessità di registrare con esattezza e con un sistema pratico e veloce tutte le transazioni commerciali.
Aritmetica
Per scrivere i numeri, oggi usiamo il sistema detto posizionale: ciò vuol dire che, se leggiamo un numero da destra verso sinistra, nel nostro sistema in base 10 o decimale, ogni cifra ha un valore dieci volte superiore a quello della cifra precedente. Per esempio, nel numero 1987 abbiamo 7 unità, 8 decine, 9 centinaia, e 1 migliaio, dove la decina è pari a 10 unità, il centinaio a 10 decine, e il migliaio a 10 centinaia. I Maya impiegavano un sistema equivalente, ma la progressione numerica andava dal basso verso l'alto, e ogni livello era venti volte più elevato del livello precedente (sistema vigesimale o in base 20). Le cifre si esprimevano mediante un punto, che stava per l'unità, e una barra orizzontale, equivalente a cinque. Esse potevano essere anche espresse da glifi a forma di testa.
Osservatori maya
I Maya erano molto attenti al moto degli astri, costruirono infatti le loro città seguendo particolari allineamenti. Molte città erano orientate verso la levata o il tramonto del Sole ai solstizi, inoltre l'orientazione teneva conto della latitudine del luogo, cosicché non tutte le città hanno la stessa disposizione assoluta, ma relativa alla propria posizione geografica. Inoltre i Maya utilizzavano gli assi delle loro città e quelli dei palazzi più importanti per determinare con l'anticipo di uno o due dei loro mesi il passaggio del Sole allo zenit. Tale momento era di particolare importanza poiché coincideva con l'inizio della stagione delle piogge, la più importante dell'annata agricola. Numerosi sono i templi che presentano punti di osservazione fondamentali per la vita dei Maya. Uno di questi si trova nell'antica città di Uaxactum, nel Guatemala; vi è un complesso templare in cui dalla cima della gradinata di una piramide era possibile osservare la levata del Sole nei solstizi e negli equinozi. Infatti al solstizio estivo il Sole appariva al mattino sullo spigolo nord di un piccolo tempio posto di fronte alla piramide; agli equinozi sorgeva dietro la porta di un'altra costruzione sacra ed al solstizio invernale sorgeva invece dietro lo spigolo sud di un terzo tempio. Il monumento più noto come osservatorio è il Caracol (chiocciola) della città di Chichèn Itzà. E' una torre cilindrica posta su base quadrata, all'interno una scala a chiocciola porta al piano superiore dove si trovano tre finestre dalle quali venivano effettuate le osservazioni astronomiche. Probabilmente c'erano molte più aperture che purtroppo sono andate distrutte. Il Caracol presenta numerosi allineamenti, tra essi c'è quello della gradinata d'accesso che punta sul tramonto del Sole al solstizio estivo. Sulla gradinata della piattaforma superiore c'è una nicchia nella quale due piccole colonne (una bianca ed una rossa) inquadravano una persona che, guardando di fronte, poteva vedere il tramonto di Venere quando, ogni 8 anni, raggiungeva la sua massima declinazione negativa. Si potevano fare allineamenti anche dalle finestre in cima alla torre: sulla prima si poteva osservare il tramonto del Sole agli equinozi; la seconda puntava sul tramonto di Venere quando aveva la massima declinazione negativa e la terza sulla levata di Achernar, la stella principale della costellazione dell'Eridano. Lo studio del moto di Venere era molto importante, come si può rilevare dalle tavole del Codice di Dresda che trattano in modo accurato delle previsioni sulle apparizioni di questo pianeta. E' interessante inoltre notare che i templi Maya avevano tutti 365 scalini, uno per ogni giorno dell'anno, ad evidenziare ancor di più come questo popolo fosse ben attento al tempo.
Commenti
Non sono ancora stati inseriti commenti.